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La storia del parto nel medioevo e nel seicento...

Nella Scuola Salernitana,Trocta o Trotula....

Nella Scuola Salernitana,Trocta o Trotula , identificata da molti come una donna medico, sarebbe l’autrice di una raccolta di tradizioni orali “De mulieribus passionibus in ante et post partum” . Questo trattato contiene interessanti osservazioni ginecologiche ed ostetriche come i consigli a proposito delle alterazioni mestruali e delle tecniche di protezione del perineo durante il parto.

Non si sa molto successivamente, la donna continuò a partorire sulla sedia ostetrica aiutata da due levatrici fino al seicento, allorché, grazie a chirurghi ostetrici soprattutto francesi, la storia del parto si arricchisce di notizie interessanti.

Il francese François Rousset è il primo che abbia avuto l’intuizione di salvare la vita alla madre e al feto con il taglio cesareo nel 1581. Gli restò attribuito il titolo di padre del taglio cesareo.

Nel 1600 si ebbe in Francia un notevole risveglio dell’ostetricia, soprattutto per merito di François Mauriceau (1637-1709), considerato il fondatore della moderna ostetricia. Oltre a Mauriceau, si ebbero anche altri celebri ostetrici francesi, quali Filippe Peu, Paolo Portal e Come Viardel, che coi loro scritti, ci fanno conoscere i problemi dell’ostetricia di allora, soprattutto del taglio cesareo e dell’uso del forcipe, appena inventato.

A Parigi l’insegnamento, che faceva parte dell’organizzazione del servizio di Ostetricia dell’Hotel Dieu, era in mano ai chirurghi di San Cosma. Francois Mauriceau era un chirurgo barbiere di San Cosma, ma ciò non gli impedì di diventare uno dei maggiori ostetrici della storia.

Di carattere scontroso e dotato di una grande ambizione, egli era solito trattare con disprezzo i suoi colleghi. Fra questi prese di mira Filippo Peu, facendo nascere una disputa che divenne famosa e servì a mettere in una luce non tanto favorevole la personalità del Mauriceau.

Filippo Peu pubblicò nel 1694 un’opera di oltre 600 pagine intitolata «La pratique des accouchements» comprendente otto tavole fuori testo, di cui sette rappresentano le posizioni del feto e l’ottava i «ganci o uncini» e i pessari.

Contrariamente a quanto fece Mauriceau nel suo celebre trattato «Les maladies des femmes grosses et accouchées», il Peu non riportò in questa sua opera alcuna tavola anatomica, giustificandosi di non averlo fatto perché esse sono
“… rappresentazioni o tratti di erudizione più lascivi che utili”.

Ma a scatenare l’ira del Mauriceau contro il Peu fu soprattutto il capitolo sul «tiratesta» in cui il Peu sostiene di aver conosciuto questo strumento “prima” del Mauriceau e di averlo sempre ritenuto «inutile, più adatto a tirar via la vita che altro».
Il Peu espresse, inoltre, dei dubbi sulla validità del battesimo «in utero», per cui preferiva estrarre il bambino con l’ «uncino» anziché col «tiratesta», poiché con l’ «uncino», contrariamente a quanto avveniva col «tiratesta», si aveva la possibilità di farlo sopravvivere alcuni istanti, sufficienti a salvargli l’anima con il battesimo.
Alle critiche rivoltegli dal Peu, Mauriceau rispose in termini molto offensivi, asserendo che la lettura del suo testo sarebbe stata deleteria per chi volesse accostarsi alla pratica del parto e il suo libro avrebbe dovuto intitolarsi “Mauvaise pratique des accouchements”.

Da questa diatriba si può constatare l’inizio della pratica ostetricia e l’uso dei suoi strumenti.
La data della scoperta del forcipe risale sl 1600. Prima di questa data non risulta esistessero strumenti atti ad estrarre il feto quando il parto non poteva avvenire normalmente.

Commenti dei lettori

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  • genoveffa quattrini

    01 Nov 2009 - 07:21 - #1
    0 punti
    Up Down

    La mise incinta e la nviò a partorire alla palombara.
    Chiedo: perchè la inviò alla palombara?

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