Niki de Saint-Phalle sta per travolgere Roma

Museo Fondazione Roma (già Museo del Corso), dal 4 novembre 2009 al 17 gennaio 2010

Una mostra con caratteristiche eccezionali, anche dal punto di vista della fruizione da parte del pubblico: tutti i bambini fino a 14 anni potranno visitare la rassegna con ingresso gratuito grazie all’impegno della Fondazione Roma e di Arthemisia Group. Una iniziativa che si incontra con lo speciale rapporto che Niki de Saint-Phalle aveva con i bambini: l’artista li invitò spesso a fruire da vicino le sue opere, particolarmente adatte al pubblico dei più piccoli, chiedendo anche di interagire con esse.

L’itinerario individuato dal curatore Stefano Cecchetto segue il percorso interiore dell’artista e permette lo sviluppo parallelo di un’esposizione che allinea numerosi dipinti del primo periodo dell’artista, degli anni cinquanta e sessanta, insieme alle celebri sculture policrome (Nanas) per le quali Niki de Saint-Phalle è famosa in tutto il mondo.

Le oltre 100 opere che compongono la mostra provengono per la maggior parte dalla Niki Charitable Art Foundation di San Diego in California, e raccontano una storia affascinante, fatta di esperienze vissute, sia dal punto di vista artistico, sia da quello umano e personale.

Femminismo, mitologia, violenza, le inquietudini private e quelle sociali, sono i temi che permeano le opere di Niki de Saint Phalle. Opere mai disgiunte dalla sua vita e attraverso la mostra, che presenta anche una serie di fotografie, sarà possibile percepire il fil-rouge che collega le diverse e intersecate esperienze della sua tormentata vicenda artistica.

La mostra
Il percorso della mostra è diviso per “verifiche’” e si propone di seguire, attraverso le opere, lo sviluppo interiore dell’artista. I dipinti, i disegni, le sculture e le fotografie sono distribuiti in un percorso di quattro capitoli: “Le stanze della memoria” allestite non con il rigore vincolante dell’ordine cronologico, bensì divise per isole tematiche che raccontano la genesi e la maturità artistica di Niki in un continuo rimando di “andata e ritorno”: un gioco che rivela la fusione perfetta tra spirito e materia, tra realtà e rappresentazione, tra soggetto e oggetto di una concettualità meditata e sofferta.

Le origini
I tiri, il rapporto tra sacro e profano, la presa di coscienza della sua identità di artista, sono i temi della prima sezione con sequenza di opere come The zoo with you; Four Houses, Self-Portrait, Rocket e la serie denominata Study for King Kong. Dipinti realizzati tra gli anni cinquanta e sessanta che rimandano all’esperienza surrealista di Mirò, allo stupore sottilmente impresso di solitudine del primo Max Ernst, agli emblemi esotici ed esoterici di Victor Brauner.
Sono opere che raccontano la genesi concettuale del suo percorso artistico: dalle prime esperienze legate alle influenze surrealiste e alla fascinazione per l’opera di Antoni Guadì, fino alla consapevolezza di una metamorfosi che porta l’artista a sperimentare nuovi linguaggi e nuovi temi iconografici.

Nana Power
Nella seconda sezione entrano in scena Les Nanas: le ragazze.
Dopo l’avvento del movimento di liberazione della donna, il talento di Niki de Saint Phalle esplora l’universo femminile attraverso la realizzazione di una serie di sculture assolutamente straordinarie, fuori da ogni concezione accademica. La donna diventa protagonista assoluta; le sue forme si liberano, diventano esagerate e la distorsione cercata e voluta del soggetto mantiene una stretta corrispondenza tra forma e contenuto. Niente del lavoro di Niki è puramente decorativo: la manipolazione è la risposta ad un’esigenza interiore. La scultura, e in modo particolare Les Nanas, nascono dal desiderio di comunicare l’universo femminile in tutte le sue forme.
Nana Assise; Gwendolyn; Big lady (Black); Nana sur le dauphin e Ange Luminaire, sono gli emblemi di una ritrovata felicità creativa portata all’eccesso, esasperata fino al gigantismo.
Le sculture diventeranno poi anche lampade, vasi da fiori, tazze, obelischi, oggetti di uso quotidiano che devono essere fruiti, utilizzati e non solo ammirati per la loro estetica.

Il Giardino dei Tarocchi
Nel 1979 Niki de Saint-Phalle inizia un’impresa affascinante destinata a lasciare un segno significativo nel mondo dell’arte internazionale: una serie di sculture gigantesche ispirate al tema dei Tarocchi.
Individuato il terreno nella tenuta di Garavicchio, di proprietà della famiglia Caracciolo, nel Comune di Capalbio, l’artista immagina un percorso straordinario dove sono rappresentate le 22 carte dei Tarocchi, gli Arcani maggiori, attraverso sculture ciclopiche, alte circa 12/15 metri, ricoperte di mosaici in specchio, vetri pregiati e ceramiche, ispirate al parco Güell di Gaudì a Barcellona.
Niki inizia la sua avventura preparando disegni e bozzetti, molti dei quali esposti in mostra, e costruendo a proprie spese, in collaborazione con il marito Jean Tinguely, i primi “emblemi” di quello che diventerà lo strepitoso scenario del Giardino dei Tarocchi. I lavori furono affidati all’esperienza della mano d’opera locale, tra cui si distinsero alcuni artigiani che Niki de Saint-Phalle considerò sempre parte della sua famiglia.

Spiritual Path
Niki de Saint-Phalle e Jean Tinguely, la coppia esplosiva che ha rivoluzionato l’arte del Novecento è protagonista dell’ultima sezione. Il fermento, la passione dei sensi e il genio creativo di entrambi si fondono in un rapporto che conduce alla realizzazione di opere sempre più visionarie e imprevedibili. Le ramificazioni di questo rapporto si estendono nel corso degli anni fino a formare una trama di “forme e figure” in cui la libertà non conosce restrizioni: per Niki de Saint Phalle l’arte è il risultato di relazioni, di incontri con il mondo esterno, è una forma di amore universale che si coglie al meglio in opere quali: Could we have loved?; You are my love forever and ever and ever…; Sweet sexy Clarice; My love we won’t; I rather like you a lot you fool; Jean in my heart.

La mostra si conclude infine con un consuntivo della vita di Niki, registrato personalmente dall’artista nel diario a cui si dedica quotidianamente dall’inizio degli anni novanta in California, dove vive per lunghi periodi nella sua tenuta di La Jolla, vicino a San Diego. Niki realizza una serie di opere su carta: disegni e serigrafie che diventeranno la serie qui esposta California Diary; gli eventi di ogni girono si trasformano in fogli colorati che esprimono avvenimenti e sensazioni. Un’analisi delle esperienze vissute attraverso la formulazione ordinata dei propri pensieri e delle proprie emozioni.

Catalogo Skira

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI
AD ARTEM T+ 39 0662288877 F + 39 0662288878 - info@adartem.it - www.nikidesaintphalle.it

VERNICE STAMPA > Martedì 3 novembre, ore 12.00
Fondazione Roma - Museo - Via del Corso 320, Roma

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