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JEAN COCTEAU. Il poeta, il testimone, l'impostore.

Fondazione Magnani-Rocca, Mamiano di Traversetolo (Parma) Dal 10 settembre al 27 novembre 2005

Il 10 settembre 2005 l’apertura della mostra Jean Cocteau, il poeta, il testimone, l’impostore segna la ripresa dell’attività espositiva della Fondazione Magnani-Rocca di Mamiano di Traversetolo (Parma).
L’esposizione, a cura di Mauro Carrera con la collaborazione di Simona Tosini Pizzetti e di Elena Fermi, ospita straordinari prestiti da importanti collezioni pubbliche e private ed è stata possibile grazie al decisivo appoggio di Manfredo Manfredi, dal giugno 2005 Presidente della Fondazione Magnani-Rocca, e al sostegno economico della Fondazione Cariparma, e vede, tra gli altri, il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia e del Comité Jean Cocteau di Parigi.
La mostra si concentra sulla figura poliedrica e multiforme del poeta francese che, sempre sotto l’insegna della poesia, fu anche romanziere, saggista, critico, regista cinematografico, drammaturgo, disegnatore, pittore, sperimentando tutti i linguaggi che l’arte gli offriva.
Sodale di Apollinaire, Satie, Stravinsky, amico di Modigliani, Severini, de Chirico, Savinio, Cocteau vive a cavallo tra la Belle Époque e l’età delle Avanguardie e di entrambe le epoche è acuto e raffinato testimone. Poeta mondano di successo è amico di Proust e delle personalità più in vista di Parigi prima della Grande Guerra e desta l’ammirazione di d’Annunzio. In seguito, arbiter elegantiae, vivace protagonista di tutte le manifestazioni dell’Avanguardia, ne diviene uno dei più importanti promotori attraverso il progetto di Parade, per infine superarla con il Rappel à l’ordre, inedito connubio tra le spinte eversive di questa e una rilettura delle radici classiche della civiltà europea.
Scopritore di talenti – Radiguet, Genet, Marais, solo per citarne alcuni – e voce recitante del Novecento, Cocteau è, intimamente, un uomo di teatro. Non abbandona mai la scena, anzi la cerca, quando essa sembra allontanarsi. Il palcoscenico è la sua dimensione più autentica,anche quando reca con sé la finzione. Cocteau è anche, sempre, un impostore che propone mille volti diversi, tutti ispirati, però, al dolce inganno della poesia.
Jean Cocteau, il poeta, il testimone, l’impostore, propone una visione inedita della proteiforme figura del poeta francese. Inedito è l’intendimento di mettere in luce la personalità del Cocteau critico e amatore d’arte, creando un legame ideale, fatto di affinità e dissonanze, con Luigi Magnani, artefice della stupenda collezione che porta il suo nome e della Fondazione che accoglie le tre sezioni della mostra. Altra scelta significativa è quella di valorizzare gli importanti e poco noti rapporti tra Cocteau e l’Italia, ponendo l’accento sulle sue relazioni con molte personalità di rilievo nel panorama artistico e culturale della penisola.
La sezione Odisseo o del tempo e dello spazio come testimonianza, presenta alcune opere della collezione Magnani-Rocca che, poeticamente ed idealmente interpretate dal Cocteau critico d’arte, acquistano una nuova, avvincente e inedita chiave di lettura.
La sezione, Orfeo o della poesia immanente, offre una selezione di opere grafiche, disegni, libri d’artista di Jean Cocteau, appartenenti a diversi momenti della sua evoluzione artistica. I celebri profili classici che lo hanno reso famoso sono posti accanto a splendidi disegni di grande valore (da un album inedito, gemello di quello per Gondole des morts curato da Fabrizio Clerici) eppure misconosciuti dal pubblico. Tutto il materiale, inedito o poco noto, è all’insegna del frammento, la dimensione a Cocteau più congeniale.
La sezione Gli Argonauti o les compagnons de voyage italiens prosegue in tale prospettiva, presentando opere di artisti italiani contemporanei di Cocteau, da Modigliani a Severini, da de Chirico a Savinio e Clerici, da Morandi a Carrà tutti in qualche modo legati al poeta da affinità elettive, amicizie comuni e da memorabili collaborazioni nel segno dell’arte.
Visitando l’esposizione si segue, allo stesso tempo, il Cocteau scrittore e il Cocteau artista. Segno scritto e segno grafico rivelano così il loro inscindibile legame e consentono di seguire la vicenda creativa di un Orfeo dalle mille voci, di un pifferaio magico che c’invita a seguirlo nel suo mondo ad un tempo poeticamente simbolico ed elegantemente glamour.

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