
Nelle prime ore del 4 novembre 1966 l’Arno ruppe gli argini. Acqua e fango travolsero una Firenze impotente, causando vittime, mettendo in ginocchio l’economia cittadina con le sue botteghe artigiane, distruggendo o danneggiando in modo irreparabile l’inestimabile patrimonio artistico e culturale. “Tutto è cominciato all’improvviso, senza segnali, senza che fosse possibile sapere in tempo…”, come recitava con voce commossa Richard Burton, nel commento alle prime immagini di quella catastrofe. Una grande tragedia, un evento che ha segnato per sempre la storia della città e che è rimasto incancellabile nella memoria non solo dei fiorentini, ma del mondo intero.
Dal quel giorno terribile sono passati quarant’anni, che Firenze ricorda con una straordinaria serie di iniziative che coinvolgono l’intera città. Una città che oltre a celebrare vuole capire, crescere e riappropriarsi del suo fiume. Le decine di eventi previsti coinvolgono non solo le maggiori istituzioni pubbliche cittadine e regionali, ma decine di associazioni, fondazioni, enti, la Curia e l’Esercito, i Vigili del Fuoco, le scuole e i musei, il volontariato e le categorie economiche, tutti impegnati in incontri, convegni, spettacoli, esercitazioni, mostre, proiezioni, raduni, commemorazioni. Hanno confermato la loro presenza, fra gli altri, Ted Kennedy, già “angelo del fango”, il vicepresidente del consiglio Francesco Rutelli, i ministri Vannino Chiti e Alfonso Pecoraro Scanio, il capo del dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso.
Torneranno gli “Angeli del fango”, si farà il punto sul rischio idraulico oggi, saranno presentati nuovi spettacoli teatrali e immagini inedite, ci sarà una illuminazione straordinaria dell’Arno, ci saranno esercitazioni della protezione civile e dei vigili del fuoco in piazza Signoria e piazza Santa Croce; un lungo percorso fatto di piccoli e grandi occasioni, ma tutte egualmente coinvolgenti. Un contributo importante all’evento arriva dall’artista spagnolo Pedro Cano che ha coniato e offerto un’opera
diventata il logo del 40° dell’alluvione e che campeggerà in tutte le iniziative in calendario.
Si inaugura il 4 novembre nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio la mostra fotografica di David Lees, il grande fotografo della rivista Life che immortalò nelle sue immagini i giorni dell’alluvione, documentando la devastazione della grande alluvione. La mostra “David Lees for Life. Triumph from Tragedy-I giorni dell’alluvione”, realizzata dal Comune insieme a Life Magazine e Splendor of Florence con la collaborazione della Fondazione Palazzo Strozzi e l’associazione Toscana-Usa, ripropone le tre fasi che caratterizzarono l’evento: la devastazione, il recupero e il restauro. David Lees visse quasi tutta la sua vita in Italia e in particolare a Firenze, dove era nato, diventando uno dei fotografi di punta dell’editoria americana e soprattutto del gruppo Time Inc. del quale faceva parte la testata Life.
Una selezione delle foto in mostra nella Sala d’Arme è stata esposta a New York nel 2004, nell’ambito del Festival Splendor of Florence.
Il giorno dell’inaugurazione sarà effettuato l’annullo filatelico per il 40° dell’alluvione.
La mostra sarà aperta fino al 7 gennaio dalle 10 alle 18. L’ingresso è gratuito.

Raffaella Picello








