Mi capita, spesso, di ricevere richieste di bibliografia ovvero di studi e fonti più appropriati per un determinato argomento, periodo storico, paese o territorio. Certe volte la questione che mi viene posta è se è più attendibile l’autore Tizio o l’autore Caio.
Ora, mentre per la storia moderna e contemporanea si fa notare la presenza di storici non proprio super partes (negazionisti ecc..) per il medioevo è più difficile trovare studiosi “faziosi” (per quanto qualsiasi storico è negli effetti sempre “parziale”) da stravolgere la realtà dell’accadimento storico.
Termine di paragone è l’accuratezza delle note e delle bibliografie; l’autore deve dimostrare di aver consultato le fonti e di non essersi affidato al lavoro altrui (per quanto riuscire a reperire tutte le fonti esistenti è improbabile). Ed è in tal modo che si può legittimamente affermare che i medievisti sono mediamente attendibili, nel senso che le ricostruzioni del medioevo, in base all’analisi ragionata delle più diverse testimonianze, sono accurate e degne di rispetto.
Mentre per certi fatti di storia recente pare di trovarci di fronte a sceneggiatori di soap opera o booker di wrestling professionale, per il medioevo non esiste normalmente “finzione storica”.
(or. 18.05.2000 agg.)

Angelo Gambella








