El Cid Històrico

Nel 1999 Gonzalo Martìnez Diez, pubblicò un interessantissimo e vendutissimo libro sulla parte "soricamente dimostrabile" della vita di Rodrigo Dìaz de Vivar, il grade eroe conosciuto come "el Cid campeador"

La presentazione del libro recita

“Entre todos los personajes heroicos que protagonizaron nuestra Edad Media, sólo uno alcanzó fama y reputación europea; ese héroe es Rodrigo Díaz de Vivar, el llamado Cid Campeador. El Cid, el Tenorio y el Quijote son las tres grandes creaciones universales de la literatura española, aunque de estas tres creaciones literarias sólo una de ellas admite una biografía rigurosamente histórica. Pero al lado del Cid Campeador de la leyenda y los cantares existió otro personaje de carne y hueso, el verdadero Rodrigo Díaz de Vivar, el magnate castellano que, desterrado de su tierra burgalesa, con sólo su espada supo crearse un principado en Valencia, tan importante o más que alguno de los reinos cristianos coetáneos. Es el hombre a quien Ibn Bassam, musulmán hostil al héroe castellano, calificaba de “milagro salido del dedo de Dios que llevaba la victoria clavada en su bandera”. Al celebrarse este año de 1999 el IX centenario de la muerte de Rodrigo Díaz de Vivar queremos, lejos de la cidofobia de Dozy y la cidofilia del maestro Menéndez Pidal, rescatar aquí la verdadera figura de este héroe medieval, desnudo de leyendas y cantares, con los claroscuros de un caballero del siglo xi y ofrecer esta biografía construida únicamente con los testimonios históricos, tanto de cristianos como de musulmanes, que convivieron o pudieron convivir con el desterrado castellano.”

Bisogna dire che stiamo parlando di un libro un po’ in controtendenza viste le ultime presentazioni editoriali dedicate alla storia, infatti mentre assistiamo agli storiografi veri che si dedicano a rendere esageratamente epiche le vite di alcuni personaggi del passato, Martìnez Diez, propone un percorso controcorrente.

Rodrigo Dìaz de Vivar, è insito nella storia medievale spagnola, come un personaggio, leggendario, epico, in grado di esercitare con astuzia la diplomazia, ed al contempo la forza dirompente dei cavalieri medievali, una elegante via di mezzo tra Ulisse ed Achille di Omerica memoria, tra l’altro qualche tempo fa gli avevo già dedicato un intervento Qui.

Questo libro parte da un’analisi storica della penisola iberica contemporanea al nostro cavaliere, gli arabi avevano assoggettato buona parte delle terre più ricche, e spingevano verso un’espansione prepotente, pochi resistevano e molti collaboravano, un periodo davvero complesso e ricco di conflitti in cui risultava difficile individuare gli equilibri.

Continua poi con un profilo psicologico del personaggio, in base non alle leggende che nei secoli si sono accumulate sulla sua figura (basti immaginare che si narra di una battaglia vinta quando era già morto), ma sui documenti conservati con certosina attenzione e sparpagliati qui e là per l’Europa.

El Cid e la sua immagine hanno, in parte, facilitato il compito all’autore, bisogna sottolineare che essendo stato oltre che guerriero un amministratore e governatore di terre, la sua figura è stata ritrovata in documenti sia cristiani che musulmani, permettendo a Martìnez Diez di ricostruire in maniera incontestabile un personaggio che rischiava come altri (vedi Don Pelayo) di rimanere impaludato nei meandri dei racconti epici.

Il libro è davvero molto interessante, sempre scorrevole nella lettura, tranne forse quando ci si deve fermare a ricostruire i documenti storici, si tratta di una vera biografia, personalmente trovo che l’onestà intellettuale dell’autore sia evidente quando evita i fanatismi esaltanti della letteratura stile “roncisvalle”. Una perfetta maniera di scoprire Rodrigo Dìaz de Vivar uomo, vero con le sue forze e le sue debolezze.

Il libro è acquistabile on line ad un prezzo di circa 18 €uri, ben spesi.

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