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    <title>guide</title>
    <link>http://guide.supereva.it</link>
    <description>Le guide di Supereva</description>
    <pubDate>Tue, 25 Oct 2011 14:15:24 GMT</pubDate>
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    <copyright>2008-2009 Blogo.it</copyright>
    <language>it-it</language>

    
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	<title>Gioacchino Taddei </title>
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	<pubDate>Mon, 05 Jan 2009 14:17:12 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_medicina</category><category>chimica</category><category>farmacologia</category><category>firenze</category><category>gioacchino taddei</category><category>scienziato</category><category>scuola medico chirurgica fiorentina</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_della_medicina/taddeic.jpg" class="left" border="0" width="210" height="280" alt="" /><strong>Gioacchino Taddei</strong> si laurea in filosofia e medicina a Pisa nel 1815. E’ attratto dagli studi di chimica ed esercita queste attività presso il laboratorio dell’amico marchese <strong>Cosimo Ridolfi</strong>.<br />
Nel <strong>1820</strong> vince il concorso per la cattedra di farmacologia presso la scuola medico chirurgica fiorentina e l’intendenza della farmacia dell’<strong>Arcispedale di Santa Maria Nuova</strong>.<br />
Tra il <strong>1821 </strong>e il <strong>1822</strong> viaggia per l’Europa; a Parigi rimane per quattro mesi frequentando scienziati come <strong>Vauquelin</strong>, <strong>Thenard</strong> ,<strong> Chevreul</strong>, <strong>Gay Lussac</strong>, <strong>Orfila</strong>.<br />
In Inghilterra è richiamato dalla fama di <strong>Davy</strong>, <strong>Wollaston</strong>, <strong>Dalton</strong>.<br />
Durante il ritorno, si ferma a Bruxelles, Strasburgo, in Piemonte, nel Lombardo Veneto, a Bologna, Modena, Parma…visita ospedali, laboratori, fabbriche, università, interessandosi a processi industriali, insegnamento, nuove scoperte.<br />
Pubblica nel <strong>1824</strong> il<strong> “Sistema di stechiometria chimica, o teoria delle proporzioni determinate”</strong> e nel 1826 <strong>“ Farmacopea Generale”</strong> in 4 volumi; nel 1835 “Repertorio dei veleni e contravveleni.<br />
<img src="http://static.blogo.it/guide/storia_della_medicina/pitaddei.jpg" class="left" border="0" width="300" height="260" alt="" />Quando, nel <strong>1840</strong>,<strong> Pietro Betti</strong>, che fa parte della commissione nominata dal Granduca per la riforma dell’ordinamento della <strong>Scuola Medico Chirurgica di Santa Maria Nuova</strong> in Firenze, ottiene l’istituzione di una cattedra di <strong>“Chimica organica e Fisica medica”</strong>, l’insegnamento e la direzione del laboratorio vengono affidate al Taddei.<br />
Il Taddei inoltre, pubblica nel <strong>1844 </strong>il <strong>Saggio di ematolloscopia e il Manuale di Chimica organica e Fisica medica”</strong>(<strong>1845</strong>). Il primo è un approfondito studio di ematologia; vi si trovano indicazioni per distinguere il sangue delle varie specie animali da quello dell’uomo utili per la medicina forense. Il secondo testo é diretto agli studenti della scuola fiorentina, contiene studi sul sangue, sull’urina e materiali biologici, analisi chimiche e variazioni dei dati analitici a seconda delle varie malattie. (4.Caleidoscopio letterario.<br />
Personaggi della Chimica Clinica Italiana dell’Ottocento. Giuliano Dall’Olio. Via Rio Torbido, 40 Genova. 2000)</p>
 
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	<description>Gioacchino Taddei si laurea in filosofia e medicina a Pisa nel 1815. E’ attratto dagli studi di chimica ed esercita queste attività presso il laboratorio dell’amico marchese Cosimo Ridolfi.
Nel 1820[...]</description>
	
