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L'università di Salamanca e la sua "ranita"

Questo intervento sarebbe potuto essere pubblicato nella sezione curiosità, o cultura, è dedicato ad uno dei più ricercati "talismani" nel mondo delle università del mondo.

L’università di Salamanca è una delle più antiche del mondo, con Bologna, la Sorbona a Parigi, Oxford e poche altre.

La sua fama è ben meritata, oltre ad essere antica, camminarle intorno è un vero spettacolo, i palazzi, la sua facciata, la parete delle “conchas” e tutta l’incredibile atmosfera ne fanno davvero un viaggio nel viaggio, meta obbligata per tutti coloro che vogliano conoscere il castigliano più puro ed intransigente.

I salamantini sono un po’ come i fiorentini per l’Italia, si considerano un po’ come i custodi della purezza linguistica, parlare lo spagnolo di Salamanca è come lavare i panni nell’Arno. La città è entusiasmante, di medie dimensioni (circa duecentomila abitanti “studenti compresi), e patrimonio dell’umanità dalla metà degli anni ‘80.

Il ponte romano aperto ai pedoni è nella sua semplicità e robustezza, un vero viaggio nel passato, ed il fiume è nientepopodimenoche il famosissimo Tormès, famoso per il “Lazarillo del Tormès”, una delle novelle più conosciute della Spagna ed a cui dedicherò un intervento nella sezione letteratura.

Presentata brevemente Salamanca (un visita è più che dovuta, giusto ad un paio di ore di treno da Madrid), oggi voglio soffermarmi su un particolare caro a tutti coloro che amino studiare e siano anche scaramantici. ” La rana de la universidad”.

Nel 1993 prima visita a Salamanca, non ero riuscito a trovarla, anzi a vederla, ma nel mio ultimo pellegrinaggio, grazie al mio amico Josè, ho potuto finalmente inquadrarla e “farla”mia.

La leggenda vuole che ogni studente che con i propri mezzi, riesce a vederla, in quell’inestricabile insieme di bellissime sculture sulla facciata dell’università, riuscirà nello studio e nella vita. Una delle cose più divertenti quando si arriva nei pressi della facoltà, è vedere moltitudini che con il naso all’aria, cercano di vederla, lì in bella mostra su quel teschio.

Grazie ai potenti mezzi della tecnologia e di Dada, la vedete in foto, ma vi garantisco che è davvero difficilissima da vedere anche sapendo dove si trova, la storia vuole che essa in realtà non sia una rana ma un “sapo”, ovvero un rospo, simbolo della lussuria, e piazato su un teschio “calavera”, il monito per tutti gli studenti (all’epoca tutti maschietti) era “non cedete alle tentazioni dela lussuria, perchè questo vi porterà alla morte”.

Adesso vi sfido a cercarla, ma prima andate a Salamanca, ne vale la pena.