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WILLIAM KENTRIDGE

CURA DI: Francesco Bonami TESTO DI: Cecilia Alemani COLLANA: Supercontemporanea EDITORE: Electa PAGINE: 108 ILLUSTRAZIONI: 92 PREZZO: 19 euro USCITA: dicembre 2006

Artista, filmmaker e regista teatrale, William Kentridge è una figura intellettuale di spicco nell’attuale scena artistica internazionale.
Il suo lavoro è caratterizzato dalla coabitazione di diversi mezzi espressivi: alla pittura e al disegno si affiancano spesso oggetti tridimensionali e videoproiezioni, i suoi film e le sue installazioni combinano musica, cinema e animazione; il suo vocabolario espressivo, trovando le proprie origini nella storia del teatro, del cinema e delle prime avanguardie storiche, dà allo spettatore la sensazione di entrare dentro la scena.
Le sue opere danno forma a un teatro di ombre, una narrazione sinfonica di scene corali e drammi privati, che trovano nella tecnica dell’animazione un mezzo espressivo di rara carica emotiva e straordinaria capacità introspettiva. Questa scelta è il risultato di un’esplorazione esistenziale, di una ricerca in prima persona, che insegue le tracce di esperienze e ricordi autobiografici. Kentridge, infatti, si rivolge alla storia del suo paese, il Sudafrica, indagando la memoria di un passato doloroso, l’appartenenza a un popolo profondamente scisso in due e la propria personale identità di uomo bianco in un paese devastato dall’apartheid.
Un universo in bianco e nero, il suo, in cui a ogni nuovo colpo di grafite sembra corrispondere una cancellatura, un pentimento; un mondo in tumulto, dove gli oggetti si sciolgono e il paesaggio è inondato da misteriosi liquami che travolgono la volontà degli uomini. Le opere di Kentridge si svolgono in un montaggio che prosegue per libere associazioni, in un flusso di coscienza in cui le immagini si collegano l’una all’altra in sequenze oniriche che riportano ai deliri di Joyce e alle visioni di Magritte.
Nel descrivere un’epopea personale che si intreccia con traumi collettivi, Kentridge costituisce un caso solitario nella storia dell’arte più recente, ed è unanimemente riconosciuto come uno degli artisti sudafricani più importanti del mondo.

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