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	<title>Louis Appia in Italia</title>
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	<pubDate>Fri, 28 Nov 2008 17:46:55 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>medicina_e_guerra</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://static.blogo.it/guide/storia_della_medicina/EUappia.jpg" class="left" border="0" width="167" height="262" alt="" /><strong>Louis Appia</strong> chirurgo militare e membro del <strong>Cicr</strong> visita nel <strong>1859</strong>, dopo la<strong> battaglia di Solferino</strong>, gli <strong>ospedali </strong>di<strong> Torino </strong>e di <strong>Milano</strong>; il <strong>10 luglio</strong> é a<strong> Brescia</strong> e <strong>Desenzano</strong>.<br />
Nelle lettere scritte all&#8217;amico<strong> Maunoir</strong> cita il numero enorme di amputazioni attuate dai chirurghi  senza anestesia perché c’era stato un caso di morte dovuto proprio al cloroformio. I chirurghi somministravano solo cognac e rhum quando potevano averne a disposizione.<br />
Al letto di ogni militare figurava la cartella clinica con i salassi praticati (fino a sei): era una terapia diffusamente accettata per alleviare la febbre e l’agitazione. Appia denuncia questa pratica che riduceva il militare ad una debolezza estrema, contro qualsiasi logica e senza speranza di miglioramento.</p>
 
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	<description>Louis Appia chirurgo militare e membro del Cicr visita nel 1859, dopo la battaglia di Solferino, gli ospedali di Torino e di Milano; il 10 luglio é a Brescia e Desenzano.
Nelle lettere scritte[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Chemioterapici</title>
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	<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_medicina</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ehrlich è considerato il padre della &#8220;chemioterapia&#8221;. Sua è anche la definizione </p>
<p>Nel 1896 diresse un suo laboratorio,  “Regio Istituto Prussiano” per il controllo dei sieri. </p>
<p>In realtà si trattava di due modesti locali, un ex forno e una ex stalla, poi passò a Francoforte in un laboratorio più grande e ben finanziato da ricchi mecenati ebrei. Nel 1901 conobbe le ricerche di Alphonse Laveran sulla malaria e sui tripanosomi. </p>
<p>Un tripanosoma in particolare lo colpì, quello che nei cavalli produceva il &#8220;male di caderas&#8221;. Questo tripanosoma, iniettato nei topolini, provocava la morte nel cento per cento dei casi. </p>
<p>Ehrlich  provò a colpire i tripanosomi con i suoi coloranti. Aveva sperimentato che i coloranti erano specifici per alcuni tessuti ed era convinto di poter trovare un farmaco che colpisse solo l&#8217;agente patogeno risparmiando i tessuti sani.</p>
<p>La lotta ai germi cominciò. Ehrlich pensava, studiava, provava e riprovava.  Il suo assistente giapponese dr. K. Shiga (1870 - 1932) gli stava sempre vicino (scoprirà la Schigella dysenteriae nel 1897) Centinaia di topolini furono sacrificati . </p>
<p>Finalmente con il “Rosso Tripan”, una molecola complessa derivata  dall&#8217;acido solforico, avvenne il miracolo. &#8220;I tripanosomi si liquefecero nel sangue del topolino come neve al sole&#8221;. </p>
<p>Ma dopo 60 giorni, i tripanosomi ricomparvero nel sangue del topolino guarito. I coloranti erano allora una  delusione? </p>
<p>Ehrlich, continuando nei suoi esperimenti, trovò una nuova molecola, l&#8217;atoxil, una molecola organica contenente arsenico che era stata impiegata con qualche successo nella malattia del sonno.</p>
<p>Questa molecola che aveva curato qualche topolino dalla malattia del sonno, aveva peraltro reso tanti negri, trattati con essa, completamente ciechi. Alcuni erano morti. Ma Ehrlich pensò  </p>
<p>&#8220;La potremmo modificare, partiamo da lì!&#8221;</p>
<p>Il capo dell&#8217;équipe di chimici che lavoravano alle sintesi molecolari era il grande Bertheim. </p>
<p>Dopo centinaia di tentativi, arrivarono al 606iesimo derivato, il &#8220;diossi diammino arseno benzolo cloridrato&#8221;. Questa catena organica sterminava i tripanosomi. </p>
<p>Nel 1906, Paul seppe della grande scoperta dello zoologo tedesco Fritz Schaudinn (1871- 1906) che aveva individuato  l&#8217;agente  della sifilide, la cosiddetta &#8220;spirocheta pallida o treponema pallidum&#8221; perché non veniva colorato dai comuni coloranti di laboratorio. </p>
<p>Si provò prima il 606 su una spirocheta dei polli. I polli guarirono. Poi si affrontò la sifilide umana. </p>
<p>&#8220;E&#8217; l&#8217;arsenico l&#8217;arma degli avvelenatori che, opportunamente modificato, uccide i tripanosomi e le spirochete. Ora bisogna provare sugli uomini&#8230; Il passo dal laboratorio ai letti delle corsie è pericoloso, ma va fatto&#8221;. </p>
<p>Nel 1910, Paul Ehrlich portò al congresso di medicina di Konisberg numerosi casi. Ne citiamo due: un malato, portatore di ulcere sifilitiche terribili alla gola, che da mesi veniva nutrito con liquidi tramite cannula, ricevette alle 14 l&#8217;iniezione di Salvarsan.  Alle 20 della stessa sera mangiava un panino.</p>
<p>Una povera donna contagiata dal marito, tormentata da lancinanti dolori ossei per lesioni sifilitiche, dipendente oramai dalla morfina quotidiana per sopravvivere,  ricevette la solita iniezione di Salvarsan.  Nel pomeriggio del giorno dopo, dopo poche ore quindi dalla terapia, passeggiava per la camera, guarita.</p>
<p>Erano  miracoli! </p>
<p>Il Salvarsan fu chiesto in tutto il mondo e si usò ampiamente e ripetutamente. Ma alcuni pazienti non sopportavano il farmaco. Era troppo tossico (provocava persistente singhiozzo, vomito, paralisi agli arti e subentrava anche la morte).  Ehrlich aveva già avuto il premio Nobel nel 1908 per le sue ricerche in campo immunologico, ma aveva ancora da sperimentare altre molecole, Nel 1912 nacque il  neosalvarsan, molto meno tossico e molto più efficace del precedente. Questo chemioterapico combattè la sifilide fino all&#8217;avvento della penicillina negli anni &#8220;40.</p>
 
