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Lucia Nicolai

Lucia Nicolai, 37 anni, è responsabile editoriale di Qoob, lavora a Milano, specializzata nella produzione di contenuti di breve formato di animazione, commedia e documentari.

Qoob in realtà non ha nessun significato particolare se non l’assonanza alla parola cube e al senso di tridimensionalità, il richiamo con le due “oo” di google e di yahoo quindi un nome familiare per il popolo di internet. Nata come una rete televisiva, oggi è accessibile su internet da tutto il mondo, in italiano ed in inglese, ed apre le porte alla produzione di contenuti televisivi delle nuove tecnologie, telefonini, webcam e programmi di editing che ti permettono di fare dei film da casa.

Lucia si occupa di selezionare i contenuti, è un lavoro quotidiano di ricerca e di monitoraggio del web: visione dei corti che vengono caricati dagli utenti, sia audio che video, e poi una lunga e certosinica ricerca tra i link, blog e i social network, guardare i Dvd dei distributori o produttori che le vengono recapitati.
Un lavoro faticoso che comporta anche delle grosse soddisfazioni, reperire un buon video e darne un risalto importante è sempre frutto di una lunghissima ricerca, però consente di trovare nuovi emergenti nel campo della televisione.

Per i giovani non ci sono formule particolari, oggi sono molto diversi l’uno dall’altro, il gusto è in perenne evoluzione, anche il nuovo modo con cui fare televisione è cambiato, oggi si sfruttano più piattaforme, si diffonde un concept sia su internet che in TV, al cinema o sul cellulare, declinando i prodotti in modi differenti ma tutti riconducibili alla stessa casa madre, come un segno stilistico di riconoscimento.

Lucia in una recente intervista identifica perfettamente il progetto di Qoob che cammina con lei e la sua determinazione a farne una televisione del domani e soprattutto dei giovani: “è nato con un approccio sperimentale, in un mondo mediatico dove la concorrenza non è più fra i canali tv o fra programmi, ma fra un canale tv e un sito internet, fra sito internet e playstation, fra playstation e i-pod, fra programma tv e sms fra amici. Questo vale soprattutto per il mercato dei ‘giovani’, tanto effimero nei gusti quanto estremamente ricettivo verso i nuovi trend e superveloce nell’appropriarsi dei propri spazi.

I giovani sono abituati a surfare in internet, hanno una soglia di attenzione bassissima, proprio come internet ti abitua a fare. E soprattutto sono abituati a scegliere da soli quello che vogliono vedere. Per questo hanno bisogno non tanto di un mass-media quanto di un personal-media, che sia con loro potenzialmente in ogni momento. Il nostro è stato un approccio da ‘snack culture’ come l’ha definita Wired magazine a inizio dell’anno.

In questo senso, abbiamo creato Qoob, un progetto televisivo che aveva nel sito internet il suo hard-core e che poi abbiamo declinato in TV (sul digitale) e sul mobile. A tutt’oggi, stiamo distribuendo QOOB su varie piattaforme online, con canali dedicati e brandizzati. E per rendere il progetto sempre più “ 360” come definiscono questo genere di cose gli americani, sicuramente ci saranno occasioni di ulteriori sviluppi futuri.”

Lucia ha le idee estremamente chiare, per il futuro vede la possibilità di dare sempre più spazio ai contenuti “ dal basso”, ovvero quelli degli utenti e dare una bella scossa alle logiche produttive standard che oggi riempiono il mercato televisivo, per questo prevede di richiedere agli utenti una produzione a tema, selezionando il lavori migliori e ricompensati con premi in denaro caricati sull’account di paypal.

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