
Nell’aprile del 2004 il Victoria & Albert Museum di Londra inaugura la retrospettiva dedicata alla carriera di Vivienne Westwood, una delle stiliste più influenti degli ultimi 30 anni. La mostra è il più grande tributo che il museo abbia mai dedicato a uno stilista di moda ed espone capi selezionati direttamente dalla collezione privata del V&A e dall’archivio personale della designer inglese.
La tappa italiana a Palazzo Reale rappresenta la tappa più recente di un tour che, partendo da Londra, ha toccato finora, la National Gallery of Australia a Canberra, il Bund a Shangai, il Fine Arts Museum a Taipei, il Mori Arts Center Gallery a Tokyo, l’NRW Forum a Dusseldorf, il Thailand Creative and Design Centre a Bangkok e il De Young Museum a San Francisco.
La mostra documenta la carriera e la vita della stilista a partire dal 1965, data del primo incontro con Malcolm McLaren che darà vita ad un soldalizio creativo durato fino al 1984, e continua con gli anni ‘70 con l’apertura a Londra del celebre negozio Let It rock al numero 430 di King’s Road nel 1971, che diventerà Too Fast To Live, Too Young To Die nel 1972 e ribattezzato Seditionaries nel 1976. Sono gli anni in cui le sue creazioni diventano simboli del movimento Punk e contribuiscono a crearne lo stile, accostando al tradizionale stile britannico accessori inusuali come spille da balia, catene, collari, ossa e punte metalliche: sarà lei a creare la prima divisa del gruppo punk Sex Pistols di cui McLaren diventerà in seguito manager. La mostra prosegue con le sue collezioni, la prima delle quali, Pirate, presentata a Londra nel 1981. La sua ricerca si arricchisce con spunti tratti dalla storia del costume del XVII e XVIII secolo, riproponendo in passerella elementi quali i corsetti e faux-cul e reinterpretandoli in chiave contemporanea.
La Westwood è inoltre la prima stilista inglese dai tempi di Mary Quant ad approdare alle passerelle parigine. Il suo nome figura sulla lista compilata da John Fairchild – editore americano di Women’s Wear Daily – dei sei migliori stilisti del mondo accanto ad Armani, Lagerfield, Saint Laurent e Ungaro e per due anni di seguito (1990 e 1991) viene nominata dal British Fashion Council con l’onorificenza di “British Designer of the Year”.
L’ innegabile influenza che le sue intuizioni hanno avuto nella storia del costume contemporaneo contribuiscono a fare di questa mostra una elettrizzante celebrazione della caleidoscopica creatività della nostra epoca.
“Vivienne Westwood racchiude un particolare tipo di “britishness”, che combina anti-conformismo e senso della tradizione” afferma Claire Wilcox, curatrice della mostra di Londra. Un amore e rispetto profondo per il passato e la tradizione che, anziché imbrigliare l’ispirazione, ha dato vita ad uno dei più (concettualmente) sovversivi detonatori creativi mai conosciuti nella storia della moda.
Oggi Vivienne Westwood è considerata uno dei guru più influenti della moda mondiale e insieme all’attuale socio Carlo d’Amario continua a gestire una azienda di grande successo, riconosciuto con il “Queen’s Award for Export” nel 1998. Nel 2003 è stata nominata “Export Designer of the Year” e ha vinto il “UK Fashion Export Award for Design”. Il suo posto nella storia del costume e della cultura inglese viene definitivamente stabilito quando, nel 2006, diviene la prima stilista a ricevere l’onorificenza di Dama da Sua Maestà, la Regina Elisabetta II come riconoscimento per l’eccezionale
contributo al mondo della moda.
| Infoline | tel. 02 54917 |
| Orari: | lunedì 14.30 – 19.30 martedì – domenica 9.30 – 19.30 giovedì 9.30 – 22.30 La biglietteria chiude un’ora prima |

Raffaella Picello









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