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IL VIAGGIO. MITO E SCIENZA

MUSEO DI PALAZZO POGGI, Bologna Fino al 3 giugno 2007

Nell’eccellente contesto cinquecentesco di Palazzo Poggi nasce la mostra Il viaggio. Mito e scienza, promossa dal Museo di Palazzo Poggi dell’Università di Bologna e dal Comitato nazionale per le celebrazioni del IV Centenario della morte di Ulisse Aldrovandi, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana.

La mostra, al centro della quale sono poste le esplorazioni tra i secoli XV e XVII e i viaggi naturalistici del Settecento, intende dare evidenza a un’esigenza di allargamento dei confini del mondo e delle frontiere del conoscere che è tra i motivi centrali che hanno accompagnato lo sviluppo della cultura moderna. Una modernità che ha spesso intrecciato il mito con la scienza, l’osservazione metodica del naturalista con la produzione talvolta rigorosa talaltra fantastica, dell’artista e del letterato.

Nell’arco di questi 300 anni l’idea che gli uomini hanno del mondo in cui vivono muta radicalmente: dall’imago mundi tardo-medievale raffigurata da esemplari unici di carte geografiche nelle quali figurano il Paradiso terrestre insieme a regni leggendari e mostri esotici, si arrivò a una descrizione del pianeta nella quale le grandi masse continentali e oceaniche venivano tracciate e rappresentate con esattezza in immagini del tutto simili a quelle che ci sono familiari oggi.

Strumento fondamentale di conoscenza fu il viaggio, in particolare il viaggio via mare.

Per gli europei del XV secolo oltre il mondo conosciuto non esisteva proprio nulla, o forse solo uomini che, dall’altra parte della Terra, camminavano “a testa in giù”. Sull’estensione del globo e sulla sua forma, sulla partizione tra mari e terre, sull’esistenza di altre civiltà si formulavano al massimo ipotesi approssimative. Il Grande Oceano, quello che più tardi sarà chiamato Pacifico, rimaneva avvolto nella leggenda.

Nel percorso di mostra saranno esposti rarissimi manoscritti, come ad esempio il testo di Michele da Cuneo De nouitatibus Insularu(m) oceani… (Savona 15-28 ottobre 1495). Michele de Cuneo accompagnò Colombo nel secondo viaggio compiuto da quest’ultimo oltreoceano. Il documento manoscritto rappresenta l’unica trascrizione esistente – si tratta infatti di un apografo – della relazione compilata dall’autore al termine del viaggio: una tra le prime testimonianze dirette, vivida e incuriosita, di come apparve il Nuovo Mondo agli occhi di un europeo della fine del ’400. Michele de Cuneo dà una grande quantità di notizie dettagliate sulle nuove isole scoperte, sulle piante, sugli animali, sulle popolazioni. Accennò ai camballi, i cannibali, a un frutto squisito che assomigliava a una grande pigna (l’ananas), alla presenza di pappagalli di ogni colore. E parlò naturalmente di Cristoforo Colombo, del quale era probabilmente amico da tempo, che chiamava «signor armirante», signor ammiraglio. Di Colombo elogia il grande talento di navigatore, così abile a leggere i segni del cielo (una nuvola, una stella) e del mare da riuscire ad anticipare i pericoli delle tempeste, durante le quali era lui stesso a mettersi al timone della nave.

I viaggi di scoperta dell’epoca moderna sono assimilabili agli odierni viaggi nello spazio. Per entrambi era, ed è, fondamentale cartografare. Alla necessità di cartografare si accompagna poi il bisogno di censire, di classificare e di rappresentare piante e animali mai visti prima. A queste esigenze tentò di dare risposta il primo museo naturalistico del mondo, allestito nella seconda metà del XVI secolo dal naturalista bolognese Ulisse Aldrovandi, che è parte integrante del Museo e dell’esposizione. Aldrovandi fu uno tra i più attenti e moderni collezionisti del proprio tempo, ritenuto da Linnneo e da Buffon, il fondatore della Storia Naturale moderna. Le scoperte geografiche andavano rivelando realtà naturali del tutto nuove, delle quali era ovviamente impossibile avere una conoscenza diretta. Così, non potendo andare “in tutti i luoghi” Aldrovandi puntò sul trasferimento e la ricostruzione della realtà naturale di ogni terra lontana o vicina, all’interno delle sue mura domestiche. In mostra, oltre ai reperti, saranno esposti alcuni volumi di tavole acquarellete che raccoglievano migliaia di raffigurazioni di piante, animali, minerali e mostri, commissionate dal naturalista bolognese a importanti artisti, come Jacopo Ligozzi. Aldrovandi affidò alle figure un ruolo centrale nell’ambito della ricerca: esse servivano a mostrare “le cose di natura” nella loro interezza e nel loro stato ottimale e conferivano così ai reperti conservati nel Museo, piena validità scientifica.

