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Le origini della Chirurgia

Non poteva esserci una chirurgia vera e propria senza i disinfettanti..

Anche nel giuramento di Ippocrate, il grande maestro lascia “agli specialisti” l’arte di intervenire con il ferro.
Questo voleva semplicemente dire che il medico non si abbassava ad interessarsi ad aspetti tecnici più da “barbieri” che non da “ Maestri “. E’ stato per tanto tempo proprio così.
Erano proprio i barbieri, quelli che tagliavano barbe e capelli , che si occupavano di fare i “chirurghi”.
Non bisogna comunque dimenticare che grandi medici furono anche chirurghi come quel padre della chirurgia Ambroise Paré, che era un chirurgo-barbiere.
D’altra parte che voleva dire fare il chirurgo fino ad Ambroise Paré ? Voleva dire fare solo poche cose rispetto al campo enorme degli interventi che sono possibili ai nostri giorni.

Praticamente si trattava della chirurgia dei traumi,del salasso,della laringotomia, pratica da attuarsi urgentemente nei casi di soffocamento,della paracentesi ( svuotamento terapeutico di una raccolta liquida,patologica,da una cavità naturale dell’organismo ),della litotomia (estrazione chirurgica dei calcoli vescicali), della cura di emorroidi e delle fistole, del prolasso uterino, dei tumori visibili e poco altro.
Gli Strumenti erano pochi e semplici.
I taglienti erano costituiti da coltelli, forbici,scalpelli e seghe. Poi le pinze e i forcipi,gli specilli e le sonde. Infine aghi,trapani e cauteri di diverse forme.
Nella Chirurgia Araba il bisturi diventa un cauterio, quindi oltre a tagliare, emostatizza, evita le emorragie coagulando e chiudendo i piccoli vasi, ma gli interventi sono sempre quelli.

I Bizantini curavano il cancro dell’utero e della mammella con il coltello ( Paolo D’Egina 600 d.C.).
Celebre è il racconto dell’ estrazione di una freccia dal collo, dove il chirurgo raccomanda di sbrigliare ampiamente,di scoprire e legare a doppio tutti i vasi circostanti. Paolo D’Egina descrisse anche il taglio dell’ernia inguinale accoppiato alla castrazione,operazione che si fece poi per tutto il Medioevo.
Tra i chirurghi medioevali vanno ricordati Ugo e Tedorico dei Borgognoni ( 1258 - ? ) ( 1205 – 1298 ) padre e figlio.
Essi proclamarono fortemente che il PUS allungava la guarigione delle ferite e non era né “ bonus” né “ laudabilis “ come invece sosteneva la scuola salernitana.
Bisognava invece tenere la ferita pulita con vino e stoppa.
La chirurgia e soprattutto la Grande Chirurgia, cioè quella degli interventi ad alto rischio sempre incontrava ed incontrerà fino alla 2^ metà del 1800 due ostacoli insormontabili, l’infezione e il dolore.

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