
Memoires è l’intervento di Mary Pola per Palazzo Nicolosio Lomellino e nasce da un viaggio a ritroso dell’artista: dall’attuale attività nel suo atelier-officina a Foligno, in provincia di Perugia, al suo passato più remoto della natia Sardegna.
Il tema dell’isola, nelle corde di Mary Pola proprio per ragioni biografiche, è trattato giocando sul contrasto della crudezza e del realismo del presente - di cui il barile diviene simbolo di forte eloquenza - e il passato fatto di ricordi: il mare nel suo eterno movimento, la terra nella sua essenza ferrosa, il sole che la riscalda.
L’installazione si compone così di due poli di rappresentazione.
La prima, nello spazio suggestivo e raccolto dell’ingresso, sotto la volta stuccata e nei pressi delle nicchie, vede tre elementi i cui colori originali dei bidoni dismessi richiamano appunto la terra, il mare e il sole.
Un supporto audio con l’ininterrotto infrangersi delle onde del mare in sottofondo, fa di questo spazio un passaggio estraniante, in un momento di sospensione prima di passare nel cortile aperto e luminoso.
Là, di fronte al ninfeo barocco, il secondo polo dell’installazione vede una pila di barili accatastati, una sorta di piramide nata dal casuale sovrapporsi degli elementi metallici, il cui calore cromatico - il giallo, il verde, il rosso, il blu - è luce nella luce.
Un sorta di tripudio di forme e colori, senza rigore né simmetria, quanto mai adatto ad occupare con prepotenza uno spazio barocco, dialogando con esso nell’estro scultoreo di un’artista che dal passato ci riporta vertiginosamente nell’oggi.

Raffaella Picello








