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Il futuro della pubblicità

Un articolo di Tobias Jones pubblicato da Internazionale...

Il dibattito sulla pirateria online è sempre più acceso. Quello sulla pirateria televisiva è meno seguito. Per cinquant’anni il legame tra pubblicità e programmi è stato stretto. Le soap per esempio si chiamano così perché durante l’intervallo si vendeva sapone. Ma adesso nessuno guarda più le pubblicità

Alcuni dirigenti dicono che guardare i programmi senza le pubblicità equivale a rubare il programma. Addirittura le nuove tecnologie permettono di registrare i programmi cancellando gli spot. I dirigenti hanno ragione anche se, giustamente, non gliene frega niente a nessuno.

Tutta la struttura finanziaria della tv è destinata a cambiare. Una pubblicità di trenta secondi sulla Nbc negli Stati Uniti costa circa 175mila dollari. Durante una sitcom molto popolare, come Friends, si sale a 400 mila.

Un prezzo salato, per qualcosa che non guarda nessuno. L’unica soluzione è sovrapporre programmi e pubblicità. Durante il torneo delle Sei nazioni, per esempio, l’erba del campo da rugby in parte è blu per pubblicizzare la banca, sponsor dell’evento. Dice un vecchio motto del marketing :”Nessuno vuole che gli si venda, ma tutti vogliono comprare”. Sarà sempre più difficile distinguere quando ci viene quella voglia.

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