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Intervista a Banana Yoshimoto (introvabile!!!)

Per capire meglio la sua personalita’, ho scelto i passi piu’ salienti di un’intervista alla Yoshimoto fatta nientepopodimenoche … da Giorgio Amitrano,il suo piu’ famoso traduttore. Godetevela!


Tokyo, Keyo Plaza Hotel

[…]


Giorgio Amitrano
: C’e’ una cosa che mi ha semre incuriosito e che non ti ho mai chiesto. So che ricevi molte lettere dall’Italia […] Sono simili a quelle che ricevi dai lettori giapponesi?


Banana Yoshimoto
: Sono molto diverse. I giapponesi mi raccontano la loro vita, gli italiani scrivono le loro impressioni sui miei libri. Mi sembra una differenza molto forte. Non so da cosa dipenda. Forse gli italiani hanno un senso piu’ chiaro della loro personalita’, di chi sono, e non raccontano ad una persona che non conoscono della loro vita, dei loro dispiaceri. Commentano i miei libri. Mi sembrano molto interessati al lato estetico della mia scrittura, al senso della bellezza. Comunque le lettere che mi colpiscono maggiormente sono proprio quelle che mi arrivano dall’Italia. I lettori giapponesi sono piu’ interessati al contenuto, ai rapporti tra i personaggi, gli italiani alla bellezza e alla vita in se’. Quindi e’ una differenza molto forte.

Si, anche a me dicono spesso che nei tuoi libri li colpisce moto la bellezza delle descrizioni. Le immagini della natura: albe, tramonti, ma anche i paesaggi urbani della Tokyo contemporanea.La tua e’ una scrittura molto visiva. Un’altra caratteristica che colpisce i lettori e’ il “pensiero positivo”. Sebbene i tuoi romanzi non siano affatto consolatori, lasciano sempre una sensazione di speranza. Anche se sono costellati di morti e tragedie. Forse e’ difficile fare una previsione del genere, ma pensi che continuerai su questa strada? A indicare questa luce alla fine del tunnel?

Credo di si. Credo di essere nata con questa tendenza. Fa parte di me, anzi ptrei dire che e’ il centro, la base, della mia natura. Sento spesso il bisogno di raccontare storie di disperazione, ma non credo di poterle concludere in modo disperato. Quello che mi interessa di piu’ e’ come le persone si comportano in un momento di crisi, come reagiscono quando succede qualcosa. Mi interessa come trovare una soluzione a questa crisi, recuperare la speranza. E’ quello che anch’io personalmente cerco nella vita. In questo non credo di poter cambiare. E poi ho cominciato a scrivere cosi’, e sarebbe strano se invecchiando cambiassi. Penso che disorienterebbe i miei lettori, soprattutto i giovani. Non vorrei cambiare.

Anche quando leggi preferisci i libri che finiscono con una nota di speranza, oppure da lettrice non hai la stessa esigenza?

Credo che i libri che amo di piu’ siano quelli dove anche dietro ad un finale tragico aleggia un senso di felicita’. Lo scrittore che amo di piu’ e’ Isaac B. Singer. L e sue storie sono terribilmente tragiche, disperate, ma c’e’ un senso di salvezza. Come sai, a me piace molto Dario Argento, e i suoi film sono pieni di morti, omicidi, pazzia, ma non mi sembra che esprimano una disperazione assoluta. Piuttosto mi sembra che facciano esplodere le potenzialita’ dell’essere umano.

[…]E lo studio dell’italiano?Continui a prendere lezioni da Alessandro?(Alessandro G. Gerevini, che ha tradotto in italiano Tsugumi, Sly e due racconti di Sonno profondo.

No, ultimamente abbiamo sospeso. Peccato, eravamo gia’ arrivati al passato prossimo!

Nei tuoi romanzi hai trattato temi come omosessualita’, transessualita’, incesto. In Strana storia sulla sponda del fiume la protagonista e’reduce da esperienze di sesso estremo. Pero’ la cosa che colpisce molti e’ la leggerezza, l’innocenza direi, con cui tocchi questi temi. Che rapporto c’e’ tra sesso e innocenza?

Almeno per quanto mi riguarda non credo che la questione sia il rapporto tra sesso e innocenza. E’ solo che secondo me il sesso non occupa un cosi’ grande spazio nella vita delle persone.Naturalmente penso che il sesso rappresenti una parte intima e profonda della vita di ognuno, ma non giudico assolutamente una persona dalla sua sessualita’.[…] Anche per quanto riguarda l’incesto, molti si sorprendono che lo abbia raccontato con tanta semplicita’. Ma e’ un fenomeno che esiste, e per quanto si tratti di un’esperienza limite, le persone che la vivono continuano a fare comunque la vita di sempre, a svegliarsi la mattina, a fare colazione […] Conosco persone che vivono questa realta’ , e per quanto possano soffrire, la loro vita quotidiana va avanti come quella di tutti. Fanno colazione, chiedono: Hai finito col bagno posso entrare io adesso? Eccetera. Quindi anche nel caso dell’incesto , non voglio raccontarlo focalizzando la vita di quei personaggi sono su quell’aspetto, anzi la cosa piu’ interessante e’ la coesistenza di queste due dimensioni.

[…]Qual’e’ il tuo rapporto con i grandi della letteratura giapponese di questo secolo?Per esempio, con Kawabata?

Mi piace moltissimo.

[..]Leggi le recensioni dei tuoi libri?

No, mai.