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Disinfettanti

I primi tentativi di igiene: Semmelweiss

Nel 1847, per la prima volta nella storia, abbiamo un esperimento importante, di una semplice “ disinfezione “ o meglio ancora, possiamo dire, operazione di igiene personale, messo in atto da Semmelweiss per combattere la febbre perperuale. Egli, giovane assistente alla maternità di Vienna, aveva notato che la mortalità era molto più elevata tra le pazienti ricoverate nel reparto frequentato da medici e studenti di medicina, piuttosto che non tra le donne di un altro reparto dove operavano solo levatrici. Intanto un amico e collega del Semmelweiss, il dr.Jacob Koletschka, feritosi durante un’autopsia morì, manifestando tutti i sintomi della febbre puerperale. Questo fatto fece intuire al Semmelweiss la soluzione del problema:

“ Le puerpere muoiono perché io e i miei colleghi nell’assisterle e gli studenti di medicina nel visitarle,le infettiamo portando a contatto dell’utero sanguinante la sostanza organica putrefatta,che rimane nelle nostre mani dopo le dissezioni anatomiche. Nella seconda divisione la mortalità è molto più bassa, perché lì ci sono soltanto ostetriche che non praticano dissezioni “. Fu allora prescritto a tutti coloro che dovevano visitare donne gravide o puerpere di lavarsi accuratamente le mani e di tenerle per dieci minuti in una soluzione di “cloruro di calce”.

Ma, malgrado il risultato positivo conseguente alle misure antisettiche adottate, Ignac Semmelveiss fu osteggiato e deriso e le proteste dei dottori che non volevano adeguarsi al nuovo sistema di lavarsi le mani furono così forti che venne licenziato e dovette lasciare l’ospedale di Vienna. Lavorò in altri ospedali dove insistette sugli stessi standard di pulizia, riscuotendo gli stessi risultati, riduzione delle morti in corsia e rivolta dei suoi colleghi.

I tempi non erano maturi. Perseguitato ed emarginato, “il medico dalle mani pulite” subì ogni sorta di angherie, dalla perdita del posto di lavoro sino all’internamento in manicomio, dove ebbe a patire maltrattamenti e percosse.

Ironia della sorte volle che anch’egli morisse di setticemia per una ferita ad un dito, vittima dello stesso morbo contro il quale tanto aveva combattuto.

Commenti dei lettori

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  • Maria Teresa Bindi

    01 Jan 2011 - 10:23 - #1
    0 punti
    Up Down

    Purtroppo i tempi “non sono mai maturi”. La diffidenza e la derisione per chi ha un approccio alla scienza medica anche semplicemente onesto sono sempre pronti,e la genialità viene ancor meno perdonata. Per lo più altri sono gli interessi che regolano le cure. Ippocrate è ormai un risibile medico alternativo.

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