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La collassoterapia del polmone

La collassoterapia del polmone era una terapia importante della tubercolosi polmonare...

La terapia medica e chirurgica del collasso del polmone, oltre ad eliminare le conseguenze della tensione statica e dinamica sulle lesioni polmonari, facilita l’attuazione dei processi riparativi organici.
Gli apparecchi più noti sono quelli di Forlanini e Morelli. Il primo è costituito da un manometro ad acqua, in comunicazione con un rubinetto a tre vie, da una parte c’è un tubo di gomma portante l’ago d’introduzione, dall’altra un cilindro graduato di vetro contenente il gas, sotto pressione, in comunicazione con un altro contenitore di vetro.
Il secondo apparecchio, del Morelli, rispetto al primo ha come variante il collegamento ad un palloncino di gomma, la doppia palla di Richardson al posto del contenitore in vetro sotto pressione. Questa palla ha il vantaggio di far aspirare spontaneamente il gas dal cavo pleurico, senza forzare la manovra per la pressione a volte troppo alta nel contenitore di vetro. Il gas usato è l’aria atmosferica filtrata dal pulviscolo. L’ossigeno si evita perché viene assorbito troppo velocemente e l’azoto perché potrebbe provocare embolie. Gli aghi sono, da prima introduzione, di calibro maggiore di 0,8,1 mm. forniti di mandrino con punta tagliente ma smussa per non ledere il polmone, da rifornimento, forniti sempre di mandrino, ma più sottili, con punta a becco di flauto per rendere la puntura meno dolorosa.

Il malato deve essere a digiuno. Si introduce l’ago all’altezza del IV-VII spazio intercostale, sull’ascellare media.
L’ago attraversa la cute, il sottocutaneo, lo strato muscolare ed agendo con molta delicatezza la pleura. A questo punto la pressione negativa -20, -30, con forti oscillazioni registrate dal manometro ci dirà siamo nello spazio pleurico; si può introdurre il gas fino a raggiungere pressioni debolmente negative -10,-4 o intorno allo zero.
Dopo il paziente deve rimanere a riposo assoluto per 24-48 ore. I successivi rifornimenti sono quotidiani, o a giorni alterni, poi settimanali…La durata del pneumo torace è di due, tre anni. Ci possono essere aderenze pleuriche che non permettono un pneumotorace totale e nemmeno parziale. In quest’ultimo caso, non potendo arrivare ad una sufficiente collassoterapia, si ricorreva talora ad un intervento chirurgico di sbrigliamento od anche alla toracoplastica nel caso di caverne rigide di medie o piccole dimensioni.

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