<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
    xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
    xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
    xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
>

<channel>
    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
    <generator>http://lightpress.org/</generator>
    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
	<item>
	<title>Nuova monografia dedicata a Tamara de Lempicka</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/nuova-monografia-dedicata-a-tamara-de-lempicka</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/nuova-monografia-dedicata-a-tamara-de-lempicka</guid>
	<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 11:38:33 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/nuova-monografia-dedicata-a-tamara-de-lempicka#comments</comments>
    <category>libri</category><category>catalogo mostra tamara de lempicka vittoriano</category><category>monografia tamara de lempicka skirà editore</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/tamara.jpg" class="left" border="0" width="233" height="250" alt="" /></p>
<p>Curata da Gioia Mori, la monografia – che accompagna la straordinaria esposizione romana – ripercorre la carriera di questa affascinante artista polacca che visse in Russia, a Parigi, in Italia, per approdare poi negli Stati Uniti e passare gli ultimi anni della sua vita in Messico. Il volume offre importanti novità scientifiche sull’artista e si pone come la più completa opera sino ad oggi dedicata alla pittrice. Attraverso dipinti e opere su carta, viene ricreata l’atmosfera del tempo, i grandi eventi storici, ma anche le tendenze dell’arte a lei contemporanea, in un percorso che consente al lettore di immergersi e di immedesimarsi nel mondo e nella vita dell’artista, piena di glamour ma segnata anche dai grandi eventi storici del Novecento. Pittrice cosmopolita e icona dell’Art déco, Tamara de Lempicka ha creato immagini che sono diventate il simbolo di un’epoca, “i folli” anni Venti e Trenta di cui diventa la più brillante interprete, introducendo nei suoi dipinti i simboli della modernità e rappresentando la donna emancipata, libera, indipendente e trasgressiva. Considerando la vita come un’opera d’arte e sostenuta da una volontà ferrea di affermazione, Tamara coltiva il suo talento artistico, ma anche costruisce con cura la propria immagine di donna elegante e sofisticata, divenendo presto la protagonista stravagante della mondanità europea.</p>
<p>Gioia Mori è titolare della cattedra di Storia dell’arte presso l’Accademia di Venezia e direttore scientifico di “Art e Dossier”, una delle più accreditate riviste italiane del settore. Con Skira ha pubblicato la precedente monografia dedicata a Tamara de Lempicka (2006).</p>
<p>Catalogo della mostra a<br />
Roma, Vittoriano<br />
25 febbraio – 3 luglio 2011</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110122113833"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110122113833?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110122113833" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110122113833&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fnuova-monografia-dedicata-a-tamara-de-lempicka"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Curata da Gioia Mori, la monografia – che accompagna la straordinaria esposizione romana – ripercorre la carriera di questa affascinante artista polacca che visse in Russia, a Parigi, in Italia, per[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Nasce l&#039;Associazione Centro Studi Vitruviani </title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/nasce-lassociazione-centro-studi-vitruviani</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/nasce-lassociazione-centro-studi-vitruviani</guid>
	<pubDate>Sat, 22 Jan 2011 11:32:23 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/nasce-lassociazione-centro-studi-vitruviani#comments</comments>
    <category>eventi</category><category>associazione centro studi vitruviani fano</category><category>salvatore settis centro studi vitruviani</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/vitruvset.jpg" class="left" border="0" width="180" height="250" alt="" /></p>
<p>In Italia, la creazione di una istituzione culturale, di fondazione pubblico-privata, con l&#8217;obiettivo di porsi a riferimento internazionale per il proprio ambito di ricerca, è notizia comunque rilevante. Che si presenta oggi con caratteristiche di ancora maggiore eccezionalità, come un segnale di controtendenza, di riscatto, di fiducia sul futuro dell&#8217;Italia in cultura.</p>
<p>Il segnale viene da Fano dove il 29 gennaio il professor Salvatore Settis, Direttore della Scuola Normale di Pisa, insieme ad altri importanti studiosi e alle Autorità, terrà a battesimo, con una sua Lectio, il nuovo Centro Studi Vitruviani. A volere la creazione di questo che si pone come un centro d&#8217;eccellenza per gli studi sull&#8217;architettura classica, sono stati gli enti territoriali (Provincia di Urbino e Comune di Fano), entrambe le università marchigiane (Politecnico delle Marche e Università di Urbino), la Fondazione Cassa di Risparmio di Fano, la Confesercenti Di Pesaro-Urbino e gli Archeoclub d&#8217;Italia, con il supporto della Regione Marche.</p>
<p>Di rilevo il comitato scientifico della nuova istituzione composto dallo stesso Salvatore Settis, Direttore Scuola Normale di Pisa, da Pierre Gros, Università Aix En Provence, Marsiglia, Howard Burns, Scuola Normale di Pisa, Guido Beltramini, Direttore Centro Internazionale di Studi &#8220;Andrea Palladio&#8221; Vicenza, Marco Gaiani, Università di Bologna, oltre che da Paolo Clini in veste di Presidente del Consiglio Direttivo. </p>
<p>Il modello dichiarato del nuovo Centro Studi Vitruviano è quello del Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio di Vicenza, struttura oggi di riferimento a livello mondiale per gli studi sull&#8217;architettura del Cinquecento oltre che su Palladio.</p>
<p>&#8220;Obiettivo del Centro Studi Vitruviani, dichiara il Presidente del Consiglio Direttivo professor Paolo Clini, è la diffusione della conoscenza della cultura classica e della classicità in ogni sua espressione, naturalmente avendo come primo riferimento l&#8217;opera di Marco Vitruvio Pollone, l&#8217;autore dei 10 libri del De architectura, opera dedicata ad Augusto, redatta probabilmente tra il 29 e il 23 avanti Cristo&#8221;.<br />
&#8220;Sono previsti, oltre che l&#8217;implemento del centro di documentazione internazionale, fortemente informatizzato e aperto alla rete su Vitruvio e il Classico, momenti scientifici &#8220;alti&#8221;, borse di studio, occasioni divulgative, mostre, iniziative didattiche. In un equilibrio tra Alta Cultura e attenta divulgazione. Vogliamo essere un centro di eccellenza per gli studi ma anche una realtà capace di essere autenticamente e positivamente &#8220;popolare&#8221;.&#8221; </p>
<p>Di Vitruvio verrà gradualmente approfondita la figura ma soprattutto ciò che le sue &#8220;regole&#8221; significarono per gli architetti del Rinascimento europeo, da Lorenzo Ghiberti a Leon Battista Alberti, Francesco di Giorgio Martini, Raffaello, Fabio Calvo, Paolo Giovio, fra Giocondo da Verona allo stesso Palladio, ma anche per umanisti, come Petrarca e Boccaccio. Una influenza che travalicò presto l&#8217;Italia grazie anche alle numerosi traduzioni che De architectura ebbe nelle lingue europee, e che permeò l&#8217;architettura e in genere la cultura occidentali per secoli.</p>
