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STOP femminicidio

La cronaca allinea storie di violenze, stupri ed omicidi a carico di donne, in ogni provincia italiana. Pagine locali che raccontano dei processi e dei rinvii a giudizio, della difficoltà di trovare i colpevoli di stupro, parlano di reati contro la donna, ma c’è qualcosa di nuovo sul fronte delle violenze, gli uomini incominciano a riflettere sulle loro responsabilità.

C’è un documento del Viminale che segnala un aumento drammatico degli omicidi in famiglia, dal 14,3% del 2005 al 24,7% nei primi mesi del 2008, e indica senza troppe possibilità di errore, che gli autori sono i partner, poiché la violenza si esercita di norma dal più forte verso il più debole. Uomini dunque. Solo protagonisti in negativo o solo distratti osservatori di questo dilagare di violenza di genere? La riflessione viene affrontata con appello firmato nel 2006 da un gruppo di uomini, che sosteneva una cosa davvero importante: questa violenza ci chiama in causa.

Come si comportano i medici, i giudici e i poliziotti, quando una donna impaurita sostiene di essere caduta dalle scale, c’è qualcuno che cerca di capire se è davvero andata così?
Il pericolo è pensarsi innocenti e attribuire la violenza ad alcune categorie sociali o etniche sull’onda della sicurezza urbana, bisogna invece interrogare la dinamica delle relazioni, perché la violenza è la premessa di uno squilibrio importante tra i sessi.

Ci sono molti gruppi al maschile, in molte città, che si incontrano e lavorano nelle scuole o nei corsi delle forze dell’ordine, ma diffida dei media e della politica istituzionale, il problema è di essere associati allo stereotipo dell’uomo buono che prende distanza dalla violenza ma, ora bisogna andare oltre la gabbia del maschile, molti incontri con le donne ed il femminismo su tutti i temi: paternità, corporeità e sessualità.

L’Udi ( Unione Donne in Italia) ha organizzato la staffetta contro la violenza, un’anfora che parte da Niscemi in Sicilia e che attraversa tutte le regioni ed entra in molte città, al cui interno potranno essere inseriti i messaggi delle donne, ed arriverà a Brescia il 25 novembre 2009.
Ancora per pochi giorni si troverà nel Lazio ma dal 28 marzo entrerà in Abruzzo, alla staffetta collaborano molte donne, tutte indipendentemente dalla loro appartenenza politica, vi hanno aderito associazioni contro la violenza e culturali, casalinghe, ministre , commercianti e fotografe, perché niente è più legante dell’appartenenza al genere femminile.

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