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La Nostalgia

La Nostalgia, una delle malattie del soldato..

Accanto alle malattie obiettivamente diagnosticabili, i militari presentavano anche altri tipi di malessere chiaramente di origine psichica o psicologica, ma difficilmente documentabili. Facevano parte di questo gruppo la nostalgia, la pazzia e la simulazione.

Secondo Chamberet, per tutti gli eserciti a memoria storica, la “nostalgia” o mal del paese era non meno micidiale che il tifo e la si poteva considerare endemica fra i militari.

Già nell’antica Grecia l’aria della Beozia non faceva così bene all’equilibrio psichico del soldato come quella di Atene, e numerosi generali e medici militari del passato attestano l’ineluttabilità della malattia nostalgica e la sua gravità.

Il Larrey nelle sue memorie sulla campagna d’Egitto narra che in mezzo agli orrori della peste, la nostalgia venne “ ad assalire i prodi ed intrepidi soldati di S. Giovanni d’Acri e ne rese più micidiali gli effetti”.
Nel 1831, il 21° reggimento di fanteria leggera dell’esercito francese, stanziante in Morea, accolse fra le sue fila, un gran numero di soldati corsi, di cui molti morirono di nostalgia nell’ospedale di Navarrino. Trecento Alemanni inviati, nel 1765, a Cajenna, furono ridotti, in meno di due mesi, a tre soli individui.

In Italia, nel 1812, secondo i quadri nosologici, vi furono 171 casi di nostalgia e dei 126 ricoveri nell’ospedale di Mantova, 26 morirono.

La definizione di nostalgia rimane vaga.
In un rapporto del 1813 si legge: «..un numero considerevole d’infelici che senza apparenti malattie, muoiono di consunzione dopo più e più mesi di soggiorno nell’ospedale dove attendono la morte, quasi direi chiedendola con l’invincibile nostalgia, da cui la maggior parte sono affetti..»

La situazione del soldato non era psicologicamente delle migliori. Molti non si erano mai allontanati da casa, erano costretti ad un servizio obbligatorio senza possibilità di vedere soluzioni alternative, li aspettava la morte in combattimento o ferite gravi che li avrebbero marchiati per il resto della vita…Negli eserciti rivoluzionari in cui un’idea di libertà ispirava la condotta del soldato, la nostalgia era rara, ma negli eserciti regolari, la depressione spesso li spingeva al suicidio o ad uno stato di nostalgia. Una scappatoia ed una cura potevano essere un congedo temporaneo o un breve permesso di tornare a casa, allora miglioravano e talvolta guarivano.

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