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  • Anna Paquin

    Nata in Canada il 24 luglio 1982 e cresciuta in Nuova Zelanda, nel 1993 conquista l’oscar come migliore attrice non protagonista, ha 11 anni ed è una graziosa bimba con gli occhi marroni e le mani tremolanti, quasi incapace a dire grazie.

  • Katyn

    Il titolo e la locandina non mi avevano entusiasmato, avevo l’impressione che fosse incentrato solo sulla guerra ma nel leggere la trama fuori dal cinema ho compreso che c’era qualcosa di più.

  • Due partite

    Donne che si raccontano amori e tradimenti, che idealizzano la maternità, la vita e i problemi del matrimonio, litigano, ridono e parlano con complicità ed un velo di cinismo.

  • Irina Palm

    Irina Palm, una donna, una piccola e semplicissima donna che, nonostante la sua età, cambia con grinta e si reinventa.

  • Il cacciatore di aquiloni

    Che dire di un film di una tale intensità e sconvolgente verità, parrebbe che ogni parola aggiunta sia di troppo e che ogni lacrima versata sia una sua giusta collocazione.

  • La banda

    Quel pizzico di ironia che ci prende la mano e consentendoci di andare oltre la sottile linea della prima apparenza. Mostrandoci con modi gentili un mondo che altrimenti non avremmo mai potuto conoscere.

  • Into the wild

    Ho visto il film con un certo ritardo e, a dire il vero, forse avrei fatto meglio a non vederlo, perché mi ha preso la passione e la nostalgia, inoltre tutta la sofferenza dell’età adulta che ormai con occhi disillusi vede indietro la propria giovinezza e coltiva con fare ammiccante quella dei propri figli.

  • Persepolis

    E’ un film di animazione che racconta la storia dell’Iran dalla caduta dello Scià passando attraverso la rivoluzione islamica con una narrazione storico-autobiografica di una donna, Marjane Satrapi.

  • Lussuria, seduzione e tradimento

    Un film che nel suo primo approccio appare un romanzo di una vita quasi borghese con i limiti ed i disagi della guerra, giovani studenti dal fervore patriottico, goliardici ed uniti affettuosamente dall’idealismo.

  • Caos Calmo

    Ho voluto vedere “Caos Calmo” per il suo titolo, per quelle due parole che formano un ossimoro, un caos non può dare la sensazione di calmo, così anche un calmo non ha proprio l’essenza del calmo ma rendeva benissimo l’idea appena si prendevano le due parole e le si ponevano nel giusto contesto, dentro di noi.

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