Riporto il lancio ANSA e segnalo link per approfondimenti (in tedesco). Ringrazio gli amici della lista SNS (Storia_Normanno-Sveva at yahoogroups.com) per le conferme e precisazioni.
130 LETTERE RITROVATE ALLA BIBLIOTECA UNIVERSITARIA DI INNSBRUCK
(ANSA) - VIENNA, 18 LUG - (di Christine Maieron) - Scoperta storica
sensazionale nella città austriaca di Innsbruck, dove nelle
biblioteca universitaria sono state ritrovate copie di 130 lettere,
corrispondenze e scritti finora sconosciuti dell’imperatore Federico
II di Hohenstaufen (1194-1250), del figlio Corrado IV (1228-1254) e
di altre personalità dell’epoca del Sacro romano impero e del Regno
di Sicilia.
I documenti provengono dal convento certosino sudtirolese Monte degli
Angeli (Allerengelberg) e sono in possesso della biblioteca
universitaria di Innsbruck già dal ‘700. Il codice in pergamena poco
appariscente, di piccolo formato e dal titolo che trae in
inganno ‘Notule rhetoricales diverse’ (diverse note retoriche) e’
stato ora scoperto per caso dall’ex direttore pensionato della
biblioteca, Walter Neuhauser, e dallo storico Josef Riedmann, esperto
in storia medievale di Innsbruck.
”L’emergere di una tale quantità di nuove fonti di alto livello dal
Medio Evo e’ estremamente raro e un vero colpo di fortuna”, ha detto
Riedmann, secondo il quale il valore storico del ritrovamento e’
paragonabile a quello della mummia del cacciatore preistorico Oetzi,
il cosiddetto ‘Uomo di Similaun’.
Lo studio dei testi, ha spiegato, permetterà di allargare
notevolmente le conoscenze sul tardo periodo del Regno degli
Hohenstaufen e in particolare sul breve regno di Corrado IV (1250-
1254). La suo biografia sara’ ora da riscrivere - ha aggiunto - in
quanto con la nuova scoperta i documenti conosciuti su questo
personaggio storico sono triplicati.
I documenti mostrano che Corrado manteneva rapporti diplomatici con
il Papa, con l’imperatore bizantino, con i re d’Ungheria, Francia,
Castiglia, Inghilterra, Navarra e con il Doge di Venezia.
La maggior parte delle lettere e dei mandati concerne tuttavia il suo
regno nel sud d’Italia: dai testi emerge tra l’altro che cercò con
veemenza di domare la resistenza contro il suo avvento al potere.
Ma non tutti i documenti ritrovati hanno un contenuto politico in
senso stretto: essi illustrano anche misure economiche come
l’ampliamento dei porti di Barletta e di Salerno, la disposizione di
mantenere in buon stato i ponti o l’ autorizzazione a costruire un
mulino. L’imperatore sbrigava anche corrispondenza puramente
burocratica e amministrativa: un proprietario, per esempio, ricevette
dalla sua cancelleria l’autorizzazione a collegare due case in una
strada secondaria con un arco.
Oltre ai testi di Federico II e Corrado IV nel codice di Innsbruck si
trovano anche lettere di diversi Pontefici, del Re di Gerusalemme,
del Sultano d’Egitto e di altri sovrani dell’epoca.
Finora si puo’ pero’ soltanto speculare come i testi, copie risalenti
al 1300 degli originali andati perduti, siano finiti nel convento
sudtirolese fondato nel 1327. Per Riedmann sembra ipotizzabile che i
testi facessero da modelli stilistici per i monaci. Probabilmente il
copista aveva indirettamente accesso a testi custoditi nella
cancelleria di Federico e di Corrado.

Angelo Gambella









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