<p>Una importanza, quella di Vitruvio, enorme nonostante poco o nulla si conosca delle sue reali architetture. Da lui citata c&#8217;è sola la Basilica che progettò proprio a Fano, di cui non rimane per altro testimonianza materiale certa, ma la cui fama è sufficiente a legare la città marchiana in modo profondo al grande architetto dell&#8217;antichità.</p>
<p>&#8220;Ma, tiene a sottolineare il professor Clini, Il Centro Studi Vitruviano non guarderà solo indietro. La cultura classica è un valore anche per l&#8217;oggi, in termine di armonia, attenzione al territorio e alla bellezza. Di qui l&#8217;affidamento proprio al professor Settis, che di questi valori di ogni luogo e tempo è il propugnatore, della Lectio con cui il Centro inaugura la sua attività.</p>
<p>Info:<br />
Centro Studi Vitruviani<br />
Via Vitruvio 9, Fano<br />
www.centrostudivitruviani.org<br />
info@centrostudivitruviani.org<br />
tel. 3404242122</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110122113223"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110122113223?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110122113223" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110122113223&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fnasce-lassociazione-centro-studi-vitruviani"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In Italia, la creazione di una istituzione culturale, di fondazione pubblico-privata, con l&amp;#8217;obiettivo di porsi a riferimento internazionale per il proprio ambito di ricerca, è notizia[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Al MAXXI per approfondire le dinamiche dell&#039;arte contemporanea</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/al-maxxi-per-approfondire-le-dinamiche-dellarte-contemporanea</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/al-maxxi-per-approfondire-le-dinamiche-dellarte-contemporanea</guid>
	<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:52:35 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/al-maxxi-per-approfondire-le-dinamiche-dellarte-contemporanea#comments</comments>
    <category>formazione</category><category>incontri arte contemporanea maxxi roma</category><category>lezioni arte contemporanea 1960-2010 maxxi</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/MAXXIRoma200x300.jpg" class="left" border="0" width="166" height="250" alt="" /></p>
<p>Proseguono gli incontri organizzati dal MAXXI per raccontare cosa è successo all’arte italiana negli ultimi 50 anni, quali i protagonisti e le idee che hanno rivoluzionato il modo di fare e di guardare l&#8217;arte: dalle avanguardie alla transavanguardia, dall’arte povera al concettuale, dalla fotografia ai new media.</p>
<p>19/02/2011_Silvia Bordini racconta i Nuovi media<br />
Il rapporto degli artisti con le nuove tecnologie elettroniche e informatiche raggiunge negli anni Novanta una<br />
compiutezza formale e una dimensione simbolica di notevole spessore. Le interconnessioni tra video e<br />
digitale mutano e arricchiscono la fisionomia e l’identità della video arte secondo una processualità che ha<br />
come riferimento una pluralità di mondi e di sensi possibili, tra i poli complementari di realtà e apparenza.<br />
Silvia Bordini docente di Storia dell&#8217;Arte Contemporanea all&#8217;Università La Sapienza di Roma, si è dedicata<br />
all&#8217;analisi storico-critica dei fenomeni emergenti dell&#8217;arte elettronica pubblicando tra l’altro: Videoarte &#038; arte.<br />
Tracce per una storia, Roma 1995; Arte contemporanea e tecniche: materiali, procedimenti, sperimentazioni,<br />
Roma 2007.</p>
<p>19/03/2011_Paola Nicolin racconta gli ultimi vent’anni<br />
Gli ultimi vent’anni raccontati attraverso la relazione fra le pratiche artistiche e alcune delle mostre e dei<br />
luoghi di sperimentazione espositiva che hanno fatto la storia recente modificando definitivamente le<br />
modalità di produzione e visione dell’opera d’arte. Un percorso che, attraverso una serie di casi studio, come<br />
la Biennale di Venezia, Manifesta, Documenta, il Palais de Tokyo a Parigi, ci condurrà all’interno del sistema<br />
dell’arte di oggi.<br />
Paola Nicolin docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università Luigi Bocconi di Milano, è Art editor<br />
della rivista ABITARE. Nel 2007 ha conseguito a Venezia il Dottorato di Ricerca in Teoria e Storia delle Arti,<br />
dopo essere stata Visiting scholar presso Harvard University e PhD student al MIT. Scrive per Artforum,<br />
Mousse e Kaleidoscope. Fra le sue pubblicazioni: Palais de Tokyo. Sito di creazione contemporanea, Milano<br />
2006.</p>
<p>16/04/2011_Claudio Zambianchi racconta la critica degli ultimi quarant’anni<br />
Dagli anni Sessanta la critica si è assunta il compito di interpretare e chiarire i mutamenti nell’arte dopo la<br />
crisi del Modernismo. Temi quali la smaterializzazione dell’oggetto artistico; il mutamento nella concezione<br />
della superficie pittorica e del rapporto fra opera, processo e ambiente nonché la relazione fra cultura alta e<br />
cultura comune sono stati lungamente dibattuti dalla critica, che assume in questi anni un nuovo ruolo nella<br />
promozione dell’arte contemporanea.<br />
Claudio Zambianchi docente di Storia dell’Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, si è<br />
interessato di arte francese della seconda metà del secolo XIX e della cultura figurativa americana e<br />
europea del secondo dopoguerra con particolare attenzione alla letteratura critica. Ha recentemente curato<br />
Alle origini dell&#8217;opera d&#8217;arte contemporanea, Roma 2008.   </p>
<p>MAXXI - Museo nazionale delle arti del XXI secolo<br />
Via Guido Reni 4/A 00196 Roma al 16 aprile 2011<br />
ogni terzo sabato del mese, ore 11.30-13.00<br />
ingresso: € 4,00<br />
Auditorium del MAXXI</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110118095235"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110118095235?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110118095235" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110118095235&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fal-maxxi-per-approfondire-le-dinamiche-dellarte-contemporanea"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Proseguono gli incontri organizzati dal MAXXI per raccontare cosa è successo all’arte italiana negli ultimi 50 anni, quali i protagonisti e le idee che hanno rivoluzionato il modo di fare e di[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>8 1/2 Tredici artisti per celebrare cento anni di Trussardi </title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/8-12-tredici-artisti-per-celebrare-cento-anni-di-trussardi</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/8-12-tredici-artisti-per-celebrare-cento-anni-di-trussardi</guid>
	<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:30:04 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/8-12-tredici-artisti-per-celebrare-cento-anni-di-trussardi#comments</comments>
    <category>scelti_per_voi</category><category>mostra trussardi stazione leopolda milano</category><category>tredici artisti per trussardi milano</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/trussardi.jpg" class="left" border="0" width="250" height="167" alt="" /></p>
