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Iwo Jima, 19 Febbraio 1945

Bagno di sangue sull’isola solforosa

La corazzata New York bombarda Iwo Jima

Località

Isole Volcano, a metà strada tra le Marianne e il Giappone, Pacifico Centrale.

Guerra e Campagna

Seconda Guerra Mondiale, 1939-45.

Campagna del Pacifico, 1941-45.

Comandanti Rivali

Stati Uniti: ammiraglio Chester William Nimitz, comandante in capo dell’area del Pacifico.

Giappone: tenente generale Tadamichi Kuribayashi, comandante della guarnigione sull’isola.

Obiettivi

La conquista di Iwo Jima da parte statunitense era fondamentale per la campagna di bombardamento strategico sul Giappone. La piccola isola, infatti, era necessaria come base avanzata per i bombardieri e i caccia di scorta.

Forze in Campo

Stati Uniti: V Flotta (Spruance) con 3 divisioni del V Corpo Anfibio (Schmidt).

Giappone: circa 23.000 uomini in postazioni difensive fortificate.

Perdite

Stati Uniti: 6.503 morti, oltre 18.000 feriti.

Giappone: tutti morti (compreso Kuribayashi) tranne un migliaio di prigionieri, molti dei quali gravemente feriti.

Risultati e Conseguenze

Lo sbarco avvenne il 19 febbraio, dopo oltre 2 mesi di massicci bombardamenti. Nonostante questo, la lotta per la conquista dell’arida isola fu terribile a causa dell’eroica quanto fanatica resistenza giapponese. Alla fine la vittoria arrise agli statunitensi (26 marzo), anche se le pesanti perdite colpirono negativamente l’opinione pubblica.

Nei mesi successivi, l’atterraggio a Iwo Jima di 2.400 bombardieri B-29 Superfortress danneggiati, che altrimenti sarebbero andati perduti nella acque dell’oceano, permise di salvare la vita ad oltre 24.000 aviatori.

Fonti Fotografiche

U.S. Navy/Archivio Mazzanti

Ultimo Aggiornamento: 19/04/2009