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Stralci di lettura

I passi (secondo me) migliori del mio libro preferito: Kitchen di Yoshimoto Banana!

… anche le cucine incredibilmente sporche mi piacciono da morire… col pavimento disseminato di pezzettini di verdura, così sporche che la suola delle pantofole diventa subito nera…

…Io ero senza forze…

… il profumo del verde era quasi soffocante…

… non avevo al mondo nessuno del mio sangue, potevo andare in qualunque posto, fare qualunque cosa…

… la buona qualtà delle pantofole che Yuichi portava ai piedi… grandi scodelle per zuppe…

… Se non raggiungo il limite estremo le cose non funzionano. Anche questa volta, arrivata proprio al limite, avevo trovato un letto caldo…

…Ma la cosa di cui ora avevo bisogno più di tutto era la strana allegria e la calma dei Tanabe…

…L’allegria più naturale nelle circostanze più anormali…

… Ma a un tratto mi accorsi di avere le guance rigate di lacrime… Le miei funzioni si sono inceppate, pensai…

… Dio, ti prego, aiutami a vivere…

… Un rumore di tacchi, al ritorno dal lavoro era sempre un pò brilla… Io mi svegliavo appena. Il rumore della doccia… l’acquqa per il tè che bolliva. Mi riaddormentavo con una sensazione di grande tranquillità… Una nostalgia da impazzire!

… “Vuoi che mi metta a piangere e ti tiri questo coltello?”…

… Pregai che il rcordo di questo momento in cui prendevamo un tè delizioso e bollente seduti l’uno di fronte all’altro in un posto piacevole e caldo restasse in lui come una scia luminosa e lo aiutasse. Le parole sono sempre troppo crude e finiscono con lo spegnere luci preziose e fievoli come quella.

…OGNUNO VIVE SOLO COME SA…

… Camminando ero arrivata alla stazione e decisi dopo aver bevuto qualcosa in un bar di…

… Vivere felici allora… sarebbe questo?…

… Di notte in un altro paese l’aria è sempre pura…