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L'affresco absidale di San Pietro a Tuscania

Presentazione dei risultati della prima fase delle indagini

ISTITUTO CENTRALE PER IL RESTAURO

COMUNE DI TUSCANIA

CURIA ARCIVESCOVILE DI VITERBO

L’AFFRESCO ABSIDALE DI SAN PIETRO A TUSCANIA

UN RESTAURO IMPOSSIBILE?

Presentazione dei risultati della prima fase delle indagini

L’Istituto Centrale per il Restauro (ICR) e il Comune di Tuscania presentano i risultati della prima fase del Progetto di Recupero dei frammenti dell’affresco absidale provenienti dalla chiesa di San Pietro a Tuscania. Alla presentazione che si svolgerà martedì 12 dicembre 2006 alle ore 16 presso la Biblioteca Comunale, Sala Conferenze, Piazza Francesco Basile -Tuscania, parteciperà il Sindaco di Tuscania Alessandro Cappelli e il Direttore dell’ICR Caterina Bon Valsassina.

Il tragico terremoto del 6 Febbraio 1971 mutilò gravemente l’affresco absidale della Basilica di San Pietro, datato tra la fine dell’ XI e la prima metà del XII secolo, il più antico e famoso della chiesa. La scossa sismica provocò il crollo totale della calotta la grande “Ascensione di cristo” e cadute parziali dell’abside con i dodici apostoli e dall’arco trionfale.

I frammenti dell’affresco recuperati nei giorni immediatamente dopo il sisma furono sistemati in cassette e trasportati a Roma per essere ricomposti nei laboratori dell’ICR, ma il tentativo fu presto abbandonato a causa della ridotta dimensione e della fragilità del materiale che non né consentì all’epoca la ricomposizione.

Le recenti esperienze dell’ICR nella ricostruzione delle volte della basilica di San Francesco di Assisi, crollate nel terremoto del 1997, e la disponibilità di nuove tecnologie informatiche hanno indotto a riaffrontare lo studio dei frammenti dell’affresco di Tuscania.

Nell’agosto 2006 ha avuto inizio lo studio di fattibilità, finanziato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e diretto dall’Istituto Centrale per il Restauro. Ulteriori partner del progetto sono il Comune di Tuscania, che collabora alla organizzazione della giornata odierna, e la Curia della diocesi vescovile di Viterbo, che ha consentito di allestire il laboratorio dei frammenti nella chiesa non officiata di S. Agostino. Il Progetto di studio prevede anche la realizzazione di un test di applicazione del sistema informatico sviluppato e impiegato con successo per la ricomposizione dei dipinti murali frammentari del Mantenga provenienti dalla cappella Ovetari a Padova.

In questa giornata di informazione sono quindi presentati i primi risultati dello studio di fattibilità, basato sia sulle ricerche d’archivio, fotografiche e documentarie, che su concrete prove di ricomposizione di questo dipinto che costituiva il fulcro della chiesa di S. Pietro e uno dei pochi esempi superstiti di pittura murale romanica nell’Italia centrale.

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