<p>In occasione del Centenario del Gruppo Trussardi, la Fondazione Nicola Trussardi presenta 8½, una mostra a cura di Massimiliano Gioni e realizzata in collaborazione con la Fondazione Pitti Discovery che apre i festeggiamenti per i cento anni della Maison Trussardi. Prima grande mostra collettiva organizzata dalla Fondazione, 8½ riunisce negli spazi monumentali della Stazione Leopolda le opere dei tredici artisti internazionali a cui a Milano, dal 2003 a oggi, la Fondazione Nicola Trussardi ha dedicato ambiziose mostre personali e spettacolari progetti d’arte pubblica.</p>
<p>Come in una parata carnevalesca, 8½ presenta per la prima volta insieme le opere di Darren Almond, Pawel Althamer, John Bock, Maurizio Cattelan, Martin Creed, Tacita Dean, Michael Elmgreen &#038; Ingar Dragset, Urs Fischer, Peter Fischli e David Weiss, Paul McCarthy, Paola Pivi, Anri Sala e Tino Sehgal, artisti che nell’ultimo decennio si sono imposti come alcune delle voci più interessanti e significative del panorama internazionale. 8½ propone un’antologia del meglio della storia recente della Fondazione Nicola Trussardi, ripercorrendo in un lungo piano sequenza i momenti salienti della sua attività che coincide con un importante capitolo della storia dell’arte del nostro tempo. La mostra inoltre presenta in anteprima in Italia una nuova opera di Maurizio Cattelan.</p>
<p>Museo nomade e agenzia per la promozione della cultura e l’arte contemporanea, la Fondazione Nicola Trussardi organizza e produce grandi mostre concepite ad hoc per palazzi dimenticati, architetture monumentali e spazi simbolici di Milano, che vengono in questo modo riaperti e restituiti alla città e al pubblico dell’arte. </p>
<p>Con la mostra 8½ per la prima volta la Fondazione Nicola Trussardi organizza una sua mostra a Firenze, dove dall’11 al 14 gennaio 2011 il Gruppo Trussardi sarà l&#8217;ospite d’onore di Pitti Immagine Uomo 79 con un progetto che coinvolge i quattro mondi in cui il marchio è da anni impegnato nella ridefinizione del Made in Italy - la moda, il design, l&#8217;arte e il cibo – e che ha come suo fulcro principale la Stazione Leopolda. Per l’occasione la Fondazione Nicola Trussardi porta a Firenze alcune delle opere più importanti che ha commissionato e prodotto negli ultimi otto anni e mezzo oltre ad alcuni capolavori indiscussi di maestri dell’arte di oggi.</p>
<p>Come evocato dal titolo, preso in prestito dal leggendario film di Federico Fellini, 8½ è un racconto per immagini, un susseguirsi continuo di flash back e di suggestioni, di ricordi e déjà vu. Le opere dei tredici artisti coinvolti si snodano all’interno delle maestose navate ottocentesche della Stazione Leopolda come un carosello fatto di sogni e ossessioni, di desideri e fantasie, che toccano tanto la sfera più intima e personale quanto la dimensione sociale e collettiva. 8½ cuce insieme scene di vita vissuta e stati di allucinazione permanente, dimensione onirica e visioni ai confini della realtà, dando vita a una straordinaria galleria delle meraviglie.</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110118093004"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110118093004?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110118093004" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110118093004&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2011%2F01%2F8-12-tredici-artisti-per-celebrare-cento-anni-di-trussardi"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>In occasione del Centenario del Gruppo Trussardi, la Fondazione Nicola Trussardi presenta 8½, una mostra a cura di Massimiliano Gioni e realizzata in collaborazione con la Fondazione Pitti Discovery[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Medhat Shafik. Archetipi - Le origini del futuro</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/medhat-shafik.-archetipi-le-origini-del-futuro</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/medhat-shafik.-archetipi-le-origini-del-futuro</guid>
	<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:18:02 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/medhat-shafik.-archetipi-le-origini-del-futuro#comments</comments>
    <category>mostre_estero</category><category>arte egiziana contemporanea fondazione stelline</category><category>mehat shafik fondazione stelline milano</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/shafik.jpg" class="left" border="0" width="250" height="166" alt="" /></p>
<p>L’esposizione “Archetipi – Le origini del futuro” presenta il nuovo ciclo di opere dell’artista egiziano che indaga le origini del suo fare pittorico.<br />
La mostra, a cura di Arturo Carlo Quintavalle, nasce dal desiderio di presentare il percorso pittorico dell’artista; infatti, dopo le ultime personali a Palazzo Forti a Verona, alla Rocca di Umbertide e in Sant’Agostino a Pietrasanta, incentrate soprattutto sul suo lavoro installativo, l’esposizione alla Fondazione Stelline segna il ritorno alle origini dei segni che caratterizzano il suo linguaggio.<br />
L’iniziativa proporrà una grande opera in carta di oltre 20 metri che darà vita a un importante impianto scenografico: su di essa, i segni rupestri, che caratterizzano le opere di Shafik, comporranno le fitte trame di un racconto dalle suggestioni mediorientali, come in una sorta di grande papiro.<br />
Per questa occasione, Shafik intraprende una profonda ricerca che lo porta alle fondamenta dei suoi codici espressivi: una raccolta di simboli arcaici e primitivi che conduce alle radici del mondo e dell’umanità.<br />
Il mondo poetico di Shafik, egiziano che da molti anni vive e lavora in Italia, rappresenta la perfetta integrazione tra mondo Nord Africano ed europeo e prende corpo grazie all’uso di sabbie, garze, carte e pigmenti. I materiali rimandano fortemente alla sua terra d’origine e, tuttavia, la sua lettura è estremamente vicina al mondo europeo contemporaneo.<br />
Nel chiostro della Fondazione, una grande carrozza-culla realizzata in rame e garze leggere, accoglierà i visitatori; al suo interno, stoffe arrotolate, ciotole di pigmenti e di spezie, fagotti colorati colmeranno, come in un viaggio ideale, lo spazio tra la cultura europea e quella mediterranea. </p>
<p>Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive e lavora in Italia. Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni ’80 partecipa con successo a molte rassegne artistiche. La sua consacrazione arriva nel 1995, quando alla Biennale di Venezia curata da Jean Clair, il Padiglione Egitto da lui rappresentato - con altri due connazionali - viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni dalla giuria presieduta da Arturo Carlo Quintavalle.</p>
<p>Orari: martedì –  domenica, 10 – 20 (chiuso lunedì)<br />
Biglietti: intero € 4; ridotto € 3; scuole € 2</p>
<p>Catalogo: Umberto Allemandi &#038; C.</p>
<p>Website: www.stelline.it<br />
Infoline: +39.0245462.411</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110118091802"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110118091802?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110118091802" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110118091802&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2011%2F01%2Fmedhat-shafik.-archetipi-le-origini-del-futuro"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>L’esposizione “Archetipi – Le origini del futuro” presenta il nuovo ciclo di opere dell’artista egiziano che indaga le origini del suo fare pittorico.
