
Il libro mette a fuoco il contributo femminile al futurismo italiano nel settore delle arti visive, riportando in luce numerose artiste e le loro sperimentazioni a livello pittorico, plastico, grafico, verbo-visivo. Il volume è diviso in due sezioni affidate alle due autrici: una dedicata alle pratiche unidisciplinari e una alle operazioni miste. Ne emerge un aspetto originale e vigoroso dell’avanguardia italiana. Queste donne, diverse l’una dall’altra per scelte formali, hanno in comune un coraggio morale, nella vita e nell’arte, che rende le loro storie esemplari e avvincenti. La loro fu una scelta esistenziale prima che estetica. Entrarono nel movimento superando gli ostacoli programmatici, soprattutto l’esaltazione di aggressività e violenza, oltre alla dichiarata misoginia. Le attraevano altri aspetti: il senso di avventura, il potenziale di entusiasmo, l’elogio di esuberanza e allegria, soprattutto la volontà di rinnovamento, che comportava la demolizione di tutti gli stereotipi, dunque anche quelli di “genere”.
Mirella Bentivoglio, artista e critico nel settore verbovisivo, dedica i suoi capitoli alle operazioni tra linguaggio e immagine: “tavole parolibere” (anticipatrici della poesia visiva), aerodanza, sempre eseguita su recitazione, ecc. Franca Zoccoli, storica dell’arte e giornalista, nella sua parte del libro si occupa di pittura, fotografia, apparati scenici ed arti applicate.

Raffaella Picello








