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CoBrA e l'Italia

Roma, Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea fino al 13 febbraio 2011

L’importanza di questo movimento - propugnatore di una totale libertà d’espressione all’insegna della creatività collettiva - per la storia dell’arte moderna in Europa è stata ampiamente riconosciuta, ma assai meno studiata, anche se non meno vitale, è la fase successiva allo scioglimento del gruppo, avvenuto nel 1951. Nello sviluppo di “CoBrA dopo CoBrA” svolse un ruolo importante la cittadina ligure di Albisola, famosa per la produzione della ceramica, dove già trascorreva l’estate Lucio Fontana e dove, nel 1954, si stabilì il danese Asger Jorn su impulso di Enrico Baj che, insieme con Sergio Dangelo, aveva presentato a Bruxelles nel 1952 il manifesto del “Movimento nucleare”.
L’attività di Jorn ad Albisola e nei suoi laboratori (quello di Tullio Mazzotti detto Tulllio d’Albisola e poi quello San Giorgio dei fratelli Poggi) attirò ben presto nella località della Riviera di Ponente altri artisti che avevano fatto parte di CoBrA: Karel Appel e Corneille, coinvolti nei primi “Incontri internazionali della ceramica”, Serge Vandercam e Maurice Wyckaert, che aveva aderito anche al “Movimento per una Bauhaus immaginista” fondato da Jorn e Pinot Gallizio.
Contemporaneamente, molti ex CoBrA cominciarono a esporre in Italia sia nelle gallerie private, a partire da quelle di Carlo Cardazzo, sia alla Biennale di Venezia sia nelle rassegne di Palazzo Grassi promosse da Paolo Marinotti.
La mostra – su progetto scientifico di Denis Laoureux, professore all’Université Libre di Bruxelles, e con la curatela di Matilde Amaturo, direttrice del Museo Hendrik C. Andersen - mette in evidenza anche il collegamento fra la presenza di Jorn a Albisola, l’influsso delle sue sculture in ceramica in Belgio e il rilancio di CoBrA tentato da Christian Dotremont a Bruxelles dopo il 1954.
L’allestimento, progettato da Federico Lardera, sottolinea la poetica dell’arte “libera dagli stili” che accomuna CoBrA all’esperienza italiana del nuclearismo al di là “del senso, del buon senso e del significato” (P. Restany), e, al tempo stesso, il ruolo della ceramica policroma nel superamento della tradizionale distinzione tra pittura e scultura.
Il percorso espositivo si articola in tre sezioni. La prima si incentra sui lavori di Jorn, Appel e Corneille ad Albisola con particolare attenzione al confronto fra la produzione di Jorn e le opere di Arte Nucleare di Baj e Dangelo. La seconda sezione è focalizzata sull’esperienza italiana di Vandercam, Wyckaert, Alechinsky, Van Lint e Doucet. L’ultima analizza il rilancio dell’esperienza di CoBrA da parte di Dotremont dopo il 1954, presentando le opere a quattro mani e individuali di Dotremont e Vandercam e la ritrovata figuratività di Alechinsky.
La mostra è posta sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e delle Loro Maestà il Re e la Regina dei Belgi.
Ha contribuito alla realizzazione:
Il catalogo in edizione bilingue inglese, edito da Electa e sotto la direzione scientifica di Denis Laoureux, ripercorre la storia del gruppo grazie ai contributi di Matilde Amaturo, Luciano Caprile, Michel Draguet, Ben Durant, Ursula Lehmann-Brockhaus, Carla Michelli e Simona Poggi.
Organizzazione:
Informazioni tecniche
Titolo CoBrA e l’Italia
Inaugurazione mercoledì 3 novembre, ore 18.00
Conferenza stampa mercoledì 3 novembre ore 11.30
Date di apertura al pubblico 4 novembre 2010 - 13 febbraio 2011
Sede Galleria nazionale d’arte moderna e contemporanea
Viale delle Belle Arti 131, Roma
Ingresso per disabili: via Gramsci 73
Orari di apertura martedì - domenica dalle 8.30 alle 19.30
(la biglietteria chiude alle 18.45)
Chiusura il lunedì
Biglietti Intero 10 euro, ridotto 8 euro
Ridotto per i cittadini UE fra i 18 e 25 anni
Gratuità per i cittadini UE sotto i 18 e over 65 anni
Ai visitatori di Stati non facenti parte dell’UE si applicano
le disposizioni sull’ingresso gratuito a condizione di reciprocità
Informazioni tel. +39 06 32298221 - fax 06 3221579
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Visite guidate tel. +39 06 32298451
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