La mostra, a cura di Arturo Carlo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>L&#039;Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860 - 1890</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/lottocento-elegante.-arte-in-italia-nel-segno-di-fortuny-1860-1890</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/lottocento-elegante.-arte-in-italia-nel-segno-di-fortuny-1860-1890</guid>
	<pubDate>Tue, 18 Jan 2011 09:10:36 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2011/01/lottocento-elegante.-arte-in-italia-nel-segno-di-fortuny-1860-1890#comments</comments>
    <category>anteprime</category><category>fortuny boldini de nittis mostra rovigo</category><category>ottocento elegante palazzo roverella rovigo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/ottoelegante.jpg" class="left" border="0" width="175" height="250" alt="" /></p>
<p>E’ un Ottocento elegante e folcloristico quello che proporrà la grande mostra in programma dal 29 gennaio al 12 giugno 2011 a Palazzo Roverella, a Rovigo.</p>
<p>L’Ottocento vitale ed elegante dei grandi salotti à la page, delle corse, dei balli e dei ricevimenti. E, al medesimo tempo, delle feste popolari, dei carnevali, dei balli mascherati e degli incontri tra le fronde, dei travestimenti e degli idilli. Poi l’Ottocento dei sogni popolato da carnose odalische e ammaliato dai conturbanti profumi d’Oriente.</p>
<p>L’attenzione di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli, che della mostra sono i curatori, si è appuntata sul trentennio 1860 – 1890. Tre decenni di grandi speranze, di euforia, di fiducia, avviato, e per certi versi attivato, dall’unificazione del Regno d’Italia. </p>
<p>Certo fu un periodo di luci e ombre e questa mostra sceglie, non per intento celebrativo e tanto meno per scelta di occultare altre realtà, di mettere in evidenza le prime più che le seconde. A voler dar conto di una vitalità e di un vitalismo particolari, forse mai più rivissuti dalla storia successiva dell’arte in Italia.</p>
<p>Colore e sensualità che trovano in uno spagnolo, Mariano Fortuny, il loro profeta in pittura. Fortuny dalla sua terra aveva portato il calore e il colore, il gusto per trasporre su tela la gioiosità e giocosità della vita, facendo della pittura lo specchio variopinto di queste sensazioni. Tavolozze di accesa cromia, tele di virtuosistica elaborazione. Sensazioni che nelle diverse scuole del Paese assumono peculiarità diversissime: dal gusto quasi calligrafico di alcuni, alla luminosità – il cosiddetto “Impero del bianco” – in altri, al colorismo di tradizione settecentesca per altri ancora. </p>
<p>Così come diverse sono le “storie”: dalla celebrazione delle vicende patrie, a cronache sociali, talvolta intrise di religiosità, ma soprattutto racconto partecipe di una borghesia che stava ridefinendo il suo ruolo nel nuovo Stato unitario.<br />
E’ evidente il meccanismo di rispecchiamento che coinvolge questa borghesia e che potrà offrire una solida base di un successo a tale pittura giunta senza flessioni fino agli anni &#8216;80: «Le signore e i signori alla moda, i borghesi ricchi» scriveva nel 1877 il pittore e critico pugliese Francesco Netti «ritrovavan se stessi in quelle opere. Vedevan le stesse stoffe che avevano addosso, i tappeti che avevano a casa, il lusso nel quale vivevano, e poi scarpe di raso, mani bianche, braccia nude, piccoli piedi, teste graziose. Quelle figure dipinte stavano in ozio tali e quali come loro. Al più guardavano un oggetto, o si soffiavano con un ventaglio. Le più occupate facevano un po&#8217; di musica o leggevano un romanzo. Era il loro ritratto anzi la loro apoteosi. E si faceva a gara per averle».</p>
<p>Informazioni: Palazzo Roverella<br />
Tel. 0425 460093 - www.ottocentoelegante.it – info@palazzoroverella.com<br />
Mostra a cura di: Dario Matteoni e Francesca Cagianelli<br />
Direzione della mostra: Alessia Vedova.<br />
Catalogo: Silvana Editoriale<br />
Sede e orari:<br />
Palazzo Roverella<br />
Rovigo , Via Laurenti 8/10<br />
feriali 9.00-19.00; sabato 9.00-20.00; festivi 9.00-20.00. Chiuso i lunedì</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20110118091036"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20110118091036?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20110118091036" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20110118091036&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2011%2F01%2Flottocento-elegante.-arte-in-italia-nel-segno-di-fortuny-1860-1890"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>E’ un Ottocento elegante e folcloristico quello che proporrà la grande mostra in programma dal 29 gennaio al 12 giugno 2011 a Palazzo Roverella, a Rovigo.
