
Sebbene il Bauhaus di Weimar non disponesse di un vero e proprio laboratorio di stampa tipografica – il primo «laboratorio di stampa e grafica pubblicitaria» fu aperto a Dessau nel 1925 – sin dalla sua fondazione alcuni maestri e allievi della scuola mostrarono un forte interesse nei confronti della composizione tipografica e si cimentarono in questa pratica.Tra questi, ricordiamo specialmente Johannes Itten, Oskar Schlemmer, László Moholy-Nagy e l’allievo Joost Schmidt.
Nel semestre invernale del 1919-1920 Dora Wibiral, che aveva insegnato disegno ornamentale alla Kunstgewerbeschule di van de Velde, propose un corso di caratteri tipografici. Seguì, l’anno successivo, il corso di «teoria della forma dei caratteri tipografici» tenuto da Lothar Schreyer, in cui gli allievi appresero a costruire un alfabeto secondo lo schema della quadratura e della triangolazione.
Anche Herbert Bayer e Josef Albers nel 1923 si dedicarono al disegno di caratteri tipografici con il sistema della quadratura. Nella sua ricerca di un alfabeto “universale” Albers diede il nome di
«stampinatura» ai suoi primi esperimenti. Johannes Itten riteneva che la scelta formale di un carattere di stampa non avesse a che fare con l’insegnamento teorico ma fosse piuttosto espressione di una visione della vita e dell’arte.
In Analisi dei maestri dell’antichità, pubblicato dalla casa editrice Utopia nel 1922, Itten rivelò una concezione artistica nel suo modo di affrontare lo studio di alcune opere pittoriche impiegando il disegno, la composizione, caratteri di stampa e appunti calligrafici per creare effetti di contrasto nello spazio limitato del foglio. Oskar Schlemmer criticò le Analisi dei maestri dell’antichità definendole illeggibili, e promosse al contrario la scelta di un carattere chiaro, da abbinare con carte e inchiostri olorati.
Grazie specialmente a László Moholy-Nagy, Joost Schmidt e Herbert Bayer il settore della grafica pubblicitaria fu notevolmente potenziato per la prima grande esposizione del Bauhaus del 1923. Per il materiale pubblicitario fu scelta un’impostazione grafica chiara e facilmente leggibile: il carattere maiuscolo e senza grazie, abbinato al colore, a forme geometriche e al simbolo grafico della scuola, doveva creare un effetto di immediata riconoscibilità. Durante i preparativi per l’esposizione fu creato nel laboratorio di decorazione murale un «reparto di pubblicità» diretto dal maestro della forma Wassily Kandinsky.

Raffaella Picello










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