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Politica e spot, sport e spot, sesso e spot, ironia e spot. Scritto da uno dei maggiori creativi del mondo, un libro che spiega i retroscena dello star system legato all'advertising televisivo

Una volta Marshall McLuhan ebbe l’occasione di affermare: “Gli annunci pubblicitari della nostra epoca sono la riflessione più ricca e fedele che una società abbia realizzato sulle sue attività produttive”.
In questo libro, il cui titolo definisce lo spazio/tempo della pubblicità, Barry Day, amico personale del “Grande Maestro”, entra nel merito della sua stupenda definizione. E lo fa con due riferimenti precisi. Il primo culturale, esplorando tutti gli enigmi sui rapidissimi cambiamenti della comunicazione a cui assistiamo. Indicandoci che si possono risolvere solo a condizione di comprendere gli alti e bassi della società, con le sue sottigliezze e con i dati fondamentali del nostro stile di vita. Il secondo tecnico, osservando l’applicazione delle specifiche tecniche di ordine estetico e i vari generi di grammatica linguistica o filmica chiamati a risolvere un problema ben determinato: trovare il punto d’incontro fra i produttori di merci e servizi e il consumatore.
È quindi inevitabile che in ogni capitolo vi sia un nuovo incontro, con “i grandi temi” e la nostra curiosità, sempre presentati con lucide esemplificazioni: dal global marketing all’umorismo, dal sesso alla politica nella pubblicità; fino al nuovo Giappone che ha cominciato a porsi la domanda che più volte ci siamo posti noi stessi: “Può l’Occidente indossare l’Oriente?”

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