L’Ottocento vitale ed elegante dei grandi[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Prorogata fino ad aprile Novecento a tavola.</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/prorogata-fino-ad-aprile-novecento-a-tavola.</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/prorogata-fino-ad-aprile-novecento-a-tavola.</guid>
	<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 16:37:47 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/prorogata-fino-ad-aprile-novecento-a-tavola.#comments</comments>
    <category>novecento</category><category>proroga novecento  tavola wolfsoniana genova</category><category>sale stile novecento wolfson collection</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/novtav.jpg" class="left" border="0" width="250" height="242" alt="" /></p>
<p>Concepita come un allargamento del percorso museale permanente e curata da Silvia Barisione, Matteo Fochessati e Gianni Franzone, la mostra presenta tre sale da pranzo complete che, con l&#8217;aggiunta di quella di Piero Bottoni (1937) già in esposizione, permettono di ripercorrere l&#8217;evoluzione degli stili che hanno connotato il panorama delle arti decorative italiane nel periodo tra le due guerre e invitano a riflettere sui modi di vita dell&#8217;epoca, sul significato sociale della famiglia e sull&#8217;influenza dei comportamenti proposti dalla politica e dai moderni mezzi di comunicazione che allora si stavano imponendo.</p>
<p>La prima sala di Ettore Zaccari (Cesena 1877 - Milano 1922), titolare nel capoluogo lombardo di una -bottega- specializzata in mobili d&#8217;arte, e&#8217; un tipico esempio dei suoi arredi, nei quali si ravvisano caratteristiche stilistiche proprie del gusto de&#8217;co. Le sue opere, solitamente in legno lucidato scuro, pur improntate alla rivisitazione dei mobili -in stile-, soprattutto rinascimentali, si avvicinano infatti ad alcune tra le piu&#8217; aggiornate esperienze internazionali contemporanee - come ad esempio la produzione del francese Maurice Dufre&#8217;ne - per il segno fitto ed esuberante della decorazione a intaglio, spesso dorata o dipinta. In questa sala da pranzo si nota inoltre una precisa volontà di caratterizzazione da parte dei committenti: sul tavolo sono intagliati i nomi dei vari componenti della famiglia e le spalliere delle sedie sono personalizzate con monogrammi.</p>
<p>Nella sala da pranzo per casa Anzellotti, disegnata e intagliata nel 1932 dallo scultore Umberto Bartoli (Livorno 1888 - Firenze 1977), collaboratore sin dai primi anni Venti dello Studio Coppede&#8217;, si combinano elementi formali di gusto de&#8217;co con motivi stilistici d&#8217;impronta novecentista. La rigidezza compositiva dei trofei sportivi della credenza e dei putti posti ai quattro angoli del tavolo denota una matrice de&#8217;co, mentre la sintonia espressiva con l&#8217;arcaismo e la semplificazione plastica dello stile Novecento appare evidente nei soggetti delle figure intagliate, ispirati al tema dello sport.</p>
<p>La scelta iconografica risale a una precisa richiesta della committenza: l&#8217;immagine del calciatore al centro della credenza fa infatti riferimento ai trascorsi calcistici di Aldo Anzellotti che, in gioventu&#8217;, aveva militato nella squadra che diede origine all&#8217;attuale Fiorentina; la figura della sciatrice su uno degli angoli della console testimonia la passione per lo sci della moglie Bianca Cresti. Il tema dello sport trovava peraltro precisi riscontri con lo spirito della propaganda di regime che, oltre ad aver celebrato proprio nel 1932 le vittorie olimpiche dell&#8217;Italia in chiave di orgoglio nazionalista, proiettava sulla disciplina sportiva e sull&#8217;esercizio fisico le proprie retoriche aspirazioni di un miglioramento della razza, imponendo il culto per l&#8217;ardimento, il pericolo e la competizione come metafora di un imminente impegno militare.</p>
<p>Chiude la sezione L’Autarca, entrato nel patrimonio della Wolfsoniana grazie a una recente donazione. Si tratta di un tavolo rotondo, dalle forme geometriche prive di decorazione, progettato dal notaio genovese Angelo Fasce (Genova 1878 – Ovada, Alessandria, 1943), che ne ottenne il brevetto nel 1936 con la definizione “Tavolo contenente tutto il necessario per il servizio dei pasti”. La caratteristica più singolare dell’opera è infatti che, grazie a un meccanismo di pesi e contrappesi, dalla sua parte centrale possono alzarsi, girando una manovella, vari piani contenenti tutto quanto è necessario per un pranzo completo. In questo modo i commensali potevano consumare il pranzo senza doversi alzare e senza l’ausilio di personale di servizio. Il tavolo è presentato con il suo “corredo” originario: i piatti in terraglia rossa della Richard-Ginori, le tazzine da caffè in bachelite, i bicchieri in vetro di Murano, le tovagliette di lino ricamato, i menu originali, oltre ad alcune fotografie d’epoca che consentono di capirne il funzionamento. </p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101231163747"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101231163747?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101231163747" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101231163747&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2010%2F12%2Fprorogata-fino-ad-aprile-novecento-a-tavola."/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Concepita come un allargamento del percorso museale permanente e curata da Silvia Barisione, Matteo Fochessati e Gianni Franzone, la mostra presenta tre sale da pranzo complete che, con[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Il Museo Privato. La passione per l&#039;arte contemporanea nelle collezioni bergamasche</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/il-museo-privato.-la-passione-per-larte-contemporanea-nelle-collezioni-bergamasche</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/il-museo-privato.-la-passione-per-larte-contemporanea-nelle-collezioni-bergamasche</guid>
	<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 16:26:53 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/il-museo-privato.-la-passione-per-larte-contemporanea-nelle-collezioni-bergamasche#comments</comments>
    <category>scelti_per_voi</category><category>collezionismo arte contemporanea gamec bergamo</category><category>museo privato gamec bergamo</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/mupriv.jpg" class="left" border="0" width="250" height="167" alt="" /></p>
