ELISABETTA CATALANO

GAM, Torino Dal 28 ottobre 2005 all’8 gennaio 2006 Alla GAM ottanta fotografie documentano il lavoro trentennale di Elisabetta Catalano, ritrattista di fama internazionale.

Circa ottanta fotografie di cui molte inedite documentano, in mostra alla GAM di Torino, il lavoro trentennale di una tra le più importanti e conosciute fotografe italiane. Elisabetta Catalano, ritrattista di fama internazionale, grazie al suo obiettivo fotografico è ormai considerata la testimone d’eccellenza della vita degli artisti e dei personaggi di cinema, di letteratura, di cultura e di politica che hanno attraversato la storia d’Italia a partire dagli anni Settanta. Ma l’omaggio che Torino dedica alla sua attività nelle sale della GAM e nel catalogo che accompagna la mostra - che riproduce circa 300 scatti tra ritratti e lavori in collaborazione con artisti e registi - offre uno sguardo rivolto soprattutto alle opere meno conosciute, rivelando una veste quasi completamente inedita della sua ricerca fotografica.
Se Elisabetta Catalano mira, in generale, a cogliere l’essenza della persona, nel caso delle foto degli artisti aggiunge l’intuizione dei principali caratteri della loro opera. Una collaborazione significativa, testimoniata in mostra, è quella con Federico Fellini.
Alla figura di Fellini sono anzi legati gli esordi di Catalano, che ha iniziato la sua attività di fotografa durante le riprese di 8 e mezzo (1963), film in cui interpreta la cognata del protagonista. Nel tempo libero sul set Elisabetta Catalano comincia a scattare foto con una vecchia macchina del padre. In seguito Fellini la chiamerà per documentare i set di altri suoi celebri film: nel 1979 Prova d’orchestra e nel 1990 La voce della luna. Dal 1973 in avanti Fellini posa durante gli anni per varie serie di ritratti in studio, fino alla vigilia dell’assegnazione del quinto premio Oscar (30 marzo 1993), poco prima della sua scomparsa dove, in un bellissimo ritratto, il regista in smoking sembra quasi accomiatarsi con un saluto per l’uscita di scena.
La mostra sarà accompagnata da un catalogo antologico a colori, edito dalle edizioni della GAM - Fondazione Torino Musei, che ospita circa 300 immagini e testi introduttivi di Laura Cherubini, curatrice della mostra, di Costantino D’Orazio e testi di vari scrittori famosi che hanno scritto su di lei, tra i quali Goffredo Parise, Alberto Moravia e Federico Fellini.

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