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	<description>Ehrlich è considerato il padre della &amp;#8220;chemioterapia&amp;#8221;. Sua è anche la definizione 
Nel 1896 diresse un suo laboratorio,  “Regio Istituto Prussiano” per il controllo dei sieri.[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Disinfettanti: Lister</title>
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	<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_pratica_chirurgica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><I style="mso-bidi-font-style: normal">Lister </I>( 1827-1912 ) <I style="mso-bidi-font-style: normal">e Pasteur </I>( 1822-95 )</p>
<p>Lister, chirurgo scozzese, fu l&#8217;inventore e il più autorevole divulgatore del metodo di antisepsi che prese il suo nome. Dopo lo sfortunato medico delle &#8220;Mani Pulite&#8221; Semmelweis ed in seguito ai lavori di Pasteur che avevano dimostrato come i germi patogeni fossero presenti ovunque, Lister pensò che si dovevano usare disinfettanti sia nella pratica medica che in sala operatoria.</p>
<p>Lister era professore di chirurgia a Glasgow. Intuì che l’altissima mortalità causata dalla cosiddetta “gangrena ospedaliera” dipendesse da processi putrefattivi delle ferite, dovuti non solo a gas venefici dell’aria, secondo la teoria più accreditata dell’epoca, ma anche a “ qualcos’altro “ forse presente nell’ambiente. La gangrena era chiamata anche “ospedalismo”, in quanto quei fenomeni che oggi si direbbero “infettivi” si verificavano più spesso negli ospedali a causa delle maggiori carenze igieniche rispetto alle private abitazioni.</p>
<p>Un collega di Lister, chimico in servizio presso la stessa università, Thomas Anderson, lo spinse ad interessarsi agli scritti di Pasteur, allora già celebre biologo francese,che aveva dimostrato che l’acqua, se a lungo bollita non conteneva più alcuna crescita vitale. </p>
<p>Lister studiò i lavori di Pasteur e si convinse che ciò che avviene nelle ferite è qualcosa di simile ai processi “fermentativi” illustrati da Pasteur. In quegli anni, siamo nel 1860, un chimico inglese,Calvert,e, separatamente,un francese, Lamaire, avevano sintetizzato una sostanza chiamata acido fenico, usato come deodorante e disinfettante per le fogne. Lister nel 1865 scelse l’acido fenico come antisettico e lo provò su una frattura esposta.  Solitamente queste fratture evolvevano in gangrena. Fu un successo. Nel 1867 Lister pubblicò sul prestigioso giornale di medicina inglese “ The Lancet “ un articolo:</p>
<p><I style="mso-bidi-font-style: normal">“Un nuovo metodo per trattare le fratture esposte”.</I> </p>
<p>Era la nascita del principio dell&#8217;antisepsi in chirurgia.</p>
 
