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Il parto nel seicento, parte II

Chamberlen,1560-1631,chirurgo francese...

Chamberlen,1560-1631,chirurgo francese costretto ad emigrare in Inghilterra per motivi religiosi, tenne segreta la scoperta del forcipe per ben 125 anni. L’uso del forcipe era tramandato di padre in figlio.

Nel 1670, Ugo Chamberlen portò il forcipe a Parigi per farlo conoscere e in tale occasione incontrò Mauriceau, che così descrisse l’incontro
“… Dichiarai l’impossibilità di far partorire questa donna a tutti gli assistenti che mi pregavano di estrarle il figlio dal ventre con il taglio cesareo; operazione che mi rifiutai di praticare, sapendo sicuramente che sarebbe stata mortale per la madre. Ma dopo che ebbi lasciato la donna in quello stato, arrivò un medico inglese di nome Chamberlen, che si trovava allora a Parigi e che per una tradizione tramandata di padre in figlio, nella città di Londra, da tempo aveva raggiunto fama di grande ostetrico. Quando vide la donna nello stato che ho detto, e avendo saputo che non avevo trovata alcuna possibilità di farla partorire, affermò di essere stupito che non ne fossi venuto a capo, poiché di me si diceva che ero l’uomo più abile in tutta Parigi.
Promise di farla partorire senza alcun pericolo in meno di un quarto d’ora, qualunque fossero le difficoltà che avrebbe potuto incontrare…dovette faticare per oltre tre ore senza mai smettere se non per riprendere fiato…e vedendo che la poverina stava per spirare nelle sue mani, fu costretto a rinunciare.

Fu anche costretto ad ammettere che era impossibile, come avevo dichiarato.
Quella povera donna morì con il suo bambino nel ventre 24 ore dopo le terribili violenze cui l’aveva sottoposta Chamberlen e dall’apertura che le praticai nel corpo, ricorrendo al taglio cesareo dopo la morte, trovai la matrice (utero) tutta strappata e in più punti bucata dallo strumento di cui questo medico si era ciecamente servito, senza la guida della mano.
L’esperienza di questo parto increscioso disgustò questo medico a tal punto che pochi giorni dopo se ne tornò in Inghilterra, rendendosi conto che a Parigi c’erano persone più abili di lui nell’arte di fare partorire. Ma prima di ripartire per Londra mi fece visita a casa, per complimentarsi con me per il mio libro sui parti, che avevo dato alle stampe ormai da due anni. Chamberlen fece tradurre quel libro in inglese, nell’anno 1672, dopo la quale traduzione ho acquisito anche in Inghilterra un’alta fama nell’arte di far partorire…

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