<p>Il collezionismo, lavorando sulla contemporaneità, che è pure attualità, mostra il lato sperimentale e di ricerca della cultura visiva del nostro tempo. Tratto distintivo della mostra ‘Il Museo Privato. La passione per l’arte contemporanea nelle collezioni bergamasche’ è quello di presentare quanto e in che modo il quadro culturale della città si sia aggiornato dal 1991, anno di apertura della GAMeC, attraverso una selezione delle opere d’arte contemporanea che i collezionisti bergamaschi hanno acquisito nel corso della loro esperienza.</p>
<p>La ricerca compiuta in preparazione della mostra ha evidenziato sia la forte crescita di molte collezioni, sia il notevole incremento del numero di nuovi appassionati.</p>
<p>Molteplici sono le ragioni che stanno alla base dell’atto del collezionare, come ricorda Giacinto Di Pietrantonio nel catalogo della mostra: &#8220;Seppur gli scettici nei confronti dell’arte contemporanea non manchino di sottolinearne l’aspetto economico, le ragioni del collezionare sono sempre altre, come il fatto che sempre più persone si rendono conto di quanto l’arte sia in grado di arricchire le loro esistenze, o che il valore dell’opera non deriva soltanto dalla sua capacità di durare nel tempo, ma anche dall&#8217;essere uno specchio della realtà contemporanea; oppure che l’arte mantiene viva la mente e la sfida di vivere il tempo presente fatto anche di sensazioni che pescano nell’inconscio, a volte fastidiose, ma vere, e che una collezione deve essere qualcosa di più della somma delle parti per assumere una sua identità&#8221;.</p>
<p>Nel corso dell’aggiornamento della propria ricerca, l’esplorazione del collezionismo bergamasco ha spaziato dall’Arte Programmata e Cinetica all’Arte Povera e all’Arte Concettuale, dalla Transavanguardia al Postmodernismo con un’apertura internazionale, non escludendo, d’altra parte, di rivolgere l’attenzione ad artisti che operano a Bergamo.</p>
<p>Come sostiene M. Cristina Rodeschini nel suo testo in catalogo, ‘uno dei criteri del progetto è stato quello di rappresentare in mostra raccolte strutturate, che fossero il frutto di un gusto personale, ma soprattutto di un percorso culturale che identificasse la pratica collezionistica come costante esercizio di ricerca. […] Raccogliere per dare forma a una collezione è un percorso che implica profonda consapevolezza, ma anche il piacere di lasciarsi sorprendere dall’imprevisto. Le collezioni man mano si strutturano, cambiano: l’aggiunta di ogni opera ricalibra il rapporto tra tutte le altre. Possono trasformarsi anche attraverso parziali alienazioni delle raccolte, per avere il piacere di iniziare nuove esperienze. Ciascun collezionista è alla ricerca del modo in cui tenere in equilibrio l’inscindibile binomio desiderio - possibilità. Molte sono le ragioni che presiedono alle scelte e la ricchezza sta ancora una volta nelle differenze’.<br />
E continua Giacinto Di Pietrantonio: &#8220;Oggi che il sapere si è sempre più specializzato, e che l’artista viene percepito come un’unicità, l’arte rimane comunque un’isola di multidisciplinarietà, e il collezionismo - acquisendo opere - si dà come luogo di sostegno della complessità dell’uomo testimoniato dall’arte.&#8221;</p>
<p>La città di Bergamo, anche grazie alla presenza dell’Accademia Carrara, il cui patrimonio si basa fondamentalmente sulle raccolte donate dai grandi collezionisti del passato, rappresenta un fondamentale punto di riferimento per quanto riguarda il grande tema del collezionismo d’arte, anche per la relazione che le pubbliche istituzioni hanno saputo tessere con esso e di cui l’Accademia Carrara e la GAMeC sono i simboli per eccellenza.<br />
Le collezioni di arte contemporanea del territorio bergamasco riuniscono un numero notevolissimo di opere di grande qualità, in moltissimi casi veri e propri ‘pezzi’ da museo che non sono mai stati esposti in pubblico, e questa mostra offre un’occasione unica per ammirare un patrimonio di circa 200 opere altrimenti inaccessibili.</p>
<p>In mostra:<br />
A12, Marina Abramovic, Carla Accardi, Vito Acconci, Vincenzo Agnetti, Eija-Liisa Ahtila, Mario Airò, Getulio Alviani, Meris Angioletti, Giovanni Anselmo, Nobuyoshi Araki, Rodolfo Aricò, Stefano Arienti, John Armleder, Atelier Van Lieshout, Richard Avedon, Maja Bajevic, Olivo Barbieri, Matthew Barney, Gabriele Basilico, Bernd e Hilla Becher, Vanessa Beecroft, Fausto Bertasa, Mariella Bettineschi, Joseph Beuys, Alighiero Boetti, Agostino Bonalumi, Candice Breitz, Angela Bulloch, Sophie Calle, Nino Calos, Mircea Cantor, Rino Carrara, Lawrence Carroll, Valerio Carrubba, Maurizio Cattelan, Christo, Francesco Clemente, John Coplans, Tony Cragg, Martin Creed, Mario Cresci, Enzo Cucchi, Roberto Cuoghi, Aaron Curry, Keren Cytter, Dadamaino, Gino De Dominicis, Wim Delvoye, Sam Durant, Olafur Eliasson, Elmgreen&#038;Dragset, Weng Fen, Gianfranco Ferroni, Sylvie Fleury, Franco Fontana, Tom Friedman, Giuseppe Gabellone, Cyprien Gaillard, Stefania Galegati, Regina José Galindo, Anna Galtarossa, Andrea Galvani, Ryan Gander, Carlos Garaicoa, Alberto Garutti, Kendell Geers, Piero Gilardi, Gilbert &#038; George, Nan Goldin, Douglas Gordon, Dan Graham, Giorgio Griffa, Alberto Guidato, Shilpa Gupta, Damien Hirst, Rebecca Horn, Roni Horn, Zhang Huan, Gary Hume, Irwin, Emily Jacir, Ilya Kabakov, Anish Kapoor, Hannu Karjalainen, Kcho, Joseph Kosuth, Jannis Kounellis, Yayoi Kusama, Ketty La Rocca, Luisa Lambri, Bertrand Lavier, Richard Long, Clara Luiselli, Margherita Manzelli, Robert Mapplethorpe, Eva Marisaldi, Jason Martin, Andrea Mastrovito, Paul McCarthy, Allan McCollum, Mario Merz, Jonathan Monk, François Morellet, Yasumasa Morimura, Liliana Moro, Zwelethu Mthethwa, Bruno Munari, Vik Muniz, Takashi Murakami, Ciprian Muresan, Hidetoshi Nagasawa, Kenneth Noland, Luigi Ontani, Catherine Opie, Dennis Oppenheim, Gabriel Orozco, Adrian Paci, Gina Pane, Giulio Paolini, Pino Pascali, Yan Pei-Ming, Alessandro Pessoli, Gianriccardo Piccoli, Pino Pinelli, Michelangelo Pistoletto, Paola Pivi, Avery Preesman, Luigi Presicce, Riccardo Previdi, Dimitri Prigov, Daniele Puppi, Gerhard Richter, Pietro Roccasalva, Ugo Rondinone, Matteo Rubbi, Thomas Ruff, Paolo Scheggi, Mario Schifano, Serse, Santiago Sierra, Alessandro Zuek Simonetti, Nedko Solakov, Ettore Spalletti, Giuseppe Stampone, Rudolf Stingel, Thomas Struth, Pascale Marthine Tayou, Wolfgang Tillmans, Rirkrit Tiravanija, Marco Tirelli, Patrick Tuttofuoco, Ian Tweedy, Piotr Uklanski, Giuseppe Uncini, Carlo Valsecchi, Victor Vasarely, Nico Vascellari, Ben Vautier, Vedovamazzei, Claudio Verna, Claude Viallat, Li Wei, Lawrence Weiner, Franz West, Entang Wiharso, Sislej Xhafa, Jiang Zhi, Gilberto Zorio.</p>
