
Nasceva cento anni fa Corrado Cagli, artista poliforme dotato di una sensibilità pittorica straordinaria, la cui vita artistica ha indagato diverse tecniche, dal dipinto alla ceramica, e diversi linguaggi, dalle scenografie teatrali agli arazzi di grandi dimensioni, diventando una delle figure più significative dell’arte italiana del Novecento.
A Cagli è dedicato l’appuntamento di fine estate con l’arte moderna nelle sale espositive del Pala De Andrè di Ravenna che inaugura venerdì 27 agosto 2010, la prima grande mostra antologica dedicata all’artista nel centenario della nascita dal titolo “Corrado Cagli. Una metamorfosi continua” a cura di Renato Barilli e Silvana Costa e con il patrocinio di: Regione Emilia-Romagna, Provincia di Ravenna, Comune di Ravenna.
Oltre 110 opere, in mostra fino al 13 settembre, a partire dagli anni Trenta fino agli anni Settanta, scandiscono un percorso che esplora diversi periodi della produzione artistica di Cagli, realizzate con tecniche diverse, dai quadri ai disegni, dalla scultura agli arazzi che rivelano l’abilità di un maestro già celebre per la città grazie al bellissimo mosaico, affiancato da un cartone a trame, pittoriche che risale alla fine degli anni ’50 conservato nella pinacoteca di Ravenna.
Cagli è un artista che ha avuto fin dall’inizio chiaro il senso della complessità dell’arte e della vita, delle contraddizioni della nostra epoca ed insieme la consapevolezza che per superarle era necessario l’apporto comune delle forze presenti nella società italiana ciascuna in quanto erede di una propria valida tradizione culturale. Dotato di grande versatilità pittorica, questo artista complesso, innovatore e capace di nuove poetiche, alleggerisce fin dall’inizio la sua composizione, è come se “dipingesse i vuoti” di un soggetto. Mantiene questo equilibrio pacato e indagatore sia che agisca su un’opera di piccole dimensioni, ben visibile nelle opere esposte come Suonatore di flauto (1935), Partita a carte (1936) o Compagni (1936), sia che realizzi un’opera di grandi dimensioni come per Preparazione alla Guerra del 1933, (tempera a uovo su marmorino 4,50 x 5,00) andato distrutto o nel Murale della Triennale di Milano, o ne La Battaglia di San Martino (1936, tempera encaustica su tavola tamburata m. 5,50 x 6,60) esposto alla Galleria degli Uffizi di Firenze.
Una sala è dedicata all’intera collezione dei disegni realizzati per decorare “Elogio della Pazzia” di Erasmo, 1964, 16 disegni a penna e inchiostro su carta di riso. Nell’ultimo spazio infine è allestito il percorso di 18 disegni, realizzati nel 1967 rappresentano i profondi sentimenti unitari declinati in tutte le componenti sociali, culturali e politiche, democratiche e antifasciste: Il figlio ucciso, Gente a Partinico, Portella della Ginestra, Sulla pietra di Barbato, I° Maggio.
Orario: tutti i giorni dalle 18.30 alle 23.30
Informazioni: Palazzo Mauro de Andrè tel. 335 8151821- e-mail: info@ilcerbero.it

Raffaella Picello








