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Gallipoli, 25 Aprile 1915

Niente di nuovo sul fronte meridionale

Località

Penisola di Gallipoli (Turchia).

Guerra e Campagna

Prima guerra mondiale, 1914-18.

Campagna di Gallipoli, 1915-16.

Comandanti Rivali

Alleati: generale Sir Ian Standish Monteith Hamilton, comandante della Forza di Spedizione del Mediterraneo, sostituito nell’ottobre 1915 dal generale Sir Charles Monro.

Impero Ottomano: generale Liman von Sanders, comandante della V Armata.

Obiettivi

Considerati falliti i tentativi navali di forzare lo stretto dei Dardanelli, il comando alleato decise di procedere con un attacco terrestre, ma, in previsione di uno sbarco nemico, il comando turco aveva rinforzato le difese della penisola.

Forze in Campo

Alleati: complessivamente furono impegnati poco meno di 500.000 uomini.

Impero Ottomano: circa 500.000 uomini.

Perdite

Alleati: circa 250.000 in totale di cui oltre 45.000 morti (25.000 britannici, 10.000 francesi, 7.300 australiani, 2.400 neozelandesi, 1.700 indiani).

Impero Ottomano: oltre 250.000 in totale di cui circa 87.000 morti.

Risultati e Conseguenze

I primi sbarchi ebbero luogo il 25 aprile, ma non ebbero pieno successo a causa delle difese nemiche, dell’impervio terreno e dell’incapacità dei comandanti alleati di sfruttare le occasioni favorevoli.

Il 6 agosto furono effettuati nuovi sbarchi più a nord, per tentare di aggirare le difese turche, ma ancora una volta non furono sfruttati a dovere. La situazione di stallo e l’alto numero di perdite convinsero il comando alleato che la partita era persa.

La campagna fu caratterizzata da una conduzione fallimentare da parte degli alti ufficiali alleati e dall’eroismo dei soldati di entrambi gli schieramenti.

L’evacuazione delle truppe, invece, fu un modello di efficienza e fu portata a termine la notte tra l’8 e il 9 gennaio 1916.

Tra i comandanti turchi si segnalò per capacità e coraggio l’aggressivo Mustafà Kemal, futuro presidente della Turchia.

Ultimo Aggiornamento: 20/05/2001