<p>Info:<br />
lunedì chiuso<br />
da martedì a domenica: 10.00 - 19.00<br />
giovedì: ore 10.00 - 22.00</p>
<p>INGRESSO<br />
Intero: 6 Euro<br />
Ridotto: 4 Euro</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101231162653"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101231162653?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101231162653" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101231162653&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2010%2F12%2Fil-museo-privato.-la-passione-per-larte-contemporanea-nelle-collezioni-bergamasche"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il collezionismo, lavorando sulla contemporaneità, che è pure attualità, mostra il lato sperimentale e di ricerca della cultura visiva del nostro tempo. Tratto distintivo della mostra ‘Il Museo[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Ingresso gratuito al Museo del Novecento fino al 28 febrraio</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/ingresso-gratuito-al-museo-del-novecento-fino-al-28-febrraio</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/ingresso-gratuito-al-museo-del-novecento-fino-al-28-febrraio</guid>
	<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 16:15:40 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/ingresso-gratuito-al-museo-del-novecento-fino-al-28-febrraio#comments</comments>
    <category>musei</category><category>apertra gratuita museo novecento milano</category><category>collezioni arte contemporanea palazzo aregario</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p> <img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/museodelnovecentoesterno.jpg" class="left" border="0" width="195" height="250" alt="" /></p>
<p>Il nuovo museo, che è stato progettato da Italo Rota e Fabio Fornasari, che hanno vinto un concorso internazionale, indetto ben 10 anni fa, dispone di una superficie di circa 5.000 metri quadrati. Ai 3.500 mq dell&#8217;Arengario vanno, infatti, aggiunti alcuni locali del II piano di Palazzo Reale, dove troveranno posto la sezione dedicata agli Anni Sessanta, le opere provenienti dal Museo Marino Marini, gli Archivi del Novecento, che sono diventati ancor più corposi grazie alla donazione della gallerista Claudia Gian Ferrari, scomparsa il gennaio scorso, e un centro di studio e ricerca.<br />
Ampio spazio sarà dedicato ai servizi per rendere questo museo ancor più vivace e accogliente. I visitatori potranno, infatti, disporre di un bar, di un bookshop, di una sala cinematografica, di spazi per la didattica e le mostre temporanee. Potranno inoltre usufruire di un ristorante di alto livello, affacciato su Piazza Duomo, che sarà gestito dalla famiglia di Giacomo Bulleri, il proprietario del &#8220;Bistrot&#8221; di Via Sottocorno 6, che pare faccia ottimi piatti a base di pesce.<br />
Un&#8217;ulteriore nota distintiva riguarderà l&#8217;accesso, che sarà duplice. I visitatori, infatti, potranno entrare al museo sia dalla piazza, che dalla metropolitana.</p>
<p>Il percorso espositivo, delineato dopo un&#8217;attenta valutazione e selezione delle opere di proprietà comunale, che sono più di 4.000, consente di ammirare i lavori dei principali protagonisti dell&#8217;arte italiana del &#8216;900. Oltre a presentare alcune figure di artisti che non hanno fatto parte di nessun gruppo, offre, infatti, una panoramica dei principali movimenti e correnti che il nostro paese ha partorito nel secolo scorso, anche se, in verità, si ferma un po&#8217; prima della fine di questo periodo. Il Comitato scientifico, composto da Massimo Accarisi, direttore Centrale Cultura, Claudio Salsi, direttore Settore Musei, Marina Pugliese, direttore del Progetto, Lucia Matino, ex-direttore delle Civiche Raccolte d&#8217;Arte, Piergiovanni Castagnoli, ex-direttore della Galleria d&#8217;Arte Moderna di Torino, Flavio Fergonzi e Antonello Negri, docenti di storia dell&#8217;arte contemporanea presso l&#8217;Università degli Studi di Udine e Milano, e Vicente Todolì, direttore della Tate Modern di Londra, ha deciso, infatti, di concludere la ricognizione storico artistica di questo museo con il 1968, che è stato un anno simbolo, segnato da profonde trasformazioni sociali. Gli anni successivi verrano quindi trattati all&#8217;interno del futuro Museo d&#8217;Arte Contemporanea, che, se tutto andrà come previsto, dovrebbe trovare posto a City Life.</p>
<p>I lavori esposti, tutti di grandissima qualità e bellezza, sono 400. Il criterio scelto per la loro collocazione è di tipo cronologico anche se non mancano delle eccezioni e delle sezioni monografiche, dedicate ad artisti molto presenti in collezione, come Boccioni, Fontana, Marini, Melotti ecc.<br />
Alla prima sezione, dedicata al Futurismo, che è il movimento più rappresentato all&#8217;interno del museo milanese, fanno seguito le aree riservate agli Anni Venti e Trenta, tra Novecento, Astrattismo e sale personali (De Chirico, Morandi, Martini, Melotti), e la sala del terzo piano, dedicata a Burri e agli artisti informali, dove si trovano le opere di Vedova, ma anche quelle di Capogrossi, Tancredi, Accardi e Novelli.<br />
Uno spazio prestigioso è riservato a Fontana, le cui opere occupano il salone che si trova all&#8217;ultimo piano della Torre dell&#8217;Arengario, dove sono stati posizionati, oltre ad alcuni &#8220;Concetti spaziali&#8221; degli Anni Cinquanta, anche il grande soffitto che arriva dall&#8217;Hotel del Golfo dell&#8217;Isola d&#8217;Elba, datato 1956, e il grande Neon (1951) di proprietà della Fondazione Fontana, che un tempo svettava sullo scalone della Triennale e ora si potrà ammirare anche da Piazza del Duomo. Quello che si è voluto creare, infatti, è un museo aperto alla città, come confermano le grandi vetrate di Via Marconi, dalle quali si potranno vedere, in ogni momento della giornata, alcune opere di recente acquisizione, esposte a rotazione per dare l&#8217;idea del continuo arricchimento del patrimonio museale.<br />
