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Mucca da latte

Cresce negli Stati Uniti, la rivolta contro un antiquato strumento di tortura femminile: la pompa tiralatte; surrogato della balia per le mamme che non possono o non vogliono allattare ma, che diffidano delle formule in scatola e credono nell’allattamento.

Questi arnesi dovrebbero rendere possibile il compromesso tra il bisogno di rientrare al lavoro e la protezione alla salute del bambino. Il latte materno è, almeno nei primi sei mesi, il cibo migliore per il neonato, così dilaniate tra il lavoro che non aspetta e il bebè, molte donne si appiccicano la ventosa della pompa ai capezzoli e si mungono.

Il latte estratto sarà disponibile nel biberon in frigorifero, per essere somministrato da chiunque: nonna, padre, zia e baby sitter. In america il 75% delle donne che lavorano devono tornare in ufficio nelle due settimane successive al parto o perdono il loro posto di lavoro, la pompa sembra offrire la soluzione. Allattamento naturale senza presenza fisica.

Qualcuna si ribella, si rendono conto del dramma di essere una cosiddetta mamma moderna, alla quale viene richiesto tutto, dall’essere una nutrice con le mammelle turgide di latte e in contemporanea una donna emancipata che esce tutte le mattine per recarsi al lavoro. Un esagerazione impossibile da sostenere, in cui viene negata alla donna la possibilità di una scelta di maternità tranquilla e pienamente vissuta.

I figli crescono anche con il latte artificiale e tenerli fra le braccia è il momento per fissare il rapporto affettivo ma non sarebbe meglio lasciare alla donna la scelta, se tornare al lavoro o crescere i propri figli in tutta serenità, altrimenti ci sarà sempre una sottile convinzione, condivisa dai due sessi, che nascere maschi abbia un suo vantaggio.

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