Nei prossimi giorni approfondiremo la figura storica di Dante. Un evento, fra tutti, farà parlare i personaggi di quell’epoca: la cattività di Avignone.
Clemente V (Bertrando di Got), nacque a Villandraut. Divenne vescovo di Comminges nel 1295 e nel 1299 arcivescovo di Bordeaux.
Venne eletto papa nel capitolo di Perugia del 1305, la sua elezione fu assai problematica. I cardinali erano infatti divisi in due fazioni pressochè paritarie: quella anti-francese, che chiedeva il perdono dello ’schiaffo di Anagni’ (1303) subito Bonifacio VIII e quella filo-francese che proponeva un riavvicinamento a Filippo il Bello. Dopo undici mesi di elezione il partito anti-francese riuscì ad eleggere Bertrando che era stato vicino a papa Bonifacio… ma che era anche ben visto presso la corte di Filippo. Fin troppo schiacciato da peso del re francese, il papa malaticcio e inconcludente, nel 1309 stabilì ‘temporaneamente’ la sua residenza ad Avignone, città non direttamente dipendente dal regno di Francia, dando così inizio alla cosiddetta “cattività avignonese”.
Nel 1311-1312 presiedette il concilio universale di Vienne. Pressato dal re abolì l’ordine dei Cavalieri del Tempo accusato di gravissimi reati. Fondò le università di Perugia e Orléans. A lui si deve l’avvio delle Clementinae constitutiones. Morì vicino vicino Nimes nel 1314.
Dante è molto duro con lui, lo considera simoniaco in Inferno, XIX, 82-83 e lo chiama “pastor sanza legge“, rimproverandogli la sua sottomissione a Filippo IV (Purg., XXXII, 148-) fino ad accusarlo di aver ingannato Arrigo VII invitandolo con l’inganno in Italia (Par., XVII, 82).

Angelo Gambella