Il percorso espositivo si conclude, come abbiamo già accennato, con le opere degli Anni Sessanta (Arte Cinetica e Programmata, Gruppo T, Pop Art Italiana, Pittura Analitica, Arte Povera), che sono ospitate nella Manica Lunga, collegata all&#8217;Arengario da un tunnel aereo, assieme a quelle che Marino Marini ha donato al Comune nel 1973 e che, fino a poco tempo fa, si potevano ammirare alla Galleria d&#8217;Arte Moderna di Via Palestro.<br />
Dalla GAM arriva anche il Quarto Stato (1901) di Pellizza da Volpedo, che è sempre stato il simbolo di quel museo, ma, vista la data di realizzazione, è stato scelto come punto di partenza di questa nuova istituzione. E, in un certo senso, anche come testimonial, visto che, essendo posto al centro del &#8220;cactus&#8221;, la grande rampa a spirale che avvolge la Torre dell&#8217;Arengario, si potrà vedere sempre, durante gli orari di apertura del ristorante e della libreria.<br />
Le opere degli autori italiani sono affiancate da quelle di un piccolo gruppo di artisti stranieri (Braque, Kandinsky, Klee, Matisse, Picasso e Mondrian), che sono entrati a far parte del patrimonio civico con l&#8217;acquisizione della Collezione Jucker, avvenuta nel 1992.</p>
<p>Info. 02-88444061<br />
Orari: lun 14:30-19:30, mar-dom 9:30-19:30, gio 9:30-22:30. Ingresso libero fino al 28 febbraio 2011</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101231161540"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101231161540?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101231161540" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101231161540&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2010%2F12%2Fingresso-gratuito-al-museo-del-novecento-fino-al-28-febrraio"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il nuovo museo, che è stato progettato da Italo Rota e Fabio Fornasari, che hanno vinto un concorso internazionale, indetto ben 10 anni fa, dispone di una superficie di circa 5.000 metri quadrati. Ai[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Milano Ultimo Atto d&#039;Amore</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/milano-ultimo-atto-damore</link>
	<guid isPermaLink="true">http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/milano-ultimo-atto-damore</guid>
	<pubDate>Fri, 31 Dec 2010 16:03:56 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Raffaella Picello</dc:creator>
    <comments>http://guide.supereva.it/storia_arte/interventi/2010/12/milano-ultimo-atto-damore#comments</comments>
    <category>scelti_per_voi</category><category>milano utlimo atto palazzo reale</category><category>omaggio rtotella merini palazzo reale</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_arte/atto.jpg" class="left" border="0" width="169" height="250" alt="" /></p>
<p>Il progetto, di respiro internazionale, è un omaggio a Mimmo Rotella artista e Alda Merini poetessa: l’incontro di intenti di due grandi dell’arte italiana del ‘900 ha dato vita ad un progetto, un controcanto fra immagine e parola che ha generato una multivisione inedita di Marilyn, onirica icona del bello, musa di artisti in ogni parte del mondo. Una nuova rigenerazione della forza evocativa della sua immagine-mito.</p>
<p>In seguito alla scomparsa di entrambi gli artisti si è voluto ampliare ed arricchire il percorso della mostra, tramutando il loro progetto su Marilyn anche in un omaggio al loro stesso operato artistico complessivo. Giuliano Grittini, fotografo ed editore d’arte, ha racchiuso il lavoro di Alda Merini e Mimmo Rotella in un prodotto editoriale. Un ricordo, una memoria ora parte della tradizione scritta ed iconografica della storia del nostro paese.<br />
Come per magia tutto ha origine e parte nel 1953 con “La presenza di Orfeo” prima raccolta di poesie di Alda Merini, Arturo Schwarz editore, e il primo “Retro d’affiche” di Mimmo Rotella. A seguire sessantanni della nostra storia riletti attraverso il loro lavoro, con il volto degli autori immortalato nelle fotografie di Giuliano Grittini, loro amico e frequentatore…</p>
<p>“Eccezionale” è aggettivo abusato, tuttavia, in questo caso, letteralmente conforme, poiché la mostra in oggetto può ritenersi senz’altro, in virtù dei suoi contenuti, “fuor dalla regola”. E non potrebbe essere altrimenti, avendo al centro una figura come quella di Alda Merini, la più grande ed eccentrica poetessa italiana dell’ultimo secolo. Documenti e fotografie opere quest’ultime di Giuliano Grittini, per vent’anni amico della poetessa, illustrano l’ultima fase, la più intensa e feconda, della sua vita di artista e di donna. È Alda Merini a tributare un altissimo “Ultimo atto d’amore” poetico a un’autentica icona, luminosa e dolente, quale Marilyn Monroe – in cui riconosce una sorta di arcana corrispondenza e che definisce a sua volta, con folgorante intuizione, inaspettatamente, «poetessa».</p>
<p>All’eccezionale binomio Marilyn-Alda Merini dedica il proprio, non meno eccezionale, “Ultimo atto d’amore” Mimmo Rotella, artista così universalmente noto che, in questa sede, sarebbe del tutto pleonastico celebrare. È, il suo, un omaggio che finisce con l’essere “ultimo” in senso letterale, purtroppo, poiché l’artista viene a mancare proprio dopo la realizzazzione della serie dei décollages ispirati alle poesie dedicate a Marilyn da Alda Merini, così che questo suo “Ultimo atto d’amore” acquista un ulteriore, inestimabile carattere d’eccezionalità.</p>
<p>Info:<br />
Lun 14.30-19.30<br />
Mart-Merc-Ven-Dom 9.30-19.30<br />
Giov-Sab 9.30-22.30 </p>
<p>Ufficio Gruppi: 0545915057<br />
ufficiogruppi@carta.it<br />
Visite guidate: biglietteria@gss-security.it<br />
Prenotazioni per singoli (no gruppi) 199.255.141</p>
 
    <p><map name="google_ad_map_20101231160356"><area shape="rect" href="http://imageads.googleadservices.com/pagead/imgclick/20101231160356?pos=0" coords="1,2,367,28"/><area shape="rect" href="http://services.google.com/feedback/abg" coords="384,10,453,23"/></map><img usemap="#google_ad_map_20101231160356" border="0" src="http://imageads.googleadservices.com/pagead/ads?format=468x30_aff_img&client=ca-pub-0008021944834004&channel=2508919242&output=png&cuid=20101231160356&url=http%3A%2F%2Fguide.supereva.it%2Fstoria_arte%2Finterventi%2F2010%2F12%2Fmilano-ultimo-atto-damore"/></p>
    ]]></content:encoded>
	<description>Il progetto, di respiro internazionale, è un omaggio a Mimmo Rotella artista e Alda Merini poetessa: l’incontro di intenti di due grandi dell’arte italiana del ‘900 ha dato vita ad un progetto,[...]</description>
	
	</item>
    

</channel>
</rss>