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	<description>Lister ( 1827-1912 ) e Pasteur ( 1822-95 )
Lister, chirurgo scozzese, fu l&amp;#8217;inventore e il più autorevole divulgatore del metodo di antisepsi che prese il suo nome. Dopo lo sfortunato medico[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Disinfettanti</title>
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	<pubDate>Tue, 26 Feb 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_medicina</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Nel 1847, per la prima volta nella storia, abbiamo un esperimento importante, di una semplice “ disinfezione “ o meglio ancora, possiamo dire, operazione di igiene personale, messo in atto da Semmelweiss per combattere la febbre perperuale. Egli, giovane assistente alla maternità di Vienna, aveva notato che la mortalità era molto più elevata tra le pazienti ricoverate nel reparto frequentato da medici e studenti di medicina, piuttosto che non tra le donne di un altro reparto dove operavano solo levatrici. Intanto un amico e collega del Semmelweiss, il dr.Jacob Koletschka, feritosi durante un’autopsia morì, manifestando tutti i sintomi della febbre puerperale. Questo fatto fece intuire al Semmelweiss la soluzione del problema: </p>
<p>“ Le puerpere muoiono perché io e i miei colleghi nell’assisterle e gli studenti di medicina nel visitarle,le infettiamo portando a contatto dell’utero sanguinante la sostanza organica putrefatta,che rimane nelle nostre mani dopo le dissezioni anatomiche. Nella seconda divisione la mortalità è molto più bassa, perché lì ci sono soltanto ostetriche che non praticano dissezioni “. Fu allora prescritto a tutti coloro che dovevano visitare donne gravide o puerpere di lavarsi accuratamente le mani e di tenerle per dieci minuti in una soluzione di “cloruro di calce”.</p>
<p>Ma, malgrado il risultato positivo conseguente alle misure antisettiche adottate, Ignac Semmelveiss fu osteggiato e deriso e le proteste dei dottori che non volevano adeguarsi al nuovo sistema di lavarsi le mani furono così forti che venne  licenziato e dovette lasciare l’ospedale di Vienna. Lavorò in altri ospedali dove insistette sugli stessi standard di pulizia, riscuotendo gli stessi risultati, riduzione delle morti in corsia e rivolta dei suoi colleghi. </p>
<p>I tempi non erano maturi. Perseguitato ed emarginato, “il medico dalle mani pulite” subì ogni sorta di angherie, dalla perdita del posto di lavoro sino all&#8217;internamento in manicomio, dove ebbe a patire maltrattamenti e percosse.</p>
<p>Ironia della sorte volle che anch’egli morisse di setticemia per una ferita ad un dito, vittima dello stesso morbo contro il quale tanto aveva combattuto.</p>
 
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	<description>Nel 1847, per la prima volta nella storia, abbiamo un esperimento importante, di una semplice “ disinfezione “ o meglio ancora, possiamo dire, operazione di igiene personale, messo in atto da[...]</description>
	
	</item>
    
	<item>
	<title>Cloroformio</title>
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	<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_pratica_chirurgica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><B>Tricloruro di metile&nbsp; </B><B>CHCl</B><B>3</B></p>
<p><B>Anestetico oggi in disuso per la sua tossicità</B></p>
<p><B>Si forma in presenza di luce o ad alte temperature per</B></p>
<p><B>reazione radicalica o a catena di radicali liberi, di alogenazione</B></p>
<p><B>Se l’alcano è di basso peso molecolare si possono verificare reazioni esplosive.</B></p>
<p><B><br />
<B></B>&nbsp;<br />
<B>Un chimico di Liverpool propose a un celebre ostetrico, Simpson, di usare il cloroformio sulle partorienti. Questi, </B><B>il </B><B>10 novembre 1847, alla Società medica di Edimburgo, comunicò di aver sperimentato un potente anestetico, il cloroformio, molto più attivo dell’etere. Il cloroformio fu chiamato anche l’anestesia della regina perché la regina Vittoria partorì il suo settimo figlio con l’anestesia cloroformica. </B></B></p>
 
