Questo sito contribuisce alla audience di

L'epidemia Peste..

La peste: malattia infettiva, acuta, contagiosa,

La peste: malattia infettiva, acuta, contagiosa, determinata da un cocco-bacillo, scoperto indipendentemente da Yiersin e da Kitasato nel 1894, chiamato “Yersinia pestis o pasteurella pestis”.
Dagli stessi autori, nello stesso periodo, fu messa in relazione la malattia umana con la malattia nel topo. Il batterio è lungo 1,5-2 micron, largo 0,8-1 micron, privo di ciglia, asporigeno, nei tessuti compare isolato o a coppie; nelle brodocolture a catenelle. E’ aerobio ed anaerobio facoltativo, si colora intensamente alle estremità del corpo cellulare assumendo così la forma di una navetta; non forma esotossine, ma è estremamente tossica la sua endotossina, chimicamente un nucleoproteide.

E’ molto patogeno per molti animali: topi, ratti, cavie, conigli, scimmie, marmotte, cani, cavalli, buoi, montoni, cammelli, maiali.

Il germe è trasmesso all’uomo tramite la puntura delle pulci, in particolar modo dalla Xenopsylla cheopis, che vive di preferenza sui ratti, dalla Ceratophyllus fasciatus, (tutte e due queste pulci hanno la caratteristica di pungere l’uomo oltre che il ratto), ma anche dalla pulex irritans.

Si devono soprattutto alla Commissione Inglese dell’India le ricerche e lo studio dell’importanza dei topi nell’epidemiologia della peste. Le specie imputabili sono il Mus rattus ed il Mus Decumanus, ambedue di origine asiatica. Il primo detto anche ratto nero è scuro con ventre chiaro, lungo fino a 18-19 cm. Orecchie ampie, coda più lunga del corpo. Non possiede membrane interdigitali, quindi non è un buon nuotatore. Originario della Persia, immigrato in Europa in tempi remoti sarebbe il responsabile delle antiche pesti.
Il secondo, detto anche Norvegicus o ratto grigio, è lungo fino a 24-25cm. Orecchie piccole, coda più breve del corpo, ha membrane interdigitali, ed è quindi un buon nuotatore. Questo ratto immigrò in Europa solo all’inizio del 1700, proveniente dall’India e da altri paesi asiatici, a causa di gravi carestie. Sembra che abbia attraversato a nuoto il Volga ed iniziò da allora una lotta di razza con il ratto nero, che soccombette.
In Europa il declino della peste ha coinciso con la sparizione del ratto nero a tendenza domestica, perciò in contatto con l’uomo, mentre il ratto grigio è essenzialmente fognaiuolo. La prolificità dei ratti è notevole. La femmina può partorire 3-5 volte all’anno, la gravidanza dura 21 giorni, ogni volta partorisce dai 6 ai 12 topini.

I ratti, in particolar modo il Decumano sono i grandi propagatori della peste a distanza. Nuotando penetrano nelle navi, si moltiplicano per le condizioni favorevoli, nelle stive, nei boccaporti…arrivati in un porto nuovo, con facilità si spostano nelle fogne e nei magazzini delle città. Da porti asiatici possono arrivare in porti europei o in altri continenti. Se qualche ratto è malato si sviluppano delle epizoozie che preludono alle epidemie umane. I ratti sono anche cannibali e se divorano ratti appestati si sviluppano infezioni alle ghiandole del collo e a quelle mesenteriche. Comunque il veicolo più importante per la diffusione della peste è la pulce.

Le pulci sono afanitteri, piccoli insetti, il maschio misura 2-2,5 mm, la femmina 3-4 mm, senz’ali, bruni, dal corpo schiacciato sui lati, con lunghe e robuste zampe adatte al salto. Gli adulti di entrambi i sessi hanno un apparato boccale atto a pungere e succhiare il sangue. Ogni femmina produce 300-400 uova. Lunghe 5mm. bianche vengono deposte ogni volta in numero da 3 a 18 nei detriti, sul pavimento, nelle tane degli animali infestati. Le larve sono sottili, vermiforme, assai vivaci. Si trasformano in pupe dopo un paio di mute e diventano adulti in un tempo variabile, da una settimana a un anno. Gli adulti possono vivere un anno o anche di più. Dal punto di vista biologico, la moltiplicazione ottimale delle pulci avviene al di sotto dei 30-32° , sui 20-25°, e non sotto i 10°. L’umidità è favorevole, la siccità ostile.

Dopo la morte dell’ospite, le pulci lo abbandonano, ma non subito, specie la Xenopsylla cheopis che rimane pigramente attaccata alle vesti o nelle vicinanze del cadavere. Le pulci infette rimangono tali per un paio di mesi.

Ultimi interventi

Vedi tutti

Link correlati