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La Lazio strapazza il Metalurg Donetsk

La squadra di Caso contro il Metalurg Donetsk soffre all'inizio, poi l'uno-due firmato Rocchi-Cesar chiude i conti. Di Pandev il gol del 3-0. Ritorno il 30 settembre. (gazzetta.it)

16 settembre 2004 - Due fiammate in pochi secondi per altrettanti gol che chiudono di fatto la pratica Metalurg Donetsk (nel finale la ciliegina di Pandev per il 3-0 definitivo) e lanciano la Lazio nella fase a gironi della nuova coppa Uefa. Dopo le reti di Rocchi e Cesar, il ritorno del 30 settembre all’Olimpico appare una mera formalità.
LA GARA - Caso fa un ampio turnover rispetto a Genova, cambiando la formazione per sette undicesimi. In porta c’è Sereni, Seric fa il terzino sinistro, Negro affianca Siviglia, E. Filippini e Dabo rilevano Liverani e Giannichedda in mezzo al campo, mentre la coppia d’attacco è composta da Muzzi e Rocchi. Come prevedibile, i romani soffrono la miglior condizione degli ucraini che si mostrano subito pericolosi soprattutto con le velocissime punte Demetradze e Mendoza. L’ucraino gira spesso largo, mentre il peruviano fa tutto bene tranne le conclusioni. Prima si mangia un gol a porta vuota, poi invece di tirare, solo davanti a Sereni, cerca il compagno di reparto, anticipato da Siviglia. Proprio l’ex Lecce tiene in piedi la baracca, quando Oddo e Seric, più portati a offendere che a difendere, lasciano aperti spifferi pericolosi. La Lazio fatica a creare gioco, quasi tutti i palloni passano da Dabo per vie centrali e da Cesar, che però a sinistra non punge come sa. Quando il brasiliano si accentra piazzandosi tra le linee, le cose vanno meglio. Muzzi e Rocchi si muovono bene, ma non riescono a pungere.
Nessun cambio nell’intervallo. Il Metalurg prova ad alzare il ritmo per concretizzare la superiorità territoriale, ma Siviglia continua a guidare i suoi con gran mestiere. La Lazio non si scompone, anzi inizia a capire come mettere in difficoltà la difesa avversaria. Muzzi e, soprattutto, Rocchi sono molto più veloci dei tre lungagnoni di Muslin e quando i due italiani iniziano ad andare negli spazi la musica cambia. Per due volte Cesar, in posizione di trequartista, pesca l’ex Empoli che però non coglie l’attimo. Subito dopo il cambio di Seric con Zauri, lo stesso Rocchi azzecca la giocata che sblocca il match. Questa volta il lancio è di E. Filippini, ma la girata mancina della punta è da applausi. Qui il Metalurg cede sul piano mentale e bastano pochi secondi a Cesar per raddoppiare. Il brasiliano s’inventa una traiettoria diabolica, ma è netta la complicità del portiere Virt, uscito a farfalle dopo una gara impeccabile. Nel finale la ciliegina di Pandev, il cui sinistro da fuori conferma che il Metalurg era già sotto la doccia.

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