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Down, down Saddam!

La dittatura irachena al capolinea

L’improvvisa quanto tempestiva scomparsa del ligio ministro dell’informazione, Mohammed Saeed al-Sahaf, aveva già da questa mattina fatto intendere la condizione disperata in cui versava il regime di Saddam Hussein.

A partire dal primo pomeriggio nel centro di Baghdad la situazione ha rasentato l’incredibile: mezzi corazzati americani Abrams e LVTP7 quasi ovunque, mentre la popolazione è scesa per le strade con intenzioni tutt’altro che ostili, addirittura inneggiando al presidente degli Stati Uniti, ora più popolare in Iraq che nella vecchia e pacifica Europa.

Nel weekend appena trascorso, uno degli inviati RAI in Medio Oriente, Stefano Tura, aveva presentato uno sconcertante servizio sugli esuli iracheni, inneggianti al raìs e pronti a tornare in patria per combattere gli odiati angloamericani. Oggi, non appena in piazza del Paradiso l’enorme statua bronzea di Saddam è precipitata tra la folla festante e un po’ incredula, alcuni fuoriusciti hanno ammesso di essere pronti a rientrare, ma per uccidere gli irriducibili del regime morente.

Grande sarà lo sconforto di certi “liberi pensatori” che hanno sperato fino all’ultimo in un bagno di sangue per gli “invasori” come a Stalingrado, Bush come Hitler e Franks come Paulus, senza badare al disastro che avrebbe potuto provocare un simile scenario alla malferma economia globalizzata d’inizio millennio.

Secondo il generale Vincent Brooks, portavoce del Centcom, la guerra non è ancora definitivamente conclusa, poiché sono ancora presenti sacche di resistenza dei fedelissimi di Saddam nella capitale e nel resto del paese, in particolare a Tikrit, città natale del despota mesopotamico. La prudenza è quindi d’obbligo in simili frangenti.

Comunque, in appena una ventina di giorni l’operazione Iraqi Freedom ha raggiunto uno degli obiettivi principali, far crollare il dittatore iracheno e la sua cricca. Pertanto, a nostro avviso la campagna militare rientra di diritto nella categoria delle “guerre lampo”.

E pensare che, appena una decina di giorni fa, parlare di “blitzkrieg” in Iraq era fonte di battute sarcastiche da parte dei soliti ben informati…

Fonti Fotografiche

n.d.

Ultimo Aggiornamento: 10/04/2003