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Lazio-Di Canio: E' fatta!

Dopo 14 anni indosserà nuovamente i colori biancocelesti e per farlo rinuncia a tre quarti del suo stipendio. Poi farà il dirigente. Il suo carisma può dare la carica ad un ambiente da rigenerare. Altri rinforzi potrebbero essere Siviglia e Morfeo, Ledesma arriverebbe in dono, per far partire Cesar. Fonte Libero Sport

Paolo Di Canio, 36 anni, indimenticato idolo dei tifosi laziali, di cui lui si sente un esponente privilegiato, tornerà nella capitale. Al cuor non si comanda. I soldi non c’entrano niente, anzi vengono messi da parte in maniera decisa, un segnale forte a tutto l’ambiente. Rispetto al milione di euro che avrebbe percepito al Charlton, in Premiership, accetta di guadagnarne una quarto pur di tornare all’Olimpico ad esultare sotto la Curva Nord.
Il presidente Lotito gli fa firmare un contratto triennale, quando smetterà di giocare gli viene garantito un ruolo dirigenziale, ma è presto per vedere l’estroso fantasista dietro una scrivania, peraltro situazione difficile da immaginare. Alla Lazio manca dal 1990 quando venne prelevato dalla Juventus, poi Napoli e Milan (uno scudetto) prima di tentare l’avventura in Gran Bretagna. Parte dalla Scozia, con il Celtic, poi trova il suo paradiso in Inghilterra, tra Sheffield e West Ham, per chiudere l’esperienza lunga sette anni nel Charlton.
Sette anni vissuti sempre da protagonista, nel bene e nel male. Di Canio è così e così va preso. Quando ha messo le mani addosso ad un arbitro si è beccato una lunga squalifica e valanghe di critiche, quando invece ha fermato il pallone evitando di segnare perché un avversario è rimasto a terra infortunato, è stato giustamente incensato ed esaltato il fair-play.
Il suo procuratore è in contatto con la società, che riparte da lui per cercare di allestire una squadra degna del blasone e del suo nome. Dal Parma si vocifera possano arrivare Siviglia e Morfeo, dalla cessione di Cesar potrebbe giungere una contropartita importante. A Caso piace poi l’argentino del Lecce Ledesma che potrebbe rientrare in queste operazioni, preso da qualche grande proprio per convincere i capitolini.

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