Women Painters From Five Continents

dal 26 gennaio al 26 marzo 2010Osart Gallery Via A. Fogazzaro, 11 - 20135 Milano, Italy

“E’ studiando questo tema di DONNE PITTRICI DAI CINQUE CONTINENTI che sono arrivata a chiarire a me stessa alcuni approdi nevralgici dell’arte contemporanea globale”, dice Daniela Palazzoli, curatrice della manifestazione.
“Ora, attraverso questa esposizione voluta da OSART GALLERY di MILANO di dipinti di così alto livello sia espressivo che mediatico, spero di attizzare un dialogo stringente con altri. Rispondo quindi subito alle domande più pressantsull’argomento”.
“La scelta della pittura - dice Andrea Sirio Ortolani di OSART GALLERY deriva dalla nostra passione per questo linguaggio che richiede competenza, preparazione, passione, concentrazione, investimento di energie e di forze sia immaginative che razionali, individualmentesocialmente e culturalmente complesse. La pittura è anche diffusa globalmente, con sorprendente ed
inattesa ricchezza di variabili”.
In passato molte donne artiste si sono rivelate grandi pittrici, sia pure a fasi storiche alterndipendenti dalla possibilità o meno di sapere, vedere, viaggiare, agire e farsi conoscere, connesscon la liberalità del loro ambiente vitale. Sono state le battaglie condotte negli anni Settanta,soprattutto nelle nazioni democratiche, a creare una possibilità stabile di autodeterminazione del
genere femminile, con conseguente crescita di attenzione per i loro esiti creativi positivi. Mostrarequeste Women Painters from Five Continents significa quindi mostrare un tipo di artista lontanaanni luce rispetto ai vecchi modi di considerare la donna, nonché a quello di praticare la pittura come semplice espressione di sé.
Queste artiste, che, esclusa la pittrice aborigena, vanno dai 27 ai40 anni, - grazie alla consuetudine col mondo delle idee, e ad una vita equamente suddivisa frapensiero, creatività ed azioni pratiche - modellano l’unicità dei loro stili pittorici facendo dialogare
le loro doti ‘femminili’ di intuizione psicologica e di conoscenza dei valori universali della vita conle nuove capacità e forze creative pragmatiche che derivano da una diretta e liberatoria consuetudine di mondo.

Ci introduciamo al tema attraverso la pittrice aborigena Ruby Williamson (1940 circa), che ci richiama alla realtà ancestrale del continente australe, e all’ingegno e alla volontà di alcune artisteche sono state capaci di superare i confini, loro imposti, che le escludevano dalla pratica pittorica.
E’ da migliaia di anni che gli aborigeni comunicano in modi molteplici i loro “Sogni” (Dreamings)sulla creazione della loro terra, e sulla nascita della vita, degli esseri umani, e del codice morale cheli guida da parte degli spiriti ancestrali. Anche la personalità e la pittura di Rosson Crow (1982) - texana, dotata di un vasto bagaglio di studi artistici e viaggi pittorici - si nutre del rapporto con degli ambienti sociali di riferimento. Nel suo caso – come con Texas Painting (George Strait) – essa è affascinata da alcuni interni di pub, bar ed altri luoghi pubblici, divenuti ormai parte dei miti e delle leggende locali, a causa delle serate epiche a cui hanno fatto da magnete e da sfondo, e del tipo di aggregazione umana che ricordano.

L’artista sud coreana Chung, Suejin (1969) è una grande osservatrice che ama raccontare possibili incontri ed incroci, più che storie lineari, di persone, eventi, situazioni, oggetti attraverso affinità ed enigmi che possiamo incontrare nel catalogo pressoché infinito del mondo delle merci, dei giochi edelle attività socializzanti del mondo moderno.
Quella che ci propone Iva Kontic (1982) è una installazione basata su tre vedute di strade cittadinedipinte, come se le osservassimo da una finestra, stando all’interno della stanza. Chi visita la mostrasi trova al centro dell’installazione composta dai tre quadri, e ‘abita’ questo ambiente con veduta su strada, ma scarsa visibilità all’interno, che si trova in fitta penombra. “E’ Belgrado, la mia città, spiega la Kontic. Ma soprattutto è la rappresentazione di un fallimento, di un incontro mancato”.

La biografia umana e creativa di Hayv Kahraman (1981) ci introduce a un modello di artista che si sta diffondendo fra le generazioni globali di nuovo tipo – gente cresciuta in più di un paese, che oggi dispone di formazioni educative e di contatti sociali e culturali che permettono il confronto critico fra modelli sociali, e la pratica di una grande varietà di tecniche e stili artistici a cui attingere.
Kahraman è estremamente diretta nell’affrontare il tema che le sta a cuore: l’oppressione femminile e le violenze di cui sono vittime le donne di paesi come l’Iraq in cui lei è nata.

Peeplo News

Attualità e Notizie su Peeplo News.

Cercale ora!

Le categorie della guida

Argomenti