"Come se": Martha Rosler alla Gam a Torino

Martha Rosler Spietata analisi dei mccanismi dell'arte "As if" dal 24 ottobre 2010 al 30 gennaio 2011

La GAM - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino presenta all’interno del GAM Underground Project la prima mostra di un museo italiano dedicata al lavoro di Martha Rosler. AS IF (come se) è la formula che Martha Rosler ha sempre usato per descrivere il suo metodo di lavoro che è quello tipico dello schizzo, dello studio, senza nessuna pretesa di “professionismo dell’arte” e di compiutezza delle opere.
Procedere “come se” significa usare tutti i media possibili, anche quelli in cui l’artista non può raggiungere alcuna perfezione formale perché semplicemente strumentali alla presentazione dalla ricerca condotta. C’è anche dell’ironia in questa espressione che a lungo è stata usata in America come sostitutivo di un altro comune modo di dire: You wish! (Ti piacerebbe!) Al pubblico dell’arte che spesso di fronte alle opere contemporanee dice: questo potrei farlo anch’io! Martha Rosler ha sempre risposto: Please do it! (per favore fallo!) perché è al pubblico che spetta la responsabilità di prendere coscienza e fare proprie le tematiche che il lavoro dell’artista fa emergere.
L’esposizione raccoglierà le più importanti opere dell’artista dal 1965 ad oggi, dagli storici collage delle serie Body Beautiful e Bringing the War Home, alle più recenti opere installative, offrendo inoltre un’ampia panoramica delle serie fotografiche dedicate agli aeroporti, alle strade cittadine e alle metropolitane.
Opere molto note che hanno fatto la storia dell’arte internazionale degli ultimi quaranta anni saranno presentate accanto a video, testi, e ricerche meno conosciuti, nel tentativo di restituire la complessità e la profondità di un pensiero critico esercitato nell’arco di un ormai lungo impegno artistico. L’intero percorso della mostra abbraccia l’installazione di un nuovo progetto pensato dall’artista in relazione con la città di Torino, frutto di un’approfondita ricerca su alcuni aspetti della tratta di persone dall’Africa al nostro paese.
La mostra non intende essere un esercizio celebrativo di storicizzazione ma nasce dalla constatazione della flagrante attualità di tutti i temi affrontati dall’artista e dell’inesausta capacità dei suoi lavori di provocarci e interrogarci anche a distanza di decenni su problematiche fondamentali della nostra cultura sociale, quali lo sfruttamento del corpo femminile, il consumismo, la guerra, le classi e i conflitti sociali e più ancora l’interconnessione che tutti questi aspetti rivelano all’interno di un sistema capitalistico giunto alla propria parabola discendente.
Per questo la mostra non seguirà un andamento cronologico ma vuol essere allo stesso tempo tematica e sistemica. Opere dedicate in anni diversi a medesimi argomenti possono, in questo modo, essere mostrate insieme nella loro coerenza ed ampiezza d’analisi, e possono altresì confrontarsi e dialogare nello spazio con altri nuclei di ricerca.
Ciò rivela l’assenza di una soluzione di continuità tra i diversi temi di impegno sociale e politico e ciascuno di essi si mostra al tempo stesso come una spietata analisi della vita quotidiana e una lucida disamina dei meccanismi di senso su cui si fonda il mondo dell’arte.

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