Samia Yaba Nkrumah

Samia è una splendida 48enne, candidata parlamentare nella regione di Jomoro, nel sud ovest del Ghana. Per l’Africa ha un sogno e non soltanto politico, si dice che sia soltanto all’inizio, potrebbe tentare la scalata alla presidenza.

In ogni villaggio ci sono le stesse scene di entusiasmo al suo arrivo, Samia è una donna sorridente, un volto solare e tanta voglia di lavorare per la nazione e per il popolo del Ghana. Dopo aver vissuto a lungo a Roma con Michele, suo marito, è tornata nella stessa regione in cui nacque il padre, vicino al confine con la Costa d’Avorio.

Figlia di Kwame Nkrumah, l’uomo che nel 1957 emancipò la sua nazione dal dominio coloniale, un sogno che durò meno dieci anni e che terminò per volere della CIA con un colpo di stato militare nel febbraio del 1966. Samia vive in esilio con la madre ed i fratelli fino al 1975, anno in cui rientra in Ghana, seguirono anni da adolescente ad Accra e poi la partenza per altre destinazioni Europa ed Egitto, gli studi e il suo lavoro di giornalista.

Oggi intende riprendere l’eredità politica del padre candidandosi ad un seggio in parlamento, vuole dare il suo contributo al paese e perseguire la visione politica di Nkrumah, il simbolo che diede forza all’ideale di un Africa unita. Ogni giorno questa donna scopre qualcosa di nuovo, riannodando i fili della memoria ma, ciò che le interessa è conoscere i piccoli villaggi di contadini e pescatori, vuole capire il suo paese, la gente comune, la sua priorità è l’alfabetizzazione, non si può parlare di riforme, di Unione Africana se non garantiamo un’educazione di qualità ai giovani.

Suo padre non parlava solo di Africa unita ma di neri uniti nel mondo, era e rimane un sogno culturale ma, nell’era di Obama forse è possibile iniziare a pensarlo.

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