Nel 1550, a complicare la vita dei chirurghi, erano comparse le armi da fuoco.
Le gravi ferite provocate dalle armi da fuoco, per il loro carattere particolarmente distruttivo e demolitivo erano estremamente difficili da trattare e costituivano un vero problema per i chirurghi al punto che fecero pensare erroneamente per almeno due secoli che fossero “ avvelenate “.
Le pallottole penetrate all’interno dei tessuti con corpi estranei di accompagnamento, straccetti di stoffa, schegge, frammenti delle corazze ecc.provocavano lacerazioni minute di cute, muscoli, ossa, con conseguente successiva cancrena.. Si credeva che la polvere nera o pirica “ avvelenasse” il proiettile e di conseguenza anche la ferita.
La cura consisteva nell’usare il ferro rovente o in alternativa l’olio bollente allo scopo di distruggere il veleno entrato nella lesione.
La ferita poi doveva suppurare in maniera da “ sputar “ fuori il “ veleno “.
Storia della medicina
Pubblicato
in: Storia della Chirurgia
Le ferite da arma da fuoco
Nel 1550, a complicare la vita dei chirurghi, erano comparse le armi da fuoco...Le categorie della guida
- Antiche Scuole (2)
- Curiosità (15)
- Frasi famose (11)
- Malattie ed Epidemie (4)
- Medicina e Guerra (4)
- Mostre, Musei... (14)
- Personalità di rilievo (16)
- Recensioni (15)
- Storia dell'Ostetricia (4)
- Storia della Chirurgia (9)
- Storia della medicina (7)
- Storia della Psichiatria (6)
- Terapie e Cure (9)
Ultimi interventi
-
05 Jan 2009
Gioacchino Taddei
-
28 Nov 2008
Louis Appia in Italia
-
26 Feb 2008
Chemioterapici
Paracelsa








