
La mostra, che aprirà il prossimo 29 giugno, sarà allestita nelle “Ex-Carceri, Le Nuove” di Torino e proporrà i progetti di Antenna Design (Sigi Moeslinger & Masamichi Udagawa), Bertjan Pot, Clemens Weisshaar & Reed Kram, Emiliana (Ana Mir & Emili Padrós), Fernando Brízio, Giulio Iacchetti, Matali Crasset, Patricia Urquiola e Ross Lovegrove.
Di seguito il comunicato stampa dell’evento.
«Dedali di strade, agglomerati di edifici, labirinti relazionali. Nel 2050 oltre il 90% della popolazione mondiale vivrà nelle città, luoghi che già oggi si caratterizzano per una crescente complessità. Il panorama urbano è un sistema di fitte interconnessioni fra oggetti materiali e immateriali prodotti dall’uomo. Uno spazio spesso caotico, che condiziona, imbriglia e talvolta paralizza i movimenti, riducendo sensibilmente gli spazi di manovra dell’individuo.
Troppo spesso infatti le strutture e i prodotti progettati e utilizzati quotidianamente si caratterizzano per rigidità e scarsa adattabilità.
In questo scenario, la flessibilità diventa esigenza e risposta allo stesso tempo.
Flessibilità come esigenza di rompere gli schemi, di uscire dai tracciati obbligati, di prendere le distanze da soluzioni preconfezionate.Flessibilità come risposta: attitudine che consente all’individuo di reagire a un contesto che cambia a un ritmo sempre più rapido e produce risultati inattesi, talvolta di impatto dirompente.
La mostra “Flexibility - design in a fast-changing society” si interroga sui legami tra flessibilità e design, dove per flessibilità si intende la facilità con cui un sistema o un suo componente si può modificare e adattare all’uso in applicazioni o ambienti diversi da quelli per cui è stato appositamente progettato.
Un percorso narrativo ed esperienziale esplora i molteplici modi di progettare il mondo e la società a partire da un concetto di adattatività, nell’ottica di trasformare gli ambienti cittadini e urbani in luoghi più duttili, spazi durevoli, ma anche accoglienti e modificabili.
Alle “Ex-Carceri, Le Nuove” la mostra si snoda lungo i corridoi intervallati dalle celle di prigionia disegnando un percorso in tre tappe, scandito dai risultati della ricerca musicale di tre sound designers. L’effetto è stridente e di impatto: l’apologia della flessibilità e la costrizione del luogo dialogano, dando vita a un singolare ossimoro concettuale.
Nello spazio circolare del panopticum, da cui si diramano i bracci di detenzione, la mostra introduce il visitatore ai molteplici significati oggi attribuiti al concetto di flessibilità. A seguire, nel braccio maschile, sono proposti esempi di oggetti e soluzioni di design efficaci in termini di adattabilità e versatilità e applicabili all’interno delle nostre case, negli ambienti di lavoro, nello città. A chiosa, il percorso espositivo si conclude nel braccio femminile mettendo in scena dieci installazioni create appositamente da altrettanti designer emergenti nel panorama internazionale.
Un tragitto articolato per proporre e sostenere la flessibilità come approccio progettuale, nonché come processo da imparare ed esercitare per sfruttare opportunità imprevedibili e affinare la capacità di adattamento, e quindi di sopravvivenza, dell’individuo.
Un workshop e un dibattito completano la mostra: un workshop con i designers delle installazioni esposte per promuovere la discussione sulle questioni sollevate, a cui possono partecipare studenti e professionisti, in due sessioni differenti, per esplorare i processi di design applicati a Torino; un dibattito aperto al pubblico per analizzare e riflettere su alcuni dei progetti sviluppati dai designer per la mostra, così come su altri specifici aspetti relativi alla Flessibilità. Il dibattito è presieduto dalla curatrice della mostra e da Alice Rawsthorn, critico del design dell’International Herald Tribune.»
Orari di apertura: martedì - domenica 11-20, giovedì 11-23, lunedì chiuso. Ingresso, 5-7 . Ingresso gratuito mercoledì 13-15.
Per maggiori informazioni:
- www.torinoworlddesigncapital.it
T. 011 218213

Raffaella Picello