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	<description>Tricloruro di metile&amp;nbsp; CHCl3
Anestetico oggi in disuso per la sua tossicità
Si forma in presenza di luce o ad alte temperature per
reazione radicalica o a catena di radicali liberi, di[...]</description>
	
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	<item>
	<title>Disinfettanti e Anestetici in Chirurgia</title>
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	<pubDate>Sun, 24 Feb 2008 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_pratica_chirurgica</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><B>L’antica chirurgia si basava esclusivamente sulla velocità e perizia del chirurgo che doveva rimanere insensibile alla sofferenza del paziente .</B></p>
<p><B>La chirurgia attuale nasce con la scoperta delle prime molecole degli anestetici ( protossido d&#8217;azoto, etere e cloroformio) e dei disinfettanti (trementina, cloruro di calce e acido fenico)</B></p>
<p><B>Prima degli anestetici, durante gli interventi chirurgici, l’uomo soffriva tremendamente.</B></p>
<p><STRONG>Per combattere il dolore si usava l’oppio oppure si applicava una spugna, la spongia soporifera, mistura di oppio, mandragora e giusquiamo, secondo Michele Scoto (scuola salernitana) </STRONG></p>
<p><STRONG>Questa pozione derivava da Dioscoride I sec. d.C che scrisse “De materia medica” </STRONG></p>
<p><B>Anestetici:</B></p>
<p><B>Protossido d’azoto: N2O o gas esilarante;</B> <B>fu preparato da Priesley nel 1776 e usato da Wells nel 1845 </B></p>
<p><B>Cloroformio: CHCl3 scoperto nel 1830 contemporaneamente in America (Guthrie) Germania (Liebig e Wolher) e in Francia (Sobeiron) </B></p>
<p><B>Etere: CH3-CH2-O-CH2-CH3 </B></p>
<p><B>(Morton, dentista, il 16 ottobre 1846 dimostrò l’effetto dell’anestesia eterea nell’aula del Massachussetts General Hospital davanti al prof. J. Collins Warren e numerosi studenti) </B></p>
 
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La chirurgia attuale nasce con la scoperta delle prime[...]</description>
	
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	<title>Louis Appia</title>
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	<pubDate>Sun, 14 Oct 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>personaggi_leggendari</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Appia é una figura di medico chirurgo primo delegato internazionale del Comitato di Croce Rossa. Dopo di lui tutti i delegati si sono ispirati alla sua attività diplomatica. </p>
<p>Appia entrò su consiglio del collega Maunoir a far parte della società ginevrina di utilità pubblica   nel 1861 allora presieduta dal generale Dufour;  nel 1862 subentrò come presidente Gustave Moynier membro del Concistoro della chiesa nazionale protestante. L’otto dicembre del 1862 vi aderirà anche Henry Dunant.</p>
<p>Nel 1863 fece parte della commissione ginevrina permanente formata allora dai cinque primi membri della Società di soccorso per il militare ferito, futuro CICR. </p>
<p>La sua attività era instancabile; durante la partecipazione alla Conferenza diplomatica dell’ottobre del 1863, insistette sull’importanza di un distintivo internazionale e chiese che fosse aggiunto nel primo paragrafo; la Conferenza accettò e propose un bracciale bianco con la croce rossa centrale da portarsi al braccio sinistro. Un bracciale gli sarà donato ufficialmente nel 64 dal CICR con la firma di Moynier.</p>
<p>Nel ‘’64, per incarico della società ginevrina, Appia é presente sul campo di battaglia nella guerra Schleswig-Holstein : E’ qui in missione quale delegato per la parte tedesca, l’Holstein, inviato dal Comitato ginevrino con una lettera di raccomandazione del Consiglio federale svizzero. E’ la prima volta nella storia della Croce Rossa che viene inviato un delegato dal Comitato di soccorso del militare ferito : non esiste ancora la Convenzione di Ginevra. </p>
<p>La guerra scoppia nel febbraio del 64 quando un esercito composto da 40.000 prussiani e 20.000 austriaci marcia alla conquista dei due ducati. E’ già avvenuta la Conferenza diplomatica dell’ottobre del 63, ma non é stata ancora stipulata la Convenzione di Ginevra che data 22 agosto 64 ; la decisione di rappresentarsi con due delegati era stata presa dal Comitato durante la seduta del marzo 64 e furono inviati Van de Velde, già delegato dei Paesi Bassi nella Conferenza del 63, nella zona danese dello Schleswig e il dr. Appia nella parte tedesca, dell’Holstein. Di questa esperienza Appia scrive una relazione per il Comitato.</p>
 