Un’esigenza intellettuale, più che un evento, il viaggio ruota attorno a due emblemi: l’Ulisse omerico, affrescato al piano terreno di Palazzo Poggi da Pellegrino Tibaldi, e la Nave, esemplificata nelle sue molteplici tipologie e nelle peculiarità costruttive e tecniche nella galleria dei modelli cinque-sei-settecenteschi del Museo (una delle più importanti al mondo per la sua integrità ).

In mostra saranno esposti dipinti, atlanti, mappamondi antichi, carte geografiche e nautiche, strumenti di navigazione … provenienti da musei e biblioteche italiani e stranieri.

Tra le pitture, scelte sia per il loro valore artistico, sia per la pertinenza a documentare le nuove scoperte e le nuove concezioni del mondo, si segnalano le opere di Jacopo ZucchiAllegoria della scoperta dell’America”, di Bartolomeo PassarottiPescheria”, di CaravaggioFanciullo morso da ramarro”, Pietro Longhi La lezione di geografia”, Francesco Apollodoro detto il Porcia “Ritratto di Giovanni Antonio Magini ”. Eccezionalemente in prestito all’esposizione bolognese dal Rijkmuseum di Amsterdam un nucleo di importanti dipinti del Seicento olandese raffiguranti le imprese dei navigatori come ad esempio “Portrait of Gerard Pietersc Hulft” di Govert Flink, “Menagerie of Stadhouder Willem II” di Melchior d’Hondecoeter, “Shipwreck off a rocky coast” di Abraham Willaerts …

L’esposizione si propone, infine, di istituire una relazione tra i viaggi dell’epica classica reinterpretati dagli umanisti, i romanzi cinque-seicenteschi, le missioni nel Nuovo Mondo dei corrispondenti di Ulisse Aldrovandi, e ancora, queste e le spedizioni scientifiche di De La Condamine, di Bougainville e di James Cook, di George Anson, ecc.

Parte integrante della mostra Il Viaggio. Mito e scienza sarà una sezione multimediale a “forte impatto tecnologico”, con proiezione di documentari naturalistici.

Il materiale di accompagnamento alla mostra comprenderà: il catalogo, la guida a stampa e la video-guida in DVD. Il catalogo, edito da Bononia University Press, si propone come un testo fondamentale della bibliografia di viaggio. I contributi di autorevoli studiosi di storia della filosofia, dell’arte, della navigazione come Paolo Rossi, Attilio Brilli, Umberto Galimberti, Franco Farinelli, Daniel Roche … forniranno una inedita lettura alla relazione tra viaggio, esplorazioni scientifiche, raffigurazioni nell’arte e nella letteratura tra i secoli XV e XVIII.

Contestualmente verrà organizzato un ciclo di 10 conferenze sul tema del viaggio e delle esplorazioni, e una rassegna di film in collaborazione con la Cineteca comunale di Bologna.

il museo di palazzo poggi

Il Museo di Palazzo Poggi ospita il riallestimento dei laboratori e la ricomposizione delle collezioni dell’antico Istituto delle Scienze, che proprio nelle stesse stanze di Palazzo Poggi operò dal 1711 al 1799. Nell’arco di un secolo l’Istituto, oltre a rappresentare la sede più avanzata della cultura scientifica italiana, ebbe fama, grazie alle collezioni che custodiva, di straordinara “casa delle meraviglie”, meta dei viaggiatori stranieri di passaggio da Bologna.

La sede del Museo attuale e, nel Settecento, dell’Istituto delle Scienze, è uno dei più importanti palazzi della città, costruito nel Quattrocento e ristrutturato e decorato alla metà del secolo successivo. Gli affreschi di Niccolò dell’Abate, Pellegrino Tibaldi, Prospero Fontana, Nosadella, Ercole Procaccini ne fanno una delle testimonianze più importanti del rinascimento settentrionale. La cornice che le pitture e le architetture cinquecentesche offrono alla strumentazione e agli allestimenti scientifici dell’Istituto settecentesco, fanno del Museo un unicum nel panorama internazionale, una testimonianza della convivenza e della cooperazione tra l’arte e la scienza.

LA MOSTRA IL VIAGGIO. MITO E SCIENZA È STATA REALIZZATA:

Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana

Con il Patrocinio di
Presidenza del Consiglio dei Ministri

Ministero per i Beni e le Attività Culturali

Ministero dell’Università e della Ricerca

Ministero degli Affari Esteri

Comitato Nazionale per le Celebrazioni del IV Centenario della morte di Ulisse Aldrovandi

Università di Bologna

Regione Emilia-Romagna

Comune di Bologna

Provincia di Bologna

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