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Sheila Dixit

Sheila Dixit ha appena compiuto settant’anni, è una donna minuta con gli occhiali dalla spessa montatura scura e i capelli bianchi avvolti uno chignon dietro la testa, alle cerimonie pubbliche appare sempre in sari beige.

Nella sua carriera politica ha rappresentato l’India alla commissione sulla condizione femminile delle nazioni Unite ed è stata più volte ministro del governo, dal 1998 è al governo di New Delhi come sindaco di una megalopoli di 14 milioni di abitanti alle prese con problemi immensi, dall’inquinamento all’aumento della povertà.

Passerà alla storia per la rivoluzione che ha introdotto nella sua città, per decenni la qualità della pubblica amministrazione era considerata indegna, corruzione, inefficienza e parassitismo, piaghe di cui gli indiani si lamentano spesso. La sua rivoluzione si chiama Bhagidari che in hindi vuol dire partneraiato cioè cooperazione. La Dixit ha stabilito un diritto di accesso delle associazioni di cittadini ai loro amministratori, e una simmetrica trasparenza dei burocrati che comporta obblighi precisi. Una volta al mese, ogni pubblico ufficio è tenuto a ricevere una delegazione di cittadini se questi ne fanno richiesta, oltre ad ascoltare lamentele, proteste e suggerimenti, gli uffici devono fornire informazioni attendibili, pubblicare rapporti sui progressi compiuti e versare i finanziamenti per le opere concordate con i cittadini controllori.

La nuova carta dei diritti dei cittadini ha fatto fiorire una moltitudine di associazione di quartiere, chiamate Residents Welfare Associations e collaborano con l’amministrazione per risolvere problemi quotidiani.

Inoltre ha stabilito con una nuova normativa municipale sul pagamento delle ditte che fanno lavori pubblici in appalto: il comune non paga i suoi fornitori finchè non ha ricevuto un nullaosta dalle associazioni dei residenti, se i cittadini non sono contenti del lavoro, l’appalto non viene pagato.

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