
Negli anni che precedettero lo scoppio della prima guerra mondiale i termini ‘ribellione’ e ‘rivoluzione’esercitarono un forte impatto sul panorama artistico europeo. Se,da questo punto di vista, in Italia i futuristi si fecero portabandiera di tale fermento di rivolta, gli artisti inglesi diedero vita a un movimento d’avanguardia, il Vorticismo, i cui presupposti non trovavano alcun termine di confronto nella storia dell’arte britannica.
Il termine ‘Vorticismo’, coniato dal poeta americano Ezra Pound e dal pittore Wyndham Lewis, divenne l’imperativo categorico delle ricerche condotte da questi e da numerosi altri artisti presso il Rebel Art Centre di Londra tra il 1913 e il 1915, poi divulgate sulla rivista BLAST.
Nel mantenere una relazione evidente con la avanguardie cubista e futurista, il Vorticismo ne scardina alcuni presupposti approdando a un precoce disvelamento degli sviluppi controproducenti insiti nel progresso tecnologico.
Attraverso l’opera di Wyndham Lewis, Edward Wadsworth, William Roberts, Jessica Dismorr, Henri Gaudier-Brzeska, il Vorticismo elabora di fatto un inedito linguaggio espressivo, fondato sulla rivoluzione formale introdotta in seguito all’avvento della macchina e destinato, attraverso gli ideali del primitivismo e del rigore geometrico, a segnare una tappa significativa nel cammino verso l’astrazione

Raffaella Picello