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	<title>Accademie di medicina</title>
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	<pubDate>Sun, 22 Apr 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>storia_della_medicina</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p><B>Accademie di medicina</B><B></B></p>
<p><B> </B></p>
<p><B>Fenomeno caratteristico del seicento furono le Accademie Scientifiche.</B></p>
<p><B>La prima fu quella dei Lincei, fondata dal principe romano Federico Cesi il 17 agosto 1603. L’emblema scelto fu la lince per l’acutezza della vista e i membri furono detti Lincei. </B></p>
<p><B>L’Accademia del Cimento ideata dal granduca Ferdinando II dei Medici nel 1648, inaugurata ufficialmente nel 1657 dal cardinale Leopoldo dei Medici. Ebbe un indirizzo sperimentale: fra i soci noti il Borelli, Francesco Redi lo Stenone&#8230;</B></p>
<p><STRONG>Altre Accademie sorsero a Napoli (Acc. Degli Investiganti)e a Bologna (Acc. degli Inquieti)</STRONG></p>
<p><STRONG>Nel 1645 fu fondata in Inghilterra la Royal Society che nel 67 iniziò a pubblicare le sue Philosophical Transaction</STRONG></p>
<p><B>A Parigi il cardinale Richelieu fondò l’Accademia di Francia e nel 1665 Colbert ministro e segretario di stato fondò l’Accademia delle Scienze.</B></p>
<p><B>Nel 1652 in Germania fu fondata da G. Lorenzo Bausch l’Accademia detta poi Leopoldina Carolina Cesarea.</B></p>
<p><B>Mentre nelle Università si manteneva la tradizione e i professori erano custodi fedeli della vecchia cultura, nelle Accademie avveniva uno scambio diretto anche epistolare di nuove idee filosofiche e scientifiche e si ripetevano esperimenti innovativi.</B></p>
 
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	<description>Accademie di medicina
 
Fenomeno caratteristico del seicento furono le Accademie Scientifiche.
La prima fu quella dei Lincei, fondata dal principe romano Federico Cesi il 17 agosto 1603. L’emblema[...]</description>
	
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	<item>
	<title>I testi medici nelle università del medioevo...</title>
	<link>http://guide.supereva.it/storia_della_medicina/interventi/2007/04/292520.shtml</link>
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	<pubDate>Tue, 17 Apr 2007 00:00:00 GMT</pubDate>
	<dc:creator>Paracelsa</dc:creator>
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    <category>antiche_scuole</category>
    <content:encoded><![CDATA[<p>Ben pochi erano i testi su cui studiavano gli aspiranti dottori nelle prime Università, tra di essi si segnalano gli Aforismi di Ippocrate, l&#8217;Articella di Galeno (breve compendio di tutta la dottrina del grande maestro) il Canon di Avicenna, il Colliget di Averroes, le Isagoghe di Joannitius e il Nonus Almansoris di Rhazes. Ma era soprattutto il commento importante, spunto di proficue discussioni, di idee &#8230;All&#8217;inizio le lezioni erano solo teoriche, i testi costosi e gli studenti prendevano spesso appunti su cui successivamente studiavano. La funzione precipua delle Università medievali non era solo di trasmettere un insegnamento ma anche di custodirlo. (da Storia della Medicina di Loris Premuda)</p>
 
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