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Io e la mia compagna...la bulimia

Le guide la conoscono come Zia Angie : solare, paziente e disponibile. Angie ha il coraggio di raccontarsi dimostrando la sua forza per affrontare la bulimia. Dove si parla anche di pubblicità e immagine...

Se non scendi in fondo nella melma  più profonda  non potrai mai  capire quali sono i meccanismi che ti portano  a determinate azioni.  In questo caso parliamo di Bulima: Malattia legata ai disturbi  alimentari, disturbi che pare vadano tanto di moda: ne soffrono le  ragazzine che vanno dai 15 anni in su per finire alle signore di 40  50 anni.
  Il fenomeno, coinvolge per il 90% le donne. Raccontarlo non e’ facile, ma a volte  puo’ essere liberatorio.  In tutti questi anni, in rete, se non lo avessi fatto, forse non  mi sarei resa conto neanche di cosa soffrivo. Chi ti legge,  chi  ti conosce rimane quasi sempre sbalordito, per la solarità e la  vitalità che  una persona come me riesce a tirare fuori, tanto e’  vero che a volte viene da chiedermi se fossi stata diversa e se a fianco a  me non ci fosse stata “lei” , come sarei  potuta essere….. 
 Quale e’ il meccanismo che ti porta a cominciare?  Per me sicuramente la poca autostima  la  sfiducia in me stessa, il non accettarsi cosi come si e’  fisicamente, soprattutto quando in famiglia, non ci sono mai stati dei tipi magrissimi e con i fisici asciutti, come il tipo della pubblicita’ dello yogurt danone, lo ricordate? un po di tempo quel simpatico personaggio, a torso nudo con un pantalone bianco molto largo, che sembrava cadergli da dosso, e che faceva degli incredibili salti inneggiando alla leggerezza dello yogurt e alla vitalità, che tu poi lo osservavi bene e ti sarebbe venuto da dirgli: - ne’, ma perche’ nun te faje na bistecca? :-) Insomma, nella mia famiglia non siamo certamente sinuose Sofia Loren o atletici Brad Pitt, ma sicuramente le donne che ci son state, erano quelle forti e toste, oggi si direbbe “con gli attributi” nonostante la mole molto  affascinanti, autoritarie quasi tutte con storie di vita non  delle piu’  facili. A volte pensando agli incredibili personaggi che popolano la  mia numerosa famiglia, mi piacerebbe scrivere e raccontare di loro, qualcosa che  non avrebbe  nulla da invidiare a romanzi come 100 anni di  solitudine di Gagriel Garcia  Marquez o la Casa degli Spiriti  dell’Allende, per non perdere il filo  conduttore, quando li leggevo  avevo con me nel libro un foglio in cui, man mano  che il racconto  scorreva, annotavo i personaggi e le varie discendenze :-) Una  cosa  molto simile potrei farla ora, visto che sono forse l’unica che  mantiene i  contatti con i parenti fino alla terza o quarta  generazione, prima manualmente  con la posta cartacea…ora anche  attraverso il web, e chissa’ che un domani  non lo faccia 
 Mi son sempre chiesta perche io non potevo essere bellissima e longilinea come le  modelle  delle riviste, la gente della tv, le ragazze che incontri per  strada,  sempre belle preparate ed in piena forma…
 
 Tutto questo meccanismo mentale, chiamiamola “pippa” se volete :-) porta a degenerare e ti sembra  che l’unico soggetto  scialbo ed insignificante sei  proprio tu.. Anche  sei consapevole  che non esistono brutte  persone…ma solo persone che non si curano e non si amano …. E  tutto  ciò ti condiziona: condiziona quello  che  fai, quello che sei, il tuo essere  In tanti anni l’unica che ti è stata fedele e non ti lasciato per un  attimo è stata “lei” la bulimia  portando il fisico a  allargarsi e restringersi….come una fisarmonica… a  condizionare l’essere cosi’ forse un po’ troppo effervescente e  passionale.
 La mia psicologa diceva che caratterialmente ero cosi’ anche per colpa,  sua,  di “lei”, della mia malattia. 
 
 Troppe volte mi  son sentita dire:
 - Angie…perche’?? perche continui a farti cosi’ ostinatamente  male!!  Ultimamente, c’e’ stata una storia, inaspettata, era l’ultima cosa  che  avrei potuto immaginare potesse capitarmi, questa  persona sapeva di “lei” perche’ io gliene avevo parlato, il  parlarne, il tirare fuori il problema, mi aiuta poi a cercare di  affrontarlo,  ma non sapeva cosa fosse e quali fossero le  cause e le conseguenze, ne’  lo chiedeva per paura che il raccontarlo potesse  riaprire delle  ferite mai sanate, eppure la cosa che mi ha colpito e’ che questa  persona si e’ documentata,  ha fatto ricerche in rete, ma nonostante  questo, stentava a  nominarla, anche  quando una sera mi porto’ un fogliettino con il titolo di  alcuni libri sull’argomento, libri di cui ero gia’ a conoscenza, dono di Asia la guida  di amore in web: Fame d’amore di Fabiola De Clerq piu’ qualche  altro titolo che conoscevo ma non avevo ancora letto, sempre  della  De Clerq: Tutto il pane del mondo e donne invisibili Per chi non lo  sapesse Fabiola de Clerq ha fondato L’ABA una associazione per la  ricerca  sull’anoressia e bulimia e i disordini alimentari che si  trova a Milano ma che e’ presente in numerose altre citta’ italiane.
 
  In  rete esiste anche un gruppo di  discussione dedicato all’argomento,  e piu’ volte ho tentato di leggere gli sfoghi di persone che come  me soffrivano di questo male, detto anche “male del secolo”, ma cosi
  incredibilmente distanti da me anni luce: sia nei modi in cui  vivevano la propria vita, erano morte dentro,  eppure quel  che non mi e’ mai mancata  e’ stata la voglia di vivere !!!  Quel rapporto, e’ ora terminato,  i motivi ci sono ancora oscuri, ma la  bulimia e’ stata  una cosa che ha terrorizzato quella persona.
 
 
  La  porta e’ ancora aperta ed  io cosi la intendo lasciare perche credo che devo molto a  lui, con cui ho trascorso  un periodo della vita
 molto speciale seppur breve, è stata una delle poche  persone  che si e’ documentata per conoscere da vicino “LEI” la mia compagna  di  sempre.  Vivo in costiera sorrentina, ci sono ritornata alla fine del mio  matrimonio durato 10  anni, ero distrutta nel corpo e nella mente,  soprattutto perche le ultime parole  del mio uomo non eran state  delle piu’ gradevoli in merito al mio  fisico:
 
 - sei diventata un cesso, per questo  non faccio + all’amore con  te - mi fi schifo-. Per me ritornare a cercare di essere quella  che ero e’ stato veramente difficile.  Poi, un po’ alla volta  intravedi uno spiraglio di luce, l’affetto  delle persone che ti circondano, che lo fanno senza chiedere niente in cambio e che  apprezzano la tua compagnia,  e ti chiedi anche il perche’ ti sembra tutto cosi’ strano  In un anno mi  sono rimessa a lavoro,  ho smesso le vecchie abitudini, non vomitavo piu’ ed ho  cominciato  a stare bene, moralmente e anche con lo stomaco, ci sono ancora  strascichi, lo stomaco spesso non digerisce con facilta’ certi  alimenti. C’e'  ancora molto da lavorare, almeno mettersi nella  graduale idea di seguire una  dieta, be lo stavo facendo… Poi  all’improvviso mentre ti stai per rialzare  ricevi l’ennesima  scazzottata…. e ti rifugi sempre in lei e nessuno potra’ mai  capire cosa significa il ritrovarsi faccia a faccia con la tazza del  cesso, e  ricominciare a rimettere le dita in gola….e  vomitare….e punirsi….. punirsi  per essere sbagliati, per aver  fatto qualcosa di non giusto… essi’ perche’  probabilmente ritieni  di essere l’unica causa di tutto.
  Sto comprendendo, pero’ un po’ alla volta, che è il mio modo di
 pormi: se mi amo di + ne sono consapevole io ed anche gli altri.  Capita spesso, e non dovrei lamentarmi di questo, che le persone  piombano nella mia vita causando notevoli danni, be’ e’ facile che  rimangano affascinati, ma poi ti domandi il  perche’attiri cosi  facilmente, pare che guai non ne hai a sufficienza…e cosi’  ciclicamente ci ricadi, senza voglia di reagire e di  andare avanti, sei cosciente del fatto, perche’ quello e’ il  meccanismo che si crea, che quando si ricomincia dopo e’ veramente difficile interrompere…. 
  Io non posso dire di esser guarita, ho i miei alti e bassi, ma credo che la cosa importante, per  quelli che  come me soffrono di questo male, sia l’affetto,  l’affetto + grande del mondo un  bene incommensurabile, ma non e’  tanto il darlo, il donarlo, il regalarlo,  ma il  riuscire a sentirlo  Siate presenti nella vita di queste persone che come me  hanno  bisogno di sentirsi avvolte nell’affetto come in una calda coperta,  solo cosi’ si puo’ uscire dalla malattia, ma fondamentale e’  lavorare su se stessi, credere in se stessi, amare se stessi :-)