Questo sito contribuisce alla audience di

LA DELIZIA ESTENSE DI BELRIGUARDO

Visita a una delle più celebri Delizie, edificate dagli Estensi nel territorio del ducato ferrarese

Le ‘delizie’ estensi sono residenze estive in cui i duchi d’Este trascorsero lunghe giornate di svaghi e intrattenimenti. La loro destinazione è contenuta nel loro nome: tenere lontana la noia, o ‘schivarla’, come dice il Palazzo Schifanoia di Ferrara, prendendo parte a tornei di cavalieri, rappresentazioni teatrali o banchetti.

Gli Estensi, a cui piaceva spostarsi da una villa all’altra, ne fecero costruire ben 19 a cui diedero nomi curiosi, Belriguardo, Belvedere, Belfiore.

Le delizie estensi furono anche luoghi di cerimonie, destinati al ricevimento di ospiti illustri, e così pure teatro dei momenti importanti della vita di corte: a Schifanoia, ad esempio, nacque Alfonso I, mentre a Belriguardo Borso ricevette la notizia della sua investitura a duca di Ferrara. Tra le più suggestive, sopravvivono ancora i palazzi di Belriguardo, del Verginese e del castello di Mesola.

Il palazzo di Belriguardo fu costruito verso il 1435 su ordine di Nicolò III.Era facilmente raggiungibile per via fluviale attraverso un ramo minore del Po di Volano. Si presentava come un complesso architettonico di vaste dimensioni adatto sia ad ospitare la corte sia ad alloggiarvi gli ospiti illustri della città con tutto il loro seguito. L’edificio originario era costituito da un corpo centrale con circa 50 stanze, da due logge formate da colonne di marmo, circondato da costruzioni riservate al personale di sevizio; vi si accedeva passando attraverso un arco al di sotto della torre merlata. Si entrava così in un grande cortile chiuso da un altro fabbricato dalle notevoli finestre gotiche.

La delizia di Belriguardo fu considerata la “Versailles” della corte di Ferrara e durante il governo di Borso d’Este (1450-1471), pare che l’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini fosse stato incaricato di predisporre tante stanze quanti erano i giorni dell’anno. Inoltre, alcuni grandi maestri del tempo vennero arruolati per decorare la sale di rappresentanza, come Pisanello, Cosmé Tura, Ercole de’ Roberti, Garofalo e i fratelli Dosso e Battista Dossi, ancora riconoscibili nella Sala delle Vigne. L’antiquarium, che raccoglie reperti archeologici emersi durante gli scavi nella necropoli della vicina Voghenza, offre un viaggio nel territorio nell’epoca precedente la venuta di Cristo.

Dopo la devoluzione il Belriguardo non fu più sede di ricevimenti e soggiorni e ben presto tutti gli arredi, i dipinti, l’argenteria, furono sottratti ed ebbe inizio un lento, ma inesorabile declino.

Le categorie della guida