
Si racconta che un uomo fosse follemente innamorato di una leggiadra donna che sembrava l’alba felice di un soave mattino.Ma costei aveva un marito che adorava la terra dove lei camminava, e lei stessa amava moltissimo il suo giovane coniuge. Era pia, pura come l’acqua limpida delle sorgenti. L’uomo, che era attratto da lei, adopero’ tutte le astuzie per sedurla.Man mano che il tempo passava, pero’, perdeva ogni speranza.
Un giorno pero’ senti’ la passione ardergli nel cuore e penso’ di entrare in casa grazie all’aiuto del piccolo moro che lavorava presso il padrone di casa. Senza perdere altro tempo, l’astuto innamorato inizio’ a regalare al paggio cospicui doni un giorno dopo l’altro finche’ il piccolo servo divento’ obbediente a ogni richiesta dell’uomo.
Un di’, di buon’ora, l’innamorato attese a lungo in un angolo e vide il marito della donna uscire di casa.
All’istante l’uomo chiamo’ il paggio e gli chiese. “Quando la tua padrona uscira’ a fare acquisti, fammi entrare in casa senza che mi noti nessuno”.
Il complice chino’il capo e ripete’:”Ascolto e obbedisco”.
Quando la padrona usci’per andare all’hammam posto nella piazza della citta’, il piccolo moro corse verso l’amico e l’avverti’:”E’giunta l’ora attesa per entrare in casa. Vieni con me, non perdiamo altro tempo”.
Quando mise piede nella dimora, l’uomo chiese al suo complice di mostrargli tutte le stanze. L’ingenuo servo lo prese per mano e lo accompagno’in tutta la casa. Quando entro’nella camera nuziale, l’astuto innamorato getto’dell’albume sul letto senza che il paggio lo vedesse. Poi usci dalla casa senza farsi notare dagli occhi dei passanti.
Dopo un’ora il padrone di casa ritorno’dalla sua bottega, entro’nella camera matrimoniale e si corico’sul morbido letto. All’improvviso tocco’con la mano l’albume, si alzo’di scatto e vide un liquido umido e bianco; credette che fosse il seme di un amante della moglie. Sul suo volto adirato si leggevano i segni della rabbia: i suoi occhi erano arrossati e vitrei. Grido’:”Ali, dove e’ andata la tua padrona?”
L’ingenuo ragazzo rispose intimorito balbettando:E’ andata al bagno a lavarsi e mi ha detto che presto fara’ritorno a casa”.
L’uomo si infurio’ancora di piu’; nella sua mente in tumulto i dubbi si trasformarono in certezze.Lo angustiava una sola idea: il tradimento e l’inganno. Volse uno sguardo pieno d’ira al piccolo moro e tuono’: “Accompagna la tua perfida padrona a casa”.
Quando la donna arrivo’al suo cospetto con il sorriso sul volto, egli le salto’addosso come una belva inferocita e la percosse con tutte e due le mani senza un briciolo di pieta’. Infine la fece incatenare, prese un coltello affilato ed era sul punto di sgozzarla, quando lei urlo’con tutto il fiato che possedeva.
Immediatamente i vicini si riversarono in casa ed ella spiego’loro: “Quest’uomo vuole uccidermi;e’fuori di se. Giuro su Allah che non ho commesso nessuna colpa”.
I vicini dissero in coro all’irruente uomo: “E’una nostra vicina da molto tempo; e’ una donna virtuosa, pura e casta e non ha commesso alcun male. O la ripudi divorziando, oppure la tieni con te e la rispetti”.
L’uomo, al colmo dell’ira, esclamo’. “Ho visto sul nostro letto matrimoniale il seme di un amante”.
Un venerando sceicco gli chiese: “Fammi vedere”.
Quando vide la macchia misteriosa, quest’ultimo chiese al moro di portargli un recipiente di terracotta e di versarvi il liquido. Dopo di che afferro’ il contenitore, lo pose sul fuoco e fece friggere il presunto seme. Infine prese a mangiare l’uovo e ne diede anche agli astanti. Il coniuge capi’ che sua moglie era innocente. Cosi’ i vicini riuscirono a riappacificare le due anime innamorate, vittima dell’astuzia di un uomo che e’ rimasto sconosciuto dietro il sipario della malizia e dell’inganno.

Angela